Sanremo: i Pinguini Tattici Nucleari “volano” sull’Ariston e infiammano la seconda serata - BergamoNews
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Sanremo: i Pinguini Tattici Nucleari “volano” sull’Ariston e infiammano la seconda serata

Il gruppo bergamasco è stato tra le grandi sorprese della seconda serata

Musica, parole, politica, attualità, spettacolo, divertimento. Non basterebbero queste parole per descrivere in maniera completa l’essenza del Festival di Sanremo, ultimo grande mito della cultura nazional-popolare.

Amato, odiato, criticato, ma sopratutto atteso da milioni di italiani, potrebbe sembrare in apparenza soltanto una kermesse canora, in realtà, dietro il leggero velo della competizione, si cela un vero e proprio rito a cui non ci si può sottrarre.

Molti affermeranno di aver visto soltanto di sfuggita la prima puntata e di averlo in seguito drasticamente abbandonato: non credetegli perchè, per curiosità o per passione, saranno rimasti incollati al televisore anche durante la seconda.

Tutto ciò merito dei cerimonieri d’eccezione, Amadeus e Fiorello, che, a distanza di quarantotto ore dal debutto, sono apparsi più inseparabili che mai.

Gemelli diversi della televisione tricolore, i due conduttori hanno saputo aiutarsi a vicenda l’uno nei momenti più complessi, affinando con il passare delle tempo il proprio feeling.

Se l’ironia e i travestimenti del siciliano hanno consentito al direttore artistico di sciogliere i muscoli bloccati dal panico pre-Ariston, la chiarezza e la parsimonia hanno permesso al conduttore nativo di Ravenna di dirigere con efficacia il grande circo mediatico ligure.

A differenza di quanto visto in precedenza, i due hanno saputo tirar fuori i propri assi della manica senza annunciarli con grande anticipo, offrendo agli spettatori un piacevole effetto a sorpresa.

Un esempio su tutti l’imitazione di Maria De Filippi, forse lontana dalla realtà, ma parecchio esilarante.

Il binomio nato all’interno degli studi radiofonici ha inoltre probabilmente contribuito a dar più spazio agli artisti (in gara e non), veri protagonisti dell’evento, allentandosi così dalla tradizione instaurata nel recente passato.

A capeggiare la schiera di artisti è stato senza dubbio Tiziano Ferro: nessuno può negare di essersi commosso di fronte alla semplicità e alla modestia del 39enne di Latina.

Nonostante i numerosi successi ottenuti nel corso della carriera e i celebri palcoscenici solcati, il cantautore laziale ha vissuto le prime due serate come un’esperienza nuova, mai vissuta sinora, ma desiderata da sempre.

A distinguersi nella corsa verso la Palma d’Oro sono stati invece, per motivi diversi, i Pinguini Tattici Nucleari ed Elettra Lamborghini.

Nella giornata dedicata al 62esimo anniversario dalla nascita di Fabrizio Frizzi, il sestetto orobico si è confermata una delle migliori realtà del mondo indie, merito di un pezzo leggero, ma al tempo stesso riflessivo qual è “Ringo Starr”.

Complice un’amicizia che li unisce da anni, Riccardo Zanotti e compagni hanno superato nel migliore dei modi le paure della vigilia, colpendo gli ascoltatori con una melodia orecchiabile che potrebbe portarli molto in alto.

Lanciarsi ora in pronostici è forse un azzardo, ma se sognare è lecito, perché non farlo.

Discorso diverso per l’ereditiera che, invece di farsi notare per la propria voce, ha deciso di puntare tutto sull’abito in stile latino e su mosse apparentemente sensuali.

Menzione speciale per Paolo Palumbo, giovane artista affetto da sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Nonostante la malattia che lo accompagna ormai da quattro anni, il 22enne sardo ha deciso di non arrendersi e di presentarsi alle selezioni per Sanremo Giovani con il brano “Io sto con Paolo” non riuscendo però a superarle.

L’eliminazione non gli ha impedito di cantare la propria storia, insegnando a tutti l’amore per la vita e l’importanza di non sprecare alcun istante, godendoselo fino in fondo.

In conclusione, è impossibile non notare l’ennesimo miracolo realizzato da “San-Remo”: dopo aver riconciliato Albano e Romina (qualora mai si fossero realmente lasciati), ha compiuto l’impresa di riproporre i Ricchi e Poveri nella loro formazione originaria.

Dopo la separazione fra lo storico trio e Marina Occhiena alla vigilia dell’edizione 1981, il complesso ha superato le proprie divergenze interne, facendo cantare e ballare sia il pubblico in platea che quello a casa.

Se hit come “La prima cosa bella”, “Che sarà”, “Sarà perchè ti amo” e “Mamma Maria” potrebbero non aver trasmesso nulla ai ragazzi all’ascolto, per chi ha trascorso la propria giovinezza all’insegna dei loro successi, questi sono stati senza dubbio istanti carichi di interminabile nostalgia.

Terminata la prima fase, a guidare la classifica generale è Francesco Gabbani che per una notte potrà godersi la leadership davanti a Le Vibrazioni e a Piero Pelù.

I duetti in programma nella serata di giovedì 6 febbraio potrebbero riservare dolci sorprese, ma anche amare delusioni, il tutto condito da una sana dose di suspense in attesa di conoscere il nome del successore di Mahmood.

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