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Valentino, bergamasco che vive in Cina: “Sono scappato, là il virus è sottovalutato”

Il 35enne di Dalmine è stato fatto tornare in Italia dalla sua azienda: "Sono stato tre giorni a Wuhan ma non sapevo fosse così grave la situazione"

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“Sono scappato dalla Cina, anche se solo una volta arrivato in Italia mi sono reso davvero conto dei rischi che ho corso con il virus”. Valentino Greco, bergamasco di 35 anni, è entrato nella casa dei suoi a Dalmine da poche ore. Fino a lunedì 27 gennaio era a Pechino, dove vive da quasi tre anni e lavora come quality director per la Paul Wurth Metal Technology, società d’ingegneria con sede nella capitale cinese. Ma con fornitori anche a Wuhan, polo commerciale della provincia di Hubei, da dove, secondo le prime informazioni, sarebbe partito il coronavirus 2019-nCoV che sta terrorizzando l’intero Paese asiatico e spaventando il mondo intero. E Valentino due settimane fa è stato proprio lì, per una trasferta lavorativa di tre giorni.

La situazione all'aeroporto di Pechino (foto dello stesso Valentino)
Valentino Greco cina virus

Ora che è tornato in Italia si sente al sicuro? 

“A dire il vero non del tutto. Il periodo di incubazione del virus è di quattordici giorni. Io sono stato a Wuhan fino al 15 gennaio, quindi fino al 29 non so ancora se ho contratto o meno la malattia. Perciò per precauzione aspetterei qualche ora prima di cantare vittoria”.

Quando è andato a Wuhan era al corrente della situazione?

“No. O meglio, non del tutto. In Cina l’informazione è controllata dal Governo e le notizie in buona parte vengono censurate. Le sole attendibili sono quelle che giungono da Hong Kong. Ma ho compreso realmente di cosa si tratta solo quando sono arrivato a Malpensa e ho letto i giornali italiani”.

Valentino Greco nell'azienda di Wuhan
Valentino Greco cina virus

Cosa ha saputo del virus là in Cina?

“Ero già tornato in Italia a dicembre per le vacanze natalizie e una volta qui avevo saputo del coronavirus. Ma non era ancora così drammatica la cosa. Il 6 gennaio ho fatto ritorno a Pechino e ho iniziato a sentire qualcosa in giro, però nulla di allarmante. Il 12, come detto, mi hanno mandato a Wuhan per un’ispezione finale con un cliente europeo. Per precauzione ho messo la mascherina. Nei giorni seguenti la gente ha cominciato a capire e ad avere paura”.

Come stanno vivendo i cinesi questi momenti di allarme? 

“Non sanno come stanno davvero le cose, ma sono comunque spaventati. A Pechino le strade sono deserte (come si vede dal video girato dallo stesso Greco, Ndr). È vero, è anche un periodo di festa per via del loro Capodanno, ma in tre anni non ho mai visto scene simili”.

Come ha deciso di tornare in Italia?

“Sono stato contattato dai vertici della mia società che me l’hanno consigliato. E ovviamente non mi sono tirato indietro. Per il momento lavorerò nella sede di Genova.

Fino a quando resterà qui? 

“Bella domanda. Non ne ho la minima idea. Bisogna vedere come si evolve la situazione. A marzo aspettavo i miei genitori a Pechino. Li ho anticipati e sono tornato io da loro. Per il momento meglio stare qui”.

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