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Lotta all’evasione, quasi 5 milioni di euro accertati a Bergamo negli ultimi 10 anni

Il vicesindaco Gandi: "La lotta contro la frode e l’evasione fiscale è non solo una questione di entrate, ma anche di equità sociale"

Il bilancio sulla lotta all’evasione del Comune di Bergamo è più che positivo: lo confermano i numeri del decennio 2009-2019 analizzati dal vicesindaco Sergio Gandi durante la conferenza stampa di martedì 4 febbraio a Palazzo Frizzoni.

Spiccano subito due dati. Il primo è quello relativo agli accertamenti (effettuati in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate), dove Bergamo si piazza al 4° posto fra i capoluoghi italiani con i valori più alti: 4,8 milioni di euro accertati nell’ultima decade. Davanti solo Milano (10,9 milioni), Genova (6,9 milioni) e Torino (5,9 milioni). Per Bergamo il 2014 è stato l’anno record con quasi 1,2 milioni di euro d’evasione accertati. L’ultimo biennio preso in analisi invece, vale a dire il 2018-2019, registra 309 mila euro circa, un valore perfettamente nella media.

Sugli accertamenti benissimo anche Lovere e Scanzorosciate, che nella classifica dei comuni italiani si posizionano rispettivamente al 17esimo e al 24esimo posto.

I recuperi delle somme evase sono in itinere, ma in ogni caso, secondo Sergio Gandi, “gli uffici tecnici del Comune di Bergamo hanno acquisito ormai competenze tali da divenire un punto di riferimento in territorio lombardo”.

Il secondo dato, il più soddisfacente, riguarda l’importo recuperato pro-capite. Qui Bergamo è il 1° capoluogo in Italia: sono 39,78 euro pro-capite recuperati, a fronte dei 19,57 euro di Reggio Emilia seconda e dei 18,32 euro di Prato, terza.

La collaborazione con AdE è iniziata nel 2009, e dal 2016 si è estesa anche alla Guardia di Finanza. Negli ultimi anni le verifiche si sono concentrate principalmente sulle attività di pompe funebri, di strutture ricettive che non presentano licenza e sulla posizione di soggetti residenti all’estero per possibile estero-vestizione.

In generale il Comune di Bergamo punta, prima di procedere con l’accertamento, all’invio al contribuente di un atto di sollecito al pagamento. La procedura permette al contribuente di sanare la propria posizione prima di incorrere nelle sanzioni previste dall’avviso di accertamento.

La lotta all’evasione si dimostra particolarmente importante anche per il contributo che fornisce all’azzeramento del disavanzo iniziale del Comune, un apporto che Gandi definisce “decisivo”.

Ed è sull’Imu che si gioca la partita più corposa per quanto concerne gli accertamenti. Si parla infatti di oltre 16 milioni di euro negli ultimi 5 anni (2015-2019).

Mentre sulla Tari, sono stati notificati oltre 43 mila atti nei 4 anni appena trascorsi, che hanno prodotto quasi 5 milioni e mezzo di euro in accertamenti. La Tari è una delle tasse più evase in Italia (si stima che una famiglia su 5, quindi il 20%, non la paghi), che crea un ammanco di 1,8 miliardi di euro nelle casse dei Comuni. Bergamo si classifica anche fra i comuni col minor tasso di evasione della Tari, il 5%. Il dato peggiore, stavolta sul pro-capite, lo mostra Roma: 149 euro per cittadino non riscossi in tutta la provincia, che salgono a 198 prendendo in considerazione Roma come città metropolitana.

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