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Tramvia Val Brembana: “Impegno del Bim per lo studio di fattibilità, fondi a bilancio”

Personeni, presidente Bim, promette lo stanziamento di fondi per un progetto che arrivi fino a Piazza Brembana.

“Per la tramvia della Valle Brembana, il Consorzio Bim ha chiesto a Teb di effettuare uno studio di fattibilità per portare il tracciato almeno a San Giovanni Bianco, se non fino a Piazza Brembana. I fondi? Verranno messi a bilancio”. Questa la promessa di Carlo Personeni, presidente del Bim, nella serata di venerdì 31 gennaio.

Un impegno preso in occasione dell’incontro organizzato a San Pellegrino dal sindaco Vittorio Milesi, alla presenza anche di Filippo Simonetti (presidente Teb) e del presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, oltre che di diversi sindaci della Valle, dei consiglieri provinciali Mauro Bonomelli e Demis Todeschini e di alcuni esponenti del comitato Ferrovia Ambiente Salute della Valle Brembana.

Mentre il presidente Gafforelli si è soffermato sullo sviluppo della Paladina – Villa d’Almè (in programma un incontro il prossimo 12 febbraio a Piazza Brembana), Simonetti, a proposito di uno sviluppo della T2 lungo la Valle Brembana, ha indicato il trasporto-merci come possibile fattore per portare avanti il progetto.

“Il Ministero dei Trasporti (con la Regione) ha previsto un finanziamento di 125 milioni di euro per la realizzazione della linea tramviaria T2 Bergamo – Villa d’Almè (previsti 6 milioni e 600mila passeggeri nel 2025). In merito ad uno studio di fattibilità per proseguire il tracciato almeno fino a San Pellegrino, bisogna considerare l’importanza del trasporto delle merci: grazie a questo, i numeri possono essere sostenibili anche per il trasporto delle persone. Serve un progetto credibile, di coesione territoriale, che deve far parte di un sistema comune. Solo in questo modo possiamo essere pronti per partecipare ai bandi ministeriali”.

Un progetto che presenta però alcune criticità. “Bisogna realizzare un tracciato di percorrenza a due binari, ma, attualmente, l’ex sedime ferroviario non è in grado di ospitarli, a causa di problemi di sicurezza” – spiega Gianni Scarfone, amministratore delegato Teb. “Esistono poi problematiche di natura economica. Nonostante la sostenibilità possibile grazie al trasporto di merci (si pensi alle acque minerali), bisogna ricordare che, ad oggi, il trasporto tramviario di merci non esiste in Italia e, inoltre, bisognerebbe dotarsi di un locomotore che possa muoversi sia su linea tramviaria che ferrovia”.

Per ora non si parla di cifre, ma si pensa di dare il via ad una progettazione che possa fondare le basi per “un’opera credibile, che possa poi essere presentata al Ministero”.

“La disponibilità del Bim deve concretizzarsi – spiega Vittorio MilesiIl tratto Bergamo-Villa d’Almè non offre benefici significativi per la Valle Brembana, è utile solo a Bergamo e hinterland. Bisogna porre attenzione ed investire risorse anche in favore delle aree montane: speriamo si possa verificare al più presto la fattibilità dell’opera”.

Un’opera che, per ora, rimane solo un tratto colorato su una cartina. Una semplice linea, che per molti, può essere solo frutto di fantasia o di un sogno irrealizzabile. Non è di questo avviso, però, Giuliano Ghisalberti, vicesindaco di Zogno: “Quella di oggi non è pura e semplice dialettica. Serve infatti una visione comune su questa progettazione, un’unione d’intenti su tutte le opere di viabilità che interessano il territorio, da San Giovanni Bianco fino alla Paladina-Villa d’Almè”. Una visione comune che per Marco Milesi, sindaco di San Giovanni Bianco, significa “non isolare la Val Brembana, anche in ottica produttiva”.

Con il possibile tracciato della tramvia, ritornano in gioco anche l’ex sedime ferroviario e le stazioni. “Bisogna tutelarle – spiega Felice Sonzogni, ex assessore provinciale – Il progetto deve essere portato avanti sul sedime ferroviario, che le amministrazioni devono preservare. La Teb è il braccio operativo, ma i comuni devono fare squadra”.

Fare squadra come in questi momenti di confronto, che possono portare a passi avanti verso la realizzazione di un nuovo tratto di T2. Perchè possa essere chiamata, per una volta a pieno titolo, la “tramvia della Valle Brembana”.

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