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Atalanta travolgente, ciao ciao Roma. E SuperMario segna dopo 19 secondi fotogallery

La nona rimonta stagionale dei nerazzurri è un altro mattone verso la Champions. E Gasperini indovina tutto, cambiando Zapata con Pasalic

L’Atalanta suona la nona. Ormai, non è solo una sinfonia di successi, è una cavalcata trionfale verso un’altra qualificazione in Champions. Toccate pure ferro, però sei punti di vantaggio sulla quinta sono un bel tesoretto da conservare. E conoscendo i Gaspboys, cercheranno di incrementarlo più che difenderlo.  Se, come ha ammesso l’incontentabile Gasperini, “fosse per me avrei giocato anche quest’anno per lo scudetto”.

E se il presidente Percassi ripete (ripeteva, ormai anche questo è superato) il ritornello della salvezza da raggiungere a 40 punti, l’allenatore preme tutto l’acceleratore e dopo il trionfo sulla Roma accende ancora di più la folla: il futuro è adesso, perché batti la Roma nello spareggio Champions, per la prima volta fai il pieno all’andata e al ritorno (capiterà ancora, certo) contro un avversario e poi, ma solo poi, dopo aver steso e mandato a casa la Roma, pensi al Valencia e ammetti: “L’ho visto in tv, è forte e al Mestalla sarà una corrida”, spiega Gasp. “Però non puoi essere stanco, anche se hai speso molte energie dopo aver battuto la Roma. Ma non puoi, perché la Champions ci carica e noi aspettiamo questa sfida da mesi: adesso siamo pronti”.

E dopo un’altra rimonta, quest’anno fanno nove, appounto la nona sinfonia nerazzurra. Proviamo a ricordarle? Spal-Atalanta da 0-2 a 2-3, Atalanta-Fiorentina da 0-2 a 2-2, Atalanta-Udinese da 0-1 a 7-1, Napoli-Atalanta da 0-1 e 1-2 a 2-2, Atalanta-Verona da 0-1 e 1-2 a 3-2, Inter-Atalanta da 0-1 a 1-1, Atalanta-Genoa da 1-2 a 2-2, poi Fiorentina-Atalanta e Atalanta-Roma che sono un po’ la fotocopia una dell’altra, con il gol del pareggio nerazzurro all’inizio della ripresa e il raddoppio un po’ più in là a Firenze.

Ma, anche là, con il bomber… di scorta: Malinovskyi entra e dopo 8 minuti segna il gol della vittoria, Pasalic ha molta più fretta e dopo la bellezza di 19 secondi (leggi proprio secondi) manda la palla nel ‘sette’, come faceva una volta Del Piero o come fanno adesso Ilicic o Gomez. Bel compleanno davvero per il Papu, in una serata non facile, perché la Roma gioca come le italiane di una volta, tutti dietro e a fare mucchio in mezzo, per togliere ogni varco e colpire in contropiede con Dzeko.

Soprattutto è molto più complicato per Zapata, che va a sbattere contro il muro giallorosso e non ne viene a capo. Stavolta la sostituzione è una mossa molto felice (ricordate col Genoa? si pensava che Duvàn fosse ancora utile nell’ultima mezz’ora), come e più che a Firenze. Dove Pasalic aveva calciato fuori una specie di rigore in movimento e invece sotto la Curva dei suoi tifosi, a Bergamo, piazza la palla all’incrocio dove il portiere non può arrivare.

Sarà questione di feeling con i tifosi, visto che prima di lui Palomino segna il suo primo gol in questa stagione, 14° marcatore nerazzurro (assist di Djimsiti), rimediando all’errore che aveva consentito a Dzeko di andare in gol per primo. Ormai all’appello della macchina da gol bergamasca in campionato manca solo Hateboer

A proposito, si temeva una specie di sciopero del tifo, invece se l’Atalanta ha coronato quest’anno la sua quarta rimonta a Bergamo, lo deve anche all’effetto della nuova Curva.

Certo, il quarto d’ora iniziale del secondo tempo è stato trascinante, tambureggiante, travolgente. Una squadra di veri e propri assaltatori, Toloi e Djimsiti mettono le tende nella metà campo giallorossa, Freuler e de Roon fanno una diga straordinaria e recuperano tutti i palloni, gli esterni volano e Gomez e Ilicic li accendono. A Muriel bastano pochi minuti e un paio di discese per conquistarsi un’ovazione e l’abbraccio del Gasp.

La Roma prende solo due gol, facciamo che altri due l’Atalanta se li tiene per mercoledì a San Siro: dove saranno più di 40mila a spingere i nerazzurri per piegare il Valencia. Forza, per questa Atalanta niente è impossibile…

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