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“Il mio giardino delle iris cerca spazio a Bergamo, pronta la biblioteca dei fiori“ fotogallery

Cristina Mostosi: "Sto cercando un terreno di circa 4 mila metri quadri per creare un giardino di iris a Bergamo o nelle vicinanze. Un posto dove poter fare ortoterapia e che accolga una vasta biblioteca dei fiori e della natura che mi è stata donata".

Ci sono caratteri e talenti che ci vengono trasmessi con il nostro Dna.

Le iris di Cristina Mostosi

E poi ci sono incontri, episodi, fatti della nostra vita che assomigliano ai sassolini di Pollicino o al filo di Arianna di Teseo: ci indicano nuove direzioni per la nostra vita.

È successo e succede a Cristina Mostosi, legale per un’importante banca, che alla morte del padre riceve in eredità un giardino di iris. Il padre, Luigi Mostosi, era un ibridatore di iris barbate di fama internazionale e che assecondava questa sua passione nella casa di campagna a Trebecco, una frazione di Credaro, con un giardino scosceso nella valle dell’Oglio.

“L’ho ereditato ma da subito ho capito che non era solamente un giardino da mantenere, era qualcosa di più: era tramandarmi un amore per la bellezza che, come scrisse Dostoevski, salverà il mondo” racconta Cristina.

Guanti alla mano, la nostra protagonista ridisegna, senza stravolgerlo, il giardino di Trebecco e in pochi anni quella riva scoscesa viene messa in sicurezza con ben nove bancali di tufo che lei stessa posiziono uno ad uno.

“Nel frattempo ho curato la classificazione delle iris barbate alte. Oggi in giardino ve ne sono circa 4 mila, suddivise in 105 colori – continua Cristina –. Avrei necessità di nuovi spazi, un terreno agricolo di circa 4 mila metri quadrati nel comune di Bergamo o nelle sue vicinanze, con annesso un piccolo bosco per creare una zona didattica”.

Una richiesta? Qualcosa di più. Un appello. Anche perché un altro sassolino è stato posto sulla strada di Cristina.

“Da mio padre ho ereditato una corposa e bellissima biblioteca di botanica, ci sono anche dei volumi antichi – afferma – e nei mesi scorsi mi è stata donata tutta la raccolta dei volumi di arte floreale di Alessandra Paccanelli, flower designer, scomparsa poco tempo fa. Il fatto che gli eredi per non disperdere questo patrimonio abbiano pensato a me l’ho percepito come un riconoscimento di stima, come un incarico da prendere sul serio ed al contempo lo vivo come una sfida per creare a Bergamo una biblioteca della natura e dei fiori che metterei a disposizione nel nuovo giardino che voglio creare in città. Vorrei che il prossimo giardino delle iris di Bergamo fosse un luogo dove si possa riconnettersi con la natura e, quindi, riconnettersi con noi stessi. Un luogo dove sia possibile fare anche ortoterapia per i bambini e per gli anziani. La terra se curata e amata sa ripagare tantissimo, e lo dimostrano studi già eseguiti nell’Ottocento in America su pazienti di alcune strutture psichiatriche”.

Cristina ha seguito il suo filo di Arianna, le indicazioni l’hanno portata a Venezia dove ha piantato i bulbi di iris in moltissimi giardini storici; ha partecipato a Orticola a Milano e a molte importanti fiere.

L’anno scorso ha ricevuto una segnalazione di merito dal premio nazionale “Passione verde” per “aver recuperato… con passione la preziosa collezione di iris del padre Luigi, valente ibridatore di numerose cultivar registrate all’American Iris Society“.

“Credo che questo nuovo lascito di Sandra Paccanelli non sia solamente un segno, ma un invito a fare di questa passione la mia vita e così anche io voglio seminare, lanciare un sassolino alla città di Bergamo perché possa trovare un appezzamento di terreno agricolo per poter realizzare il giardino delle iris e dove possa trovare spazio la Biblioteca della Natura. Confido molto nei bergamaschi come me, che hanno saputo guardare anni fa alla salvaguardia della natura che circonda la città di Bergamo creando il Parco dei Colli. Ecco mi piacerebbe che Bergamo avesse il suo giardino delle iris”.

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