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Mirabilia della natura: Cesare Benaglia a Romano di lombardia

È un allestimento sontuoso e sobrio allo stesso tempo quello che accoglie il visitatore al Macs

È un allestimento sontuoso e sobrio allo stesso tempo quello che accoglie il visitatore al Macs di Romano di Lombardia con la mostra MIRABILIA NATURAE ET ARTIS di Cesare Benaglia.

La sala Alberti del Museo ospita, a cura di Claudio Rota, un’attenta selezione di 14 opere dell’artista di Valbrembo che sa “commuoverci di fronte al bello” e farci “dialogare senza tormento romantico con la Natura”.

Bastano poche parole, senza retorica, per restituire l’incanto di questi lavori recenti di Benaglia, fra dipinti, tarsimie e sculture. L’artista capace di far vivere un bosco in una stanza, di far scorrere l’acqua e il vento di una valle negli spessori di un tableau, stupisce per il talento di reinventare ogni volta le geometrie, le sonorità, persino le fragranze degli elementi naturali. Alle pareti si susseguono, in un’alternanza incisiva di cromie e materiali, presenze totemiche vibranti che respirano dello stesso respiro di cui si anima il mondo: ogni pezzo è carico di storie, di energie rapprese, è messaggero di memorie sepolte e sconosciute, che l’artista ha saputo salvare setacciando, levigando, assemblando e anche semplicemente aspettando che la metamorfosi naturale degli elementi facesse il suo corso.

Colpiscono soprattutto le “tarsimie”, tarsie di materia, sabbie, depositi, scorie, escreati di micro-organismi, assemblati in riquadri e montaggi che mai si ripetono, ma replicano le sorprendenti variabili di cui il creato è capace. Il magnetico fondale costituito dalla “Caduta dell’angelo”, l’opera più grande, austera e metafisica in mostra (180 cm x 180), è il focus prospettico di un allestimento molto attento a suggerire il ritmo sempre ineguale, eppure sempre straordinariamente armonico, della natura.

Mostra Benaglia Romano di Lombardia

Opere simboliche come “Verticalità germogliante” e “Seme d’artista” si alternano a opere intimamente materiche come “Verticalità con nido d’api” e ad altre allusivamente figurali come “Le mura di Bergamo” dove residui e prelievi di radici, tronchi e sedimenti compongono un originalissimo omaggio al profilo architettonico della nostra città.

La scultura sottile e affusolata “Verticalità rosso su nero” è il perno spaziale di una partitura cromatica che restituisce il timbro di tutte le stagioni, con qualche improvvisa, vertiginosa accensione: come avviene nell’olio su tela “Verso il cielo”, un riquadro rosso ipnotico che riecheggia, perché no, la lezione suprematista di Malevich.

Nell’ambito dell’enciclica “Laudato si’ che ispira il calendario espositivo del Macs di Romano, i “mirabilia” dell’artista di Valbrembo si inseriscono perfettamente nel messaggio di Papa Francesco per la cura della nostra “casa comune”, per un’”ecologia integrale, ambientale, umana e sociale” che consideri la natura “sorella figlia e madre” da custodire.

All’interno di questo progetto, le opere di Benaglia rilanciano il concetto di sacralità della natura di cui l’uomo fa parte e allo stesso tempo ribadiscono l’urgenza, sempre più improrogabile, della salvaguardia ecologica dell’habitat che ci ospita.

La mostra è aperta al Macs (Museo d’Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia , Vicolo chiuso 22, fino all’1 marzo nei seguenti orari: sabato, domenica e festivi 9.30-12 e 16 – 19. Per gruppi e studenti su appuntamento.

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