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Pinguini a Sanremo: “Siamo in una bellissima spirale, Bergamo ci tiene coi piedi per terra”

Mentre parte il festival dei fiori che li vedrà protagonisti, parla con Bergamonews Elio Biffi, tastierista dei Pinguini Tattici Nucleari, band nata nel 2010 per volontà del frontman Riccardo Zanotti.

“Ci sono dei momenti che non si possono dimenticare, come i primi viaggi in furgoncino, ogni volta noleggiato da una persona diversa. Non si possono dimenticare i primi concerti lontani da casa, quelli andati bene e quelli andati male. Ma tutto partiva sempre sa qua, dalla nostra Bergamo”, esordisce Elio Biffi, tastierista dei Pinguini Tattici Nucleari, band nata nel 2010 per volontà del frontman Riccardo Zanotti. e composta, oltre che da loro due, da Nicola Buttafuoco, Lorenzo Pasini, Simone Pagani, Matteo Locati.

Come nel più bello dei sogni, i ragazzi hanno saputo percorrere una strada in salita fino a raggiungerle la concretezza. Dopo i primi tre album, è arrivata la svolta. Il contratto con Sony, l’uscita di “Fuori dall’Hype”, quarto album del gruppo, la partecipazione a “Faber Nostrum”, il concerto del Primo Maggio a Roma, i dischi d’oro per “Irene” e “Verdura“, il sold-out per la data di Assago Forum, e ora Sanremo. Questo, in sintesi, l’ultimo anno dei Pinguini Tattici Nucleari. “Finalmente si sono concretizzati i nostri sforzi”, racconta Elio a pochi giorni dal debutto sanremese.

Dal contratto in Sony a Sanremo. Quello che state vivendo è un anno che non potrete dimenticare…

Sì, è vero, in questo periodo di tempo si sono concretizzati tutti gli sforzi degli anni precedenti. La nostra fortuna è di essere giovani, ma di avere già avuto molte esperienze. Negli ultimi dodici mesi siamo riusciti a raggiungere una serie di gradini in ambiti e mondi diversi, soprattutto per quanto riguarda il live, la nostra dimensione primaria, fondamentale. Dal punto di vista discografico, grazie al lavoro con Sony, abbiamo raggiunto un pubblico più ampio. Da qui si è aperta la sfida di Sanremo e il repack “Fuori dall’Hype Ringo Starr”.

Parlaci di questo lavoro, in uscita il prossimo 7 febbraio.

Il disco è “Fuori dall’Hype”, ma con all’interno alcuni inediti, nati da quest’ultimo anno complicato e pieno di stimoli. Ci saranno poi riarrangiamenti di alcuni pezzi a cui teniamo tantissimo, come una versione dal vivo “Cancelleria”. Il senso era quello di riassumere il nostro ultimo anno dentro al repack che ha tutte le sfaccettature delle cose diverse che stiamo facendo.

Sanremo inizia stasera e c’è tanta carne al fuoco. Subito dopo il Festival, presenterete il repack di “Fuori dall’Hype” e poi vi aspetta la data al Forum di Assago. Siete pronti?

Per una volta nella vita, abbiamo cercato di arrivare preparati con largo anticipo. Abbiamo lavorato molto questo autunno in sala prove. Ci stiamo preparando, ma per ora non so dirti come ci sentiamo. È una situazione turbinosa, ma molto positiva. Stiamo ricevendo stimoli e gratificazioni in ambiti diversi. Siamo in una bellissima spirale, la vivremo al meglio.

Come sono andate le giornate di prove pre-festival?

Prima a Roma, poi sul parco dell’Ariston, abbiamo incontrato tutti gli orchestrali, musicisti strepitosi. In queste giornate abbiamo finalmente conosciuto Enrico Melozzi, il direttore d’orchestra che ha curato la realizzazione dei nostri arrangiamenti per la rassegna sanremese. Melozzi è un grande musicista, un arrangiatore meraviglioso, per noi è davvero importante poter collaborare con un professionista di questo spessore.

E con gli altri artisti in gara?

Ci stiamo trovando molto bene con Anastasio, un ragazzo interessante, ricco di idee forti, profonde, ben elaborate. Ho anche avuto il piacere di conoscere e confrontarmi con Raphael Gualazzi, abbiamo parlato di scelta di pianoforte e di tecnica pianistica. È stato un momento davvero interessante di musica e di condivisione.

Pinguini Tattici Nucleari

Avete percorso molta strada voi Pinguini. Nonostante gli scenari che si aprono davanti a voi. Bergamo continua a rimanere il vostro punto di riferimento…

È così. Non a caso nel repack ci sarà un brano dedicato alla nostra città. Bergamo è il nostro baricentro e qui è sempre stato. Perché ci permette di poter lavorare con la libertà a qui siamo abituati. Chiaramente ci stiamo affacciando sempre di più alla grande città, a Milano, dove abbiamo lavorato negli ultimi mesi, ma a Bergamo abbiamo il nostro equilibrio, da qui possiamo meglio osservare le dinamiche sociali, con il distacco a volte necessario per comprenderle al meglio.

“In un mondo di John e di Paul io sono Ringo Starr”, recita il ritornello di “Ringo Starr”, la canzone che porterete in gara a Sanremo. Quale è il suo significato?

Il senso della canzone è che a volte bisogna a chi non sta davanti ai riflettori. Ringo Starr è diventato simbolo di questo pensiero: membro dei Beatles, la band che ha cambiato il corso della storia della musica, è sempre stato citato per ultimo. Nonostante questo, lui è riuscito a imporre il suo stile, il suo modo di fare le cose. È stato innovatore nel suo campo per i cinquant’anni successivi. Anche se non si sta sempre sotto i riflettori, in prima linea, si può e si deve lasciare il segno. Proprio come ha fatto Ringo Starr.

Quanto hai appena detto è segno di una maturità personale e artistica raggiunta. Di recente le parole di “Irene” sono state al centro di una sterile discussione via social. Un commento sull’accaduto?

Mi sento di dire quello che abbiamo risposto allora, ossia: “Irene non fidarti mai, dei testo delle mie canzoni, soprattutto di quelle da parafrasare, che sono le peggiori”…

Insomma, sono giovani, i Pinguini, ma  anche grazie ai viaggi in furgoncino da un punto all’altro dell’Italia, hanno acquisito una profonda consapevolezza di chi sono e da dove vengono: lo si è visto proprio con la vicenda del tweet pretestuoso e sciocco a cui hanno risposto a testa alta, con la musica.

 

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