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Papa Francesco incontra i nonni: “La vecchiaia è privilegio, non malattia”

Il Papa sostiene: "Gli anziani sono il presente e il domani della Chiesa. Sono anche il futuro di una Chiesa che, insieme ai giovani, profetizza e sogna ed è importante che anziani e giovani parlino fra loro"

Papa Francesco incontra 550 «nonni» da tutto il mondo e dice loro: “La vecchiaia è un privilegio, non una malattia. Gli anziani non sono un archivio ammuffito ma il futuro della Chiesa”.

L’udienza il 31 gennaio 2020 è il momento culminante del primo congresso internazionale di pastorale degli anziani (29-31 gennaio) del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita su “La ricchezza degli anni”, dal quale emerge il ruolo pastorale degli anziani come evangelizzatori dei coetanei e dei nipoti.

A loro l’83enne Bergoglio confida: “La vita è un dono e quando è lunga è un privilegio. La ricchezza degli anni è ricchezza delle persone, un tesoro prezioso che prende forma nel cammino della vita”.

Nel 21° secolo la vecchiaia “è divenuta uno dei tratti distintivi dell’umanità” e la presenza cospicua dei nonni nella società e nelle parrocchie richiede risposte nuove e cambiamenti nelle “abitudini pastorali”. Nella Bibbia la longevità è una benedizione: “Concedendo la vecchiaia Dio dona tempo per approfondirne la conoscenza e l’intimità. È il tempo per prepararsi a consegnare nelle sue mani il nostro spirito con fiducia di figli. Ma è anche un tempo di “rinnovata fecondità”. Ispirandosi al Salmo 91,15 – “Nella vecchiaia daranno ancora frutti – spiega che il disegno di Dio si attua anche – nella povertà dei corpi deboli, sterili e impotenti”: dal corpo centenario di Abramo e al grembo sterile di Sara nasce il popolo eletto; dal vecchio Zaccaria e da Elisabetta nasce Giovanni Battista.

Papa Bergoglio acutamente osserva: “Quando si pensa agli anziani si deve imparare a modificare i tempi dei verbi. Non c’è solo il passato, come se per gli anziani esistessero solo una vita alle spalle e un archivio ammuffito. Il Signore può e vuole scrivere con loro anche pagine nuove, pagine di santità, di servizio, di preghiera”. Pensando al ruolo degli anziani nelle parrocchie, nel volontariato, nel servizio alle comunità, il papa sostiene: “Gli anziani sono il presente e il domani della Chiesa. Sono anche il futuro di una Chiesa che, insieme ai giovani, profetizza e sogna ed è importante che anziani e giovani parlino fra loro”. Di più, li vede come evangelizzatori dei coetanei: “Vi chiedo di non risparmiarvi nell’annunciare il Vangelo ai nonni e agli anziani. Andate loro incontro con il sorriso sul volto e il Vangelo tra le mani. Uscite per le strade delle parrocchie e andate a cercare gli anziani che vivono soli. La solitudine può essere una malattia, ma con la carità, la vicinanza e il conforto spirituale possiamo guarirla”.

“Dio ha un popolo numeroso di nonni nel mondo”

Nelle società secolarizzate dell’Occidente le generazioni dei genitori non hanno la formazione cristiana e la fede viva che invece i nonni possono trasmettere ai nipoti. “Sono loro l’anello indispensabile per educare alla fede i piccoli e i giovani. Dobbiamo abituarci a includerli nei nostri orizzonti pastorali e a considerarli come una delle componenti vitali delle comunità. Non sono solo persone che siamo chiamati ad assistere e proteggere, ma possono essere attori di una pastorale evangelizzatrice, testimoni privilegiati dell’amore fedele di Dio”.

Al Centro congressi «Augustinianum» di Roma il 29-31 gennaio ci sono 550 esperti e operatori pastorali di 60 Paesi. L’assise sviluppa tre temi: il contrasto della cultura dello scarto; le responsabilità delle famiglie nei confronti degli anziani; la vocazione della terza età nella Chiesa. Secondo l’ultimo rapporto World Population Ageing delle Nazioni Unite, nel 2019 gli anziani (da 65 anni in su) sono 703 milioni. Le previsioni dicono: nei prossimi tre decenni, il numero dovrebbe più che raddoppiare superando 1,5 miliardi di persone nel 2050. L’aumento dell’aspettativa di vita e il miglioramento generalizzato delle condizioni di igiene e salute rappresentano nuove opportunità e sfide, anche per l’evangelizzazione.

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