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Ubi +5,1%, il patto Car: “Pronti a sostenere fusioni che creino valore”

Ubi Banca chiude la giornata di mercoledì 12 febbraio con +5,1%, pari a 3,279 euro.

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In attesa di lunedì 17 febbraio della presentazione del piano industriale 2020 di Ubi Banca, l’istituto di credito registra una buona prestazione a Piazza Affari. Ubi Banca chiude la giornata di mercoledì 12 febbraio con +5,1%, pari a 3,279 euro. Dopo la diffusione dei risultati del 2019 gli analisti di Equita sim hanno incrementato da 3,2 euro a 3,5 euro il target price sull’istituto, in seguito al miglioramento delle stime finanziarie per il triennio 2020/2022.

CAR: DISPONIBILI A VALUTARE DOSSIER

Il Car, il patto di consultazione che aggrega il 17,8% del capitale di Ubi Banca, non è a conoscenza di ipotesi di aggregazione che riguardano la banca, ma è disponibile a valutare dossier e a sostenere ipotesi di fusione che creino “valore”.

“Il consolidamento? Mai dire mai. Se agli azionisti venisse presentata un’operazione di successo sostenibile in grado di creare valore per gli azionisti perché no. Ma non c’è moral suasion che possa imporre a una banca come Ubi, quindi sana e con una storia di successo, di fare
operazioni. Al momento non siamo a conoscenza di nessun dossier sul tavolo”, ha affermato Mario Cera, avvocato parte del Comitato del
Presidenza del Patto.
“Nessuno può imporre a Ubi di sobbarcarsi situazioni di crisi”, ha aggiunto.

Entrando nel dettaglio, Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Crc, primo azionista di Ubi Banca col 5,908% (anch’essa aderente al Patto), ha aggiunto che tutte le ipotesi vanno valutate. Banco Bpm, per esempio, darebbe una svolta di carattere nazionale, Bper ha invece un carattere più regionale ma se gli azionisti hanno visto giusto i numeri sarebbero diversi ha notato Genta accennando a una certa solidità patrimoniale della banca emiliana.

“Non vogliamo migliaia di esuberi – ha aggiunto -. Su Monte Paschi di Siena andrebbero valutati i rischi per cause legali, ma ripulita dai rischi potenziali potrebbe avere un appeal. Il Patto – qualora si presentassero eventuali operazioni – le valuterà caso per caso. Senza numeri è impossibile fare valutazioni a priori”.

IL DIVIDENDO

“Il mio è uno stimolo a fare di più” sul fronte del dividendo. La cedola è “sicuramente soddisfacente ma non sufficiente”.
Lo ha affermato Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Crc – primo azionista di Ubi Banca col 5,908% – in occasione della presentazione del nuovo Patto di consultazione denominato Car.

Il Consiglio dell’istituto guidato dall’a.d. Victor Massiah ha proposto un dividendo di 0,13 euro per azione (+8,3% rispetto al 2018), con un rendimento del 4,4% sul prezzo di chiusura del titolo al 7 febbraio. “Come pay-out vorrei vedere qualcosa che si avvicina di più ai 20 centesimi. Comprendo però che bisogna avere molta attenzione alla solidità patrimoniale”.

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