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Ponte tibetano, albergo diffuso, formaggi in miniera: i giovani rilanciano Dossena video

Presentato il progetto per il rilancio turistico e socio economico del paese. Il sindaco Bonzi: "Può avere ricadute importanti su tutta la valle"

Nel raccontare quel che hanno in mente citano Erasmo da Rotterdam, autore dell’Elogio a quella “sana e lungimirante follia”  che – lo ammettono – è alla base dei progetti che vogliono realizzare. Loro sono Stefano Trapletti, Simone Locatelli e Riccardo Omacini: tre giovani di 26, 22 e 19 anni, tutti residenti a Dossena. Una sera, davanti ad un boccale di birra, si sono chiesti: “cosa possiamo fare per il nostro paese?”. Qualche tempo dopo, eccoli ad illustrare le loro idee davanti a politici e sindaci. Ma, soprattutto, alla gente di Dossena che in questi tre ragazzi sembra credere eccome.

Tra fondi comunali, finanziamenti statali e regionali, hanno già in tasca un bel gruzzoletto: 4 milioni e 800 mila euro. Per completare il tutto, puntano a raccoglierne il doppio. Di questi, 1 milione e 200 mila euro sono destinati alle miniere (dove, tra le altre cose, si vuol trovare uno spazio per valorizzare i prodotti locali, formaggi in primis). Quasi 2 per l’edilizia scolastica. Venerdì, durante una conferenza organizzata ad hoc, Regione Lombardia ha confermato un milione per altri interventi, compreso il ponte tibetano che collegherà il centro del paese all’area del vecchio tiro al piattello. Un progetto da 660 mila euro che guarda in alto, letteralmente: lungo 500 metri, sarà posizionato ad un’altezza di almeno 100. Un progetto ancora sulla carta, che promette battaglia a quelli sparsi per l’Italia e l’Europa. Come il ‘Ponte nel Cielo’ in Val Tartano (alto 140 metri e lungo 234) o il ponte tibetano a Randa, in Svizzera (lungo 494 metri). L’obiettivo, come spiega il progettista Francesco Belmondo, è quello di consegnare l’opera entro l’estate 2021.

La passerella che sorgerà sulla vecchia cava del gesso, comunque, è solo una piccola parte del piano. “L’obiettivo – spiegano – è quello di creare occupazione, invogliando i giovani e le famiglie a restare sul territorio”. Si parte da una convinzione: ovvero che il rischio di un ulteriore calo demografico aumenti in assenza di interventi. E a Dossena, a quanto pare, ne servono parecchi. In programma c’è il recupero dell’ex municipio per farne un museo (750 mila euro), il ripristino degli edifici vicini alle miniere (450 mila) e la realizzazione di un belvedere sulla selvaggia Val Parina (155 mila), che i comuni di Dossena Serina mirano a valorizzare rendendo Area Wilderness. In questo caso parliamo di una terrazza panoramica su uno strapiombo di circa 300 metri, sorretta da un basamento ancorato alla montagna in acciaio zincato con piano di camminamento in legno di larice. Il parapetto sarà polimaterico: la prima parte sempre in acciaio zincato, la seconda in cristallo stratificato.

Nelle ambizioni dei giovani c’è anche quella di recuperare gli immobili in disuso e i tanti appartamenti sfitti. Come? La formula è quella dell’ “albergo diffuso, con camere e servizi dislocati in diversi edifici”, evitando quindi di costruirne di nuovi. Il centro attorno al quale ruoterà il tutto sarà l’albergo Mirasole, rimasto chiuso per 15 anni e riaperto nel 2017 da una cooperativa come bar ristorante. In questo caso, però, i finanziamenti sono tutti da trovare e serviranno almeno 2 milioni.

“Abbiamo cercato di gettare il proverbiale cuore oltre l’ostacolo – commenta emozionato Fabio Bonzi, sindaco di Dossena, con accanto un altro giovane, l’assessore al Turismo Walter Balicco, 29 anni -. Un progetto di questa portata – spera – può avere ricadute importanti su tutto il territorio della nostra valle”.

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