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Da Bergamo a New York: “Lavorare al restyling del MoMa, un’esperienza unica” fotogallery

Stefania Castelletti, designer 23enne di Bergamo, commenta l’internship (tirocinio) che ha svolto al Museum of Modern Art di New York

“Lavorare al MoMa è stata un’esperienza unica”. Così Stefania Castelletti, 23enne di Bergamo, commenta l’internship (tirocinio) che ha svolto al Museum of Modern Art di New York, il museo d’arte moderna più prestigioso al mondo da gennaio ad aprile 2019.

La giovane designer, laureata a pieni voti allo IED (Istituto Europeo di Design) di Milano, ha avuto questa possibilità dopo essere stata selezionata fra moltissimi candidati. È stata un’opportunità importante che le ha dato molto a livello personale e professionale: l’abbiamo intervistata per saperne di più.

Che studi ha compiuto?

Dopo essermi diplomata al liceo scientifico Mascheroni mi sono iscritta al corso di graphic design all’Istituto Europeo di Design a Milano e mi sono laureata, poi ho lavorato in uno studio di art direction a Milano dove ho ideato progetti per diversi brands. È un settore che mi è sempre piaciuto: a instillarmi questo interesse probabilmente è stato mio papà che sin da bambina mi portava a visitare mostre ed esposizioni di antiquariato, ma si può dire che sia una passione di famiglia, considerando che mia sorella si è laureata in design degli interni. La scelta di iscrivermi a graphic design, però, è scaturita quando sono stata per la prima volta a New York durante una vacanza studio nel 2014, l’estate prima della maturità.

Ci racconti

Visitando il MoMa sono rimasta talmente affascinata da una sezione dedicata al design che decisi di seguire questo percorso all’università. Per la prima volta ho visto esposti in un museo oggetti di design: di solito in Europa questo tipo di allestimenti non è diffuso, anche se negli ultimi anni si sta aprendo maggiormente a questa prospettiva. La Triennale di Milano, per esempio, nella scorsa edizione ha ospitato una mostra dedicata a questi progetti.

E come è nata la possibilità di svolgere il tirocinio al MoMa?

Dopo essermi laureata in Graphic Design, nel luglio 2018, consultando il sito del MoMa ho visto che c’era l’opportunità di un’internship e inviai la mia application (candidatura). Fra i documenti necessari, c’era anche una lettera di presentazione nella quale ho scritto quell’aneddoto e penso che li abbia colpiti. La risposta tardava ad arrivare: trascorsero diversi mesi e cominciai a pensare che non mi avessero scelto. Lo scorso dicembre, però, ho ricevuto un’e-mail con cui manifestavano il loro interesse alla mia candidatura e mi proposero di effettuare un colloquio telefonico: è stata una bellissima sorpresa.

Come è andata?

Ho svolto due colloqui perchè la mia candidatura era piaciuta a due dipartimenti: ho avuto la possibilità di scegliere e ho optato per il Department of Retail, che si occupa di tutto ciò che riguarda il MoMA Design Store. Ho svolto un’esperienza completa: ero l’unica stagista all’interno di un dipartimento molto ampio che comprende la parte creativa, quella che ho svolto maggiormente, ma ho potuto collaborare anche con il marketing, l’e-commerce e l’organizzazione degli eventi.

Stefania Castelletti

Quale le è piaciuta di più?

La parte creativa perchè è maggiormente nelle mie corde: ho avuto modo di fare proposte e collaborare ai progetti di alcuni prodotti che sarebbero stati lanciati a ottobre 2019. Sono arrivata in un periodo particolarmente fortunato perchè si stava lavorando all’allestimento del MoMa che l’estate scorsa è stato chiuso per un importante restyling. Oltre al rinnovamento dell’esposizione, hanno aperto un nuovo store. Inoltre ho lavorato a contatto con il team dei buyers, che seleziona gli articoli che vengono venduti al suo interno prestando una particolare attenzione alla qualità.

Gli italiani sono apprezzati?

Molto. Il design italiano viene considerato il migliore: dovremmo essere più sicuri di noi stessi e valorizzare maggiormente il notevole patrimonio che abbiamo. A New York ho incontrato tanti professionisti italiani molto apprezzati e l’attuale curatrice del Dipartimento di Architettura e Design del MoMa, Paola Antonelli, è italiana. Ci sono tante eccellenze italiane che in Italia bisognerebbe conoscere meglio, per esempio nelle ultime settimane il museo ha collaborato con Fattobene, una piattaforma che seleziona prodotti italiani iconici di design che hanno lasciato un segno nell’immaginario collettivo del nostro Paese come i quaderni della Pigna o le pastiglie Leone. Al MoMa li hanno esposti ed è stato un orgoglio.

Dopo la riapertura ha visitato il museo?

Si, a ottobre. È pazzesco, hanno svolto un lavoro incredibile valorizzando le opere già presenti e arricchendo la collezione che già era notevole. Dopo aver visitato il museo, sono corsa al nuovo shop: vedere sugli scaffali i prodotti a cui ho collaborato è stato bellissimo e sono orgogliosa di aver contribuito a questo progetto, seppur in piccola parte.

A quali progetti ha collaborato?

Ho formulato proposte per borse di tela colorate e impreziosite con la scritta di frasi di artisti e un ombrello “Sky Umbrella” che all’esterno è nero e all’interno ha raffigurato un cielo con le nuvole.

New York

Cosa le ha lasciato questa esperienza?

È stata importante sia a livello personale sia professionale. Mi ha dato la possibilità di vivere a New York quattro mesi: è stato un sogno perchè ho sempre amato questa città. Dal punto di vista lavorativo sono diventata più sicura di me: in America anche se sei giovane ti danno tante responsabilità e fiducia. Inoltre ti fanno sentire apprezzato e riconoscono il tuo valore: l’esperienza al MoMa è utile perchè mi ha permesso di assimilare il criterio della qualità. Adesso lavoro in un noto e-commerce di arredamento a Milano: faccio parte del team creativo e mi occupo di ricerca trend, analizzo ciò che ci circonda per trasformare questi stimoli in book ispirazionali per il team sales. L’obiettivo è aiutare chi seleziona i prodotti a soddisfare i gusti della clientela e possibilmente anticipare le tendenze.

Una curiosità: quali sono i suoi designers preferiti?

Tra gli italiani i fratelli Castiglioni, mentre guardando agli artisti Van Gogh. In linea generale, le caratteristiche indispensabili per un designer sono l’attenzione per la qualità, il buon gusto e la capacità di coniugare bellezza estetica e funzionalità, che è quello che distingue il design dall’arte: ogni prodotto è il risultato di una lunga progettazione.

Per concludere, quali sono i suoi progetti per il futuro?

Mi piacerebbe tornare a New York: è il mio sogno e per quattro mesi, da gennaio ad aprile 2019, sono riuscita a realizzarlo. Sono innamorata di quella città, della sua bellezza e dell’energia dei newyorkesi. Sono molto generosi, sono sempre disposti ad aiutarti se vedono che sei in difficoltà e hanno un grande amore per gli italiani. Vivere là, quindi, mi piacerebbe molto.

Per avere ulteriori informazioni sui progetti di Stefania Castelletti accedere al sito www.stefaniacastelletti.com

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