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Due morti, una sfilza di feriti, Goggia infortunata: weekend nero su strade e piste bergamasche

A Rogno 27enne perde la vita al volante, sul Pora un consulente aziendale svizzero muore dopo un incidente in motoslitta

È stato un fine settimana nerissimo quello trascorso sulle strade bergamasche, al quale si aggiunge il bilancio altrettanto drammatico degli incidenti in montagna e sulle piste da sci.

Le sirene hanno cominciato a suonare nella notte tra sabato e domenica. Il primo intervento alle 2,40 sulla A35 Brebemi, tra Bariano e Caravaggio, dove un 48enne in macchina si è schiantato contro il guardrail perdendo conoscenza e rimediando un brutto trauma facciale e cranico. Passano un paio d’ore e alle 4,30, in via Nazionale a Seriate, un 18enne viene investito da un’auto che sta parcheggiando. Tanto spavento, ma il giovane se la cava con una frattura scomposta di tibia e perone.

Non è stato altrettanto fortunato Matteo Simonetti, il 27enne di Capo di Ponte (Brescia) morto nel terribile incidente di Rogno. Il giovane, al volante di una Alfa Romeo Mito, avrebbe cambiato direzione di marcia alla vista di una pattuglia dei carabinieri, appostata per i controlli del sabato sera. La sua auto è finita contro un palo della luce e l’impatto non gli ha lasciato scampo: è morto sul colpo. Con lui c’erano altri tre ragazzi bresciani, di 18, 20 e 21 anni che avevano passato insieme la serata in un locale di Costa Volpino. Uno è stato ricoverato in codice rosso agli Spedali Civili di Brescia per un grave trauma cranico, gli altri due sono in condizioni meno gravi a Esine.

mortale Rogno L'incidente mortale a Rogno

Dall’alto Sebino all’hinterland cittadino, fino alla Bassa. Alle 8,15, una ragazza di 29 anni è in serie condizioni dopo essere uscita fuori strada a Grassobbio; mentre poche ore dopo, a Caravaggio, un altro brutto incidente tra una Fiat Panda e una Lancia Delta: a bordo della prima vettura ci sono i nonni di 72 e 73 anni e i loro due nipotini, di 15 e 18 anni. La seconda è invece condotta da un 47enne. Nella carambola la Fiat si è ribaltata abbattendo un semaforo, mentre la Lancia è andata in testacoda. All’origine dello scontro, forse, una mancata precedenza.

Dagli incidenti sull’asfalto a quelli sulla neve. Drammatico quello che sabato sera è costato la vita a Flamur Krasniqi, 40 anni, svizzero, consulente della Volkswagen. Una cena aziendale in montagna come tante altre, finita in tragedia dopo un incidente con la motoslitta nei pressi del rifugio Magnolini sul Monte Pora. Terminata la serata, insieme ad altri due colleghi, l’uomo ha noleggiato una motoslitta per una risalita notturna. Poco dopo lo schianto e l’intervento dei soccorritori del 118 che non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Domenica, a Oneta, due escursionisti sono invece precipitati nelle vicinanze del Bivacco Testa. L’allarme è scattato verso mezzogiorno: uno dei due, un ragazzo milanese di 20 anni, pare essere caduto per diversi metri riportando ferite e fratture abbastanza gravi, mentre il compagno è rimasto illeso ma bloccato una zona piuttosto pericolosa, tanto da dover essere recuperato con l’elicottero. Altri interventi, seppur meno gravi, si sono registrati sugli impianti di Colere, Valtorta e Foppolo, dove un 13enne ha rimediato un trauma cranico per una caduta sul ghiaccio e un Suv è addirittura finito sulle piste da sci, molto probabilmente a causa di una manovra errata in fase di parcheggio. Qualche momento di confusione, ma fortunatamente nessun danno a cose o persone.

Sempre sulle piste da sci, infine, brutto infortunio per la campionessa bergamasca Sofia Goggia: l’azzurra, 27 anni, cade nel supergigante di Garmisch e finisce nelle reti procurandosi una frattura scomposta al braccio sinistro. Per lei stagione finita.