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Don Bosco: una sinfonia educativa

Il direttore dell'Istituto Salesiano  "Don Bosco" di Treviglio, don Massimo Massironi, condivide una riflessione sulla figura di don Bosco e sul suo significato per l'educazione e la crescita

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Il direttore dell’Istituto Salesiano  “Don Bosco” di Treviglio, don Massimo Massironi, condivide una riflessione sulla figura di don Bosco e sul suo significato per l’educazione e la crescita.

Don Bosco, con la sua opera, ci mostra che educare è una sinfonia educativa. Penso infatti che la verità dell’educazione, nella stessa scia della Verità in quanto tale, sia oggi più che mai da intendersi come partecipare ad una grande orchestra per suonare una bella ‘sinfonia’. Per questo bisogna essere accordati, perché ogni strumento possa suonare in armonia e in sincronia con gli altri. Un’efficace azione educativa passa, dunque, per l’esercizio faticoso dell’accordatura, un esercizio che ha direttamente a che fare con la conversione di alcuni nostri punti di vista.

Oggi Don Bosco può ancora suggerirci le accordature necessarie nell’educazione. Anzitutto, per il Santo, per realizzare una sinfonia educativa è necessaria l’accordatura con i desideri della Fede: coltivare il desiderio di ancorarsi all’unica speranza affidabile, che è il Cristo Gesù, il vero e unico diapason della storia. Nel nostro tempo, quando “tutto il mondo è tornato ad essere terra di missione”, dobbiamo sentire il desiderio di essere abitati da una “speranza che non passa” per essere educatori affidabili e significativi. D’altra parte i giovani, hanno bisogno della matematica e del latino, della tecnologia e dell’elettronica, dello spagnolo e dell’inglese, ma hanno il diritto di incontrare Gesù Cristo.

La seconda accordatura educativa secondo don Bosco è con i giovani stessi: non si educa in astratto ma con i giovani e in mezzo a loro. Per dirla con don Bosco: amare ciò che amano i giovani perché i giovani amino ciò che amiamo noi. Oggi dove molti giovani sembrano pellegrini senza guide e senza meta, occorre ritrovare la simpatia, l’autorevolezza e la dolcezza, la cordialità e la confidenza con loro: queste sono le chiavi del sistema preventivo che dice “studia di farti amare”! Per don Bosco educare è stare in mezzo ai ragazzi, non per imporsi, ma per conversare, per intrattenersi con loro, in modo che tutti si avvicinino e si possano così guadagnare i loro cuori. Lo stile dello stare con i giovani si nota dai particolari: il modo di porsi nella relazione, l’accoglienza e il saluto cordiale, l’intrattenimento amichevole, la vincita del pregiudizio, l’aggiornamento sistematico e continuo nella propria materia d’insegnamento, la condivisione degli obiettivi educativi decisi insieme, lo stile comunionale delle decisioni in famiglia.

La terza nota da accordare per una sinfonia educativa è il collaborare insieme responsabilmente: don Bosco, per educare nel suo Oratorio di Valdocco, ha coinvolto tutti coloro che erano dalla parte dei giovani; ha affidato a tanti collaboratori responsabilità di ogni tipo, ha condiviso con i suoi giovani migliori il compito educativo, ha reso corresponsabili con la sua missione una cerchia di persone impressionante. Dobbiamo curare l’occhio e l’abitudine per vedere, comprendere e custodire il gioco di squadra: è la “spiritualità di comunione” che educa!

Da ultimo per educare occorre secondo don Bosco accordarsi con le emergenze del tempo in cui si vive; per noi oggi ne sottolineo solo uno dei tanti. L’aspetto strategico della comunicazione sociale. L’avvento dei telefonini, l’utilizzo spregiudicato ed eticamente scorretto di internet, l’avvento di una vita virtuale alternativa alla vita reale sono pericoli tutt’altro che lontani dall’educazione. Consumare prodotti, vivere relazioni private della sostanza che li rende pericolosi e accedere ad una realtà senza coinvolgersi fino in fondo sono purtroppo il presunto vantaggio immediato della vita virtuale. Forse anche cercare una religione senza fede, una scuola senza educazione e una sessualità senza fedeltà sono i surrogati virtuali della verità della fede, dell’educazione e dell’amore. Questo aspetto estremizzato oggi dis-educa ragazzi, giovani e adulti, e di ciò bisogna tenere conto in un cammino educativo. Don Bosco ci richiama a tener presente queste accordature per poter suonare una vera sinfonia educativa. “Sapete che cosa desidera da voi questo povero vecchio? I giorni dell’amore e della confidenza cristiana tra i giovani e gli educatori; i giorni dello spirito di accondiscendenza e sopportazione per amore di Gesù Cristo degli uni verso degli altri; i giorni dei cuori aperti con tutta semplicità e candore; i giorni della carità e della vera allegrezza per tutti. Ho bisogno che mi consoliate dandomi la speranza e la promessa che voi farete tutto ciò che desidero per il bene delle anime vostre”.

Don Massimo Massironi
Direttore Istituto Salesiano
don Bosco di Treviglio

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