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“The Founder”, l’ascesa del brand McDonald’s

John Lee Hancock porta sugli schermi la storia di Ray Kroc, l’uomo che, nel bene o nel male, ha reso McDonald’s ciò che oggi tutti conosciamo

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Vi siete mai chiesti come sia nato l’impero del fast food più grande del pianeta? Chi sia la mente dietro l’endemica espansione della grande “M” e su quanti cadaveri è stato disposto a passare per creare un business da miliardi di dollari?

Se la risposta è affermativa “The Founder” è il film che fa per voi, capace in poco meno di due ore di ricreare, passo dopo passo, la genesi del brand di ristorazione più noto del globo terrestre. La storia è semplice. Estate 1954. Ray Kroc sta cercando di sopravvivere, giorno dopo giorno, vendendo mixer di frappè alle piccole imprese locali in tutto il Paese. Nonostante il suo stile aggressivo e accattivante di vendita, fatto di detti, tormentoni e frasi fatte, chiunque gli sbatte la porta in faccia e la sua condizione economica si fa sempre più grave.

Un giorno però riceve un ordine per diversi mixer da un piccolo locale di hamburger in California noto come “McDonald’s“. Incuriosito dalla sua immensa popolarità, si reca lì per trovare un piccolo chiosco che consegna pasti all’istante dopo che sono stati ordinati. È qui che Richard e Maurice McDonald avevano creato la formula del fast food: pasti pronti in trenta secondi anziché trenta minuti. L’idea si rivela subito immensamente popolare tra la gente del posto e Ray comprende il potenziale nell’espandere l’attività dei fratelli, costi quel che costi.

Ciò che segue, a questo punto, è forse uno dei racconti più affascinanti di come il più grande impero di ristoranti al mondo sia salito alla ribalta: costruendo fondamenta su sangue ed inganno.

Ray Kroc è come una sorta supercattivo della vita reale.

founder mcdonald's

Non è un fondatore, come il titolo vuole suggerirci, è un venditore, ma giustamente il titolo “the seller” è molto meno accattivante. La rappresentazione del film della caduta dei fratelli McDonald e del tradimento da parte di questo megalomane dall’efficace parlantina è straziante, e Hancock non si fa scrupoli nel mostrarsi la crudeltà e l’infamia del “fondatore” di McDonald’s. Keaton gioca con le tue sensazione e i tuoi sentimenti, iniziando come un perdente simpatico senza futuro, ma evolvendosi in un avido individuo al pari di Lex Luthor, incline al tradimento shakespeariano. Un Michael Keaton eclettico e dal temperamento energico ci trasporterà perfettamente nella mentalità frenetica del suo protagonista, tanto spietato quanto assestato di potere, incurante del prossimo e disposto a tutto per raggiungere i propri obiettivi.

Quanto è lecito realizzare il sogno americano se per farlo devi (purtroppo letteralmente) sporcarti le mani di sangue? Ai posteri l’ardua sentenza.

Consigliato? Sì, pellicola dal forte impatto emotivo che ci lascerà tanto scandalizzati quanto affascinati dalla velocità con cui “il fondatore” riesca a trasformare un piccolo chiosco in un potente impero.

Battuta migliore: “So che cosa vi chiedete. Come fa uno di 52 anni, attempato, che vende frullatori per milkshake, a diventare il fondatore di un impero del fast-food con 1600 ristoranti e un fatturato di 700 milioni di dollari? Una sola parola: perseveranza.”

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