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Venti lavoratori in nero scovati dalla Finanza: uno con reddito di cittadinanza

Tra i casi più eclatanti, quello emerso nelle due sedi di un ristorante, a Treviglio e Lurano, dove sono stati individuati sette dipendenti, perlopiù italiani, risultati tutti in nero, ossia che lavoravano senza essere stati assunti.

Nelle ultime settimane, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Treviglio, nel corso dei controlli in materia di lavoro sommerso, hanno scovato quindici lavoratori impiegati in nero e cinque risultati irregolari, ossia pagati in contanti per non far figurare il compenso in busta paga. Tra le persone sorprese a lavorare senza un regolare contratto di assunzione, una percepiva anche il reddito di cittadinanza ed un’altra l’indennità di disoccupazione.

Si tratta di violazioni accertate nell’ambito di mirati controlli svolti dai Finanzieri in alcuni comuni della bassa Bergamasca principalmente presso ristoranti, bar e parrucchieri. Nove le attività commerciali ispezionate gestite sia da italiani che da cittadini di origine straniera.

Tra i casi più eclatanti, quello emerso nelle due sedi di un ristorante, a Treviglio e Lurano, dove sono stati individuati sette dipendenti, perlopiù italiani, risultati tutti in nero, ossia che lavoravano senza essere stati assunti.

Approfondendo gli accertamenti, i militari hanno scoperto che uno di loro percepiva anche il reddito di cittadinanza. Per tale ragione, oltre alle sanzioni amministrative previste a carico
del datore di lavoro per ciascun dipendente impiegato in nero e alla segnalazione all’Ispettorato del Lavoro per la sospensione dell’attività, è stata immediatamente attivata la Direzione Provinciale dell’Inps di Bergamo per interrompere l’erogazione del reddito di cittadinanza, indebitamente percepito.

In un altro caso è stato sanzionato il titolare di un bar di Treviglio che impiegava in nero entrambi i propri dipendenti, uno dei quali è risultato percepire l’indennità di disoccupazione (cosiddetta Naspi), beneficio a cui non aveva più diritto, avendo iniziato un nuovo lavoro. Anche in questo caso, sono scattate le sanzioni amministrative per il proprietario del bar, la
sospensione dell’attività e la segnalazione all’Inps per interrompere l’erogazione dell’indennità di disoccupazione.

Nel complesso sono state comminate dai Finanzieri sanzioni per oltre 30 mila euro e sono state avviate le azioni per recuperare l’importo del reddito di cittadinanza e del Naspi. I datori di lavoro hanno dovuto regolarizzare la posizione di ciascun lavoratore, anche versando i contributi spettanti. Inoltre, come previsto dalle norme, le due persone sorprese a lavorare in nero, nonostante percepissero una il reddito di cittadinanza e l’altra l’indennità di disoccupazione, sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Bergamo rispettivamente per aver omesso di comunicare il nuovo impiego lavorativo e per truffa ai danni dello Stato.

L’azione di servizio nel settore del lavoro sommerso svolta dalla Guardia di Finanza mira a contrastare lo sfruttamento dei lavoratori e, allo stesso tempo, vuole tutelare gli imprenditori onesti che operano nel rispetto delle regole e che subiscono una concorrenza sleale da quanti invece utilizzano manodopera irregolare, a basso costo e con evasione di imposte e contributi.

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