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Fasce orarie anti-slot nella Bassa, i sindaci costretti a rivedere il provvedimento

Manca certezza a livello giuridico: l'invito a limitare l'intervento arriva direttamente dalla Prefettura di Bergamo

Alla fine del 2019 18 paesi della Bassa, appartenenti all’ambito di Treviglio, avevano limitato gli orari delle sale slot per contrastare la ludopatia, fenomeno sempre più diffuso negli ultimi tempi. Ora, si sono rese necessarie delle modifiche per via di alcuni ricorsi riguardanti la legittimità di tali ordinanze.

Diciotto amministrazioni, capeggiate da Treviglio, avevano emanato nello scorso novembre il regolamento che prevedeva la chiusura delle sale giochi e degli apparecchi negli esercizi pubblici dalle 23 alle 10 di mattina. In aggiunta, era stata inserita una pausa anche all’ora di pranzo, il che portava a 12 le ore di stop.

La Prefettura ha inviato una circolare ai sindaci interessati affinché limitino i loro interventi. Il motivo? Perché vi è incertezza a livello giuridico.

Ad esempio a Fara Gera d’Adda, dove il sindaco Raffaele Assanelli ha stabilito che è vietato giocare d’azzardo dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 23.00 all’una, per un totale di sei ore, come era stato indicato nel 2017 dalla Conferenza Stato, Regione ed Enti Locali.

Meno di un mese fa, ad Arcene, era stato sorpreso l’avventore di un bar mentre giocava fuori dai tempi stabiliti e questo è stato uno dei motivi per cui il locale è stato chiuso per una settimana.

Secondo i dati nell’area dei 18 comuni dell’Ambito di Treviglio la stima dei giocatori problematici sarebbe di 2753 persone; ancora più allarmanti i dati emanati dall’Agenzia delle Dogane e del Monopoli, secondo la quale le giocate nell’anno 2017 in questi comuni sono state di quasi 160 milioni di euro, circa 40 milioni in più dell’anno precedenti nonostante il numero delle slot fosse calato.

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