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Ucciso da due rapinatori: aula della scuola intitolata al maresciallo Di Pietro

Dopo la ristrutturazione effettuata dai carabinieri, venerdì la cerimonia alla presenza della vedova dell'ex comandante

Ponte San Pietro e l’Arma dei carabinieri rendono omaggio al maresciallo Giorgio Di Pietro intitolandogli un’aula dell’Istituto Comprensivo di via Piave. Il comandante della caserma di Ponte venne ucciso 36 anni fa da due banditi che stava inseguendo.

In quel maledetto 14 maggio del 1984, Di Pietro stava cercando di catturare la coppia di malviventi che avevano appena messo a segno un colpo a mano armata nel supermercato Legler di Ponte San Pietro.

Uno dei due rapinatori fece partire un colpo con un fucile a canne mozze e il carabiniere morì, a 46 anni, dopo alcuni giorni di agonia nel reparto di rianimazione dell’allora ospedale Riunti di Bergamo. Lasciò nel dolore due figli e la moglie Irene.

La cerimonia di commemorazione lo scorso maggio al cimitero di Verdello
maresciallo Di Pietro

La donna parteciperà alla cerimonia di intitolazione in programma venerdì 14 febbraio alle 11. Presenti anche il dirigente scolastico Paola Crippa, il sindaco di Ponte Marzio Zirafa, il Comandante Provinciale dell’Arma colonnello Paolo Storoni, il dirigente Ufficio scolastico provinciale Patrizia Graziani e il coordinatore dell’anca sottotenente Marco Bianco.

L’aula è stata ristrutturata dagli stessi militari con il progetto “In aula con gli eroi”, l’iniziativa delle sezioni dell’Associazione nazionale carabinieri orobiche, con il sostegno del Comando provinciale e dell’Ufficio scolastico territoriale.

Nel loro tempo libero un gruppo di carabinieri in congedo e in servizio, a titolo volontario, hanno preso parte alle operazioni di sistemazione e tinteggiatura delle aule. Il progetto ha interessato l’istituto comprensivo “Gervasoni” di Piazza Brembana, prima di quelli di Ponte San Pietro, Nembro, Verdellino e Gromo.

Una volta rimesse a nuovo, a ogni aula sarà dato il nome di uno dei caduti dell’Arma, con particolare attenzione alle vittime bergamasche, ma anche a figure di rilevo nazionale come Salvo D’Acquisto e Carlo Alberto dalla Chiesa. Un modo, oltre che per onorare la loro memoria, anche per farli conoscere ai giovani d’oggi.

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