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Malcom McDowell (“Arancia Meccanica”) al Bergamo Film Meeting 2020

La sezione a lui dedicata, che si compone di 7 film, porterà sullo schermo alcune delle sue più significative interpretazioni.

Il Bergamo Film Meeting annuncia che Malcolm McDowell, l’attore inglese entrato nell’immaginario del cinema mondiale per il ruolo di Alex DeLarge, protagonista del film A Clockwork Orange (Arancia meccanica, 1971) – di cui l’anno prossimo si celebrano i 50 anni – e tra gli interpreti preferiti di Lindsay Anderson, uno dei massimi esponenti del movimento del Free Cinema inglese, sarà protagonsita di una sezione della rassegna 2020 e sarà ospite del Festival. La sezione, che si compone di 7 film, porterà sullo schermo alcune delle sue più significative interpretazioni.

Al secolo Malcolm Taylor, nato a Leeds il 13 giugno 1943, ha studiato al collegio di Cannock prima di rinunciare agli studi universitari per lavorare nel pub di suo padre a Liverpool e successivamente come commesso viaggiatore. Il richiamo del palcoscenico arriva poco dopo, quando decide di unirsi a una compagnia itinerante di repertorio, adottando come nome d’arte il cognome della madre da nubile. Trasferitosi a Londra, lavora per un breve periodo con la Royal Shakespeare Company, si assicura alcuni ruoli televisivi minori e successivamente si unisce al Royal Court Theatre, appena in tempo per essere invitato a fare un provino per If… (Se…, 1968) di Lindsay Anderson.

Nonostante la sua mancanza di esperienza sul grande schermo (l’anno precedente, una sua breve apparizione in Poor Cow di Ken Loach non venne inclusa nel montaggio finale), McDowell si assicura il ruolo principale del ribelle Mick Travis, dando inizio a una proficua collaborazione creativa con Anderson. Presentato al Festival del cinema di Cannes, dove vinse la la Palma d’oro, If… colse perfettamente l’umore del tempo e impose McDowell come icona per diverse generazioni. Lo impose anche come attore straordinariamente magnetico: l’intensità penetrante dei suoi occhi blu a cui fanno da contrappunto i lineamenti irregolari contribuiscono a creare l’impressione generale della tensione di una molla a spirale, pronta a scattare in qualunque momento.

Tre anni dopo – con l’intermezzo di Figures in a Landscape (Caccia sadica, 1970) di Joseph Losey – McDowell viene scelto per interpretare il ruolo del protagonista in A Clockwork Orange (Arancia meccanica, 1971) l’adattamento di Stanley Kubrick dell’omonimo racconto di Anthony Burgess, una storia intrisa di violenza e impossibilità di redenzione. Alex – vandalo, delinquente, stupratore e assassino – non solo era quanto di più anti-eroico si potesse immaginare (nonostante la sua venerazione per la musica di Ludwig van Beethoven), ma tutti i suoi dialoghi erano scritti in Nadsat, un gergo adolescenziale inventato nel dopoguerra che fonde americano e russo. McDowell riuscì brillantemente nell’interpretazione, dando ad Alex un brio gioioso che rese il personaggio ancora più inquietante, specialmente quando la sua quasi onnipresente voce fuori campo invita platealmente l’approvazione del pubblico per i suoi vari crimini.

Successivamente ritrova Lindsay Anderson, l’autore David Sherwin e il personaggio di Mick Travis per O Lucky Man! (1973), un film direttamente ispirato agli inizi della carriera di McDowell come venditore di caffè. Questa picaresca allegoria, che riecheggia il Candido di Voltaire, attraversa la Gran Bretagna dei primi anni ’70 con la sua corruzione politica, economica e sociale, e contiene buona parte del lavoro migliore di McDowell e Anderson. Il terzo e ultimo film con protagonista Mick Travis è Britannia Hospital (1982).

Dopo aver recitato ruoli principali in diversi film britannici, tra cui Harry Flashman, l’eroico fifone vittoriano di George Macdonald Fraser in Royal Flash (1975) di Richard Lester, e un cinico e amareggiato aviatore della prima guerra mondiale in Aces High (La battaglia delle aquile, 1976) di Jack Gold, viene scelto per il ruolo di protagonista in Caligola (1979) diretto da Tinto Brass. Nello stesso anno va a Hollywood per recitare in Time After Time (L’uomo venuto dall’impossibile) e si trasferisce in California, dove tutt’ora vive.
I suoi primi anni negli Stati Uniti sono stati funestati da problemi personali, ma il suo ritmo di lavoro è poi salito alle stelle e non c’è stato anno dalla fine degli anni ’80 in cui non abbia ottenuto almeno una mezza dozzina di crediti, di solito interpretando il “cattivo”. Nel 2003 è il direttore artistico di una compagnia di balletto in The Company di Robert Altman. Occasionalmente gira ancora qualche film in Gran Bretagna e in Europa, come Evilenko (2004) di David Grieco, ispirato alla vita di Andrej Romanovič Čikatilo, un serial killer che, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90, terrorizzò l’Unione Sovietica, violentando e uccidendo oltre cinquanta persone, di cui molti bambini, di ambo i sessi.

In televisione ha dominato i quattro episodi centrali della serie BBC Our Friends in the North (1996) di Peter Flannery nei panni del boss della gang degli anni ’60 Bennie Barratt, e ha interpretato la versione invecchiata di Paul Bettany in Gangster N° 1 (2000) di Paul McGuigan. Ha lavorato poi con Mike Hodges in I’ll Sleep When I’m Dead (2003), interpretando un altro gangster spavaldo, in Mozart in the Jungle (2014 – 2018) e in Star Wars: Rebels (2018), solo per citare alcuni titoli.

Nell’estate scorsa ha interpretato, accanto ad Harvey Keitel, il ruolo del colonello Saville in Just Noise di Davide Ferrario, un film che racconta la poco conosciuta rivolta del giugno 1919 dei cittadini di Malta contro gli inglesi. Il film è previsto in uscita nella seconda metà del 2020.

Malcolm McDowell sarà ospite a Bergamo Film Meeting

I film dell’omaggio

If…. / Se… di Lindsay Anderson (Gran Bretagna 1968, 111′)

A Clockwork Orange / Arancia meccanica di Stanley Kubrick (Gran Bretagna 1971, 137′)

O Lucky Man! di Lindsay Anderson (Gran Bretagna 1973, 173′)

Time After Time / L’uomo venuto dall’impossibile di Nicholas Meyer (USA 1979, 112′)

Cat People / Il bacio della pantera di Paul Schrader (USA 1982, 73′)

Evilenko di David Grieco (Italia 2004, 106′)

The Company di Robert Altman (USA 2003, 112′)

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