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Piazza Dante, Palazzo Frizzoni risponde ai manifestanti fotogallery

Le valutazioni che hanno portato all’approvazione del progetto son frutto di un lavoro tecnico e professionale serio e ben documentato, di ben altro valore, soprattutto dal punto di vista delle responsabilità conseguenti, rispetto a considerazioni e pareri svolti da tecnici in funzione di esigenze comunicative.

In occasione dell’avvio del cantiere di piazza Dante e a fronte delle inesattezze emerse nella mattina di mercoledì 29 gennaio durante il confronto tra l’Amministrazione comunale e i cittadini contrari al taglio delle piante, il Comune di Bergamo desidera, ancora una volta, fornire un ulteriore strumento di approfondimento delle proprie scelte, chiarendo i punti su cui i manifestanti insistono nell’ambito della loro protesta.

IMPERMEABILIZZAZIONE

L’impermeabilizzazione e il contemporaneo consolidamento delle coperture a volta dell’ex Diurno, attraverso interventi nei locali sotterranei in modo da salvaguardare le piante sulla superficie, non sono tecnicamente fattibili, anche in considerazione del vincolo monumentale e di tutela dell’ex Albergo Diurno. Valutate tutte le possibili alternative al taglio degli alberi, i tecnici comunali e i progettisti incaricati, insieme ai funzionari della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici, hanno ritenuto tali interventi incompatibili con la conservazione e il rispetto del valore storico architettonico di quegli spazi.

MALATTIA DELLE PIANTE

Le analisi sulla stabilità degli alberi di piazza Dante sono allegate alla relazione del progetto del verde per la riqualificazione della piazza. Gli alberi hanno classificazione C, eccetto due (un olmo e un acero, classificati C-D). La classe di rischio C prevede una “Moderata” propensione al cedimento: “Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a due anni”.
La classificazione C/D invece si riferisce a una “Elevata” propensione al cedimento della piante: “Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia drasticamente ridotto”. Le condizioni degli alberi sono state anche sottoposte a verifica ulteriore da agronomi che lavorano in collaborazione con il team dei progettisti. Queste informazioni sono state pubblicate anche su strumenti di comunicazione social del Comune di Bergamo e sono disponibili negli uffici di competenza.

La preoccupazione espressa dalla Commissione Paesaggio sul possibile trasferimento delle piante è stata condivisa anche dall’Amministrazione comunale e da tutti i tecnici coinvolti lungo tutto l’arco dell’iter progettuale. La Commissione ha espresso parere favorevole al progetto e quindi alla sostituzione delle alberature: la richiesta di piantare nuovi olmi da parte della Commissione è stata superata dagli approfondimenti svolti in sede di progettazione esecutiva e ha incassato parere favorevole della Soprintendenza. Le piante prescelte, soprattutto carpini bianchi, arrivano a sviluppare un’altezza di 15-18 metri, ma presentano un apparato radicale più contenuto, quindi più consono al contesto di piazza Dante e che non intacca la cupola del Diurno, oggetto di vincolo di conservazione.

Le valutazioni che hanno portato all’approvazione del progetto son frutto di un lavoro tecnico e professionale serio e ben documentato, di ben altro valore, soprattutto dal punto di vista delle responsabilità conseguenti, rispetto a considerazioni e pareri svolti da tecnici in funzione di esigenze comunicative.

IL VINCOLO STORICO AMBIENTALE

La decisione di cedere l’ex Albergo Diurno è stata presa dal Demanio – quindi dallo Stato –, attraverso apposito bando, nel 2014. Alla decisione di vendita di un bene pubblico, come appunto l’ex Diurno, corrisponde una richiesta alle Soprintendenze di valutazione di interesse storico architettonico dello spazio in vendita. Proprio in questa sede è stato posto il vincolo monumentale della struttura ipogea di piazza Dante.

Perché il Diurno venisse acquisito ci sono voluti tre bandi, i primi due andati deserti, rispettivamente nel dicembre 2014 e nel luglio 2015: la cordata di privati che si è assicurata l’immobile è stata l’unica a presentare un’offerta in sede di terzo bando di vendita. In quell’occasione, Immobiliare Fiera, proprietaria della maggior parte degli spazi del Centro Piacentiniano, dichiarò a un quotidiano locale: “Con tutti i dubbi su vincoli e permessi è inutile acquistare il Diurno senza sapere che cosa si potrà fare o non fare al suo interno”.

ABITABILITÀ

La principale fake news tra quelle emerse in questi giorni riguarda l’abitabilità degli spazi dell’ex Albergo Diurno: non è previsto nessun intervento di innalzamento del soffitto, proprio perché il bene è oggetto di tutela e lo spazio, in quanto tale, non può essere quindi modificato. Verranno realizzate, invece, delle uscite di sicurezza, in ottemperanza alle norme antincendio per i locali pubblici. Le norme sull’abitabilità di un locale, inoltre, valgono sia nel caso in cui esso sia privato sia che esso sia di proprietà pubblica: pertanto, anche se nell’ex Diurno fosse stata realizzata una biblioteca civica, le piante sarebbero state egualmente da tagliare e, pertanto, sostituire.

Tutto ciò dimostra la correttezza e la trasparenza dell’operato della parte politica e della parte tecnica del Comune di Bergamo, operato che persegue l’interesse generale, rappresentato sia dalla tutela del patrimonio storico architettonico della città che dalla qualità dello spazio pubblico.

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