La sentenza

“Abusi dallo zio”, per il giudice era una vendetta della ragazzina: 45enne assolto

L'uomo era accusato di violenza sessuale ai danni della nipote minorenne

Assolto perchè il fatto non sussiste. Si è concluso così il processo a carica di un 45enne residente in un paese della Bergamasca, accusato di violenza sessuale ai danni della nipote minorenne.

La sentenza è stata pronunciata dal collegio presieduto dal giudice Giovanni Petillo. Respinta la richiesta di condanna a 14 anni di reclusione, che era stata avanzata nel corso dell’udienza dell’8 gennaio dal pubblico ministero Carmen Pugliese, alla sua ultima udienza prima di andare in pensione il primo febbraio.

La vicenda sarebbe iniziata nel 2012 e si sarebbe protratta sino al 2016, e cioè quando la presunta vittima aveva dai 9 ai 13 anni. Secondo le contestazioni, che l’imputato, assistito dagli avvocati Elena Gambirasio e Federica Ghisleni, ha sempre respinto, l’uomo avrebbe abusato della bambina quando erano soli, promettendole – quando lei si sarebbe fatta più grandicella – soldi per comprare il motorino.

Il 45enne era stato arrestato il 25 marzo 2018, dopo che la nipote, nell’ambito di un altro procedimento per una violenza subìta nel Milanese, aveva confidato ai poliziotti anche questi episodi. Secondo la difesa del 45enne, però, non sarebbe stato altro che una vendetta della ragazzina nei confronti dello zio che non aveva mantenuto la promessa del motorino.

Il racconto viene confermato dalla mamma che in un primo momento aveva accompagnato la figlia dai carabinieri per ritrattare.

La sentenza di assoluzione di giovedì mattina ha chiuso, almeno per ora, la vicenda.

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