Bergamo

#Campionidivita, Maspero e Tapia mostrano a 300 studenti come lo sport si unisce alla diversità

Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono un campione? La passione, la tenacia, ma soprattutto la resilienza. A confermarlo nella mattinata di martedì 28 gennaio sono stati i para-atleti Oney Tapia e Federica Maspero

Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono un campione? La passione, la tenacia, ma soprattutto la resilienza.

A confermarlo nella mattinata di martedì 28 gennaio all’auditorium di piazza della Libertà a Bergamo sono stati i para-atleti Oney Tapia e Federica Maspero, protagonisti dell’incontro “#Campioni di vita”.

L’evento, inserito all’interno di un progetto che ha come obiettivo quello di sensibilizzare i ragazzi delle scuole superiori di tutta Italia sui valori educativi dello sport ha visto gli atleti trasformarsi in insegnanti per un giorno, consegnando una lezione unica a oltre 300 studenti bergamaschi.

“Per superare la propria disabilità, è fondamentale accettarla e farla propria – ha illustrato la quattrocentista azzurra -. Io ho lavorato parecchio sulle mie protesi sino a diventare una parte di me. Da quel momento anche gli altri hanno iniziato a non notarle più”.

Moderati dall’ex campione di pallavolo Andrea Lucchetta, gli sportivi hanno sottolineato l’importanza di superare i limiti imposti dalla propria vita, ostacoli che hanno cambiato la loro esistenza. “Per noi ‘non vedenti’, ogni volta ci sono sempre sfide nuove da affrontare e superare per cambiare la nostra giornata –ha spiegato il lanciatore orobico -. Lo stesso accade quando sono nella gabbia e devo cercare di capire come lanciare più lontano l’attrezzo. Per farlo è necessario capire i messaggi che percepisco e trasmetterlo a mia volta positivamente”.

tapia campioni di vita

A dar loro la forza di proseguire non è stata soltanto la passione per lo sport, raggiunta in istanti diversi, ma anche l’aiuto dei propri cari che ha permesso loro di rialzarsi negli momenti più difficili. “Quando sono uscito dall’ospedale, ho deciso di invitare mia madre a Sotto il Monte – ha raccontato Tapia -. Nonostante nevicasse quel giorno, lei ha preso un manico della scopa e mi ha condotto fuori da casa. Quel percorso mi ha permesso di iniziare a conoscere gli ostacoli e di riavere la forza di ripartire”.

“Dopo aver contatto il meningococco nel 2002, sono stato in coma per sette settimane, subendo anche l’amputazione delle gambe – ha ricordato Maspero -. Da quel momento devo dire grazie a mia mamma perché mi ha consentito di ripartire anche quando mi trovavo di fronte allo sconforto. In quei casi mi ha mostrato la strada per ripartire e comprendere come seguirle.

panatta campioni di vita foto Massimo Angeli

Dopo aver raggiunto l’argento agli ultimi Mondiali svoltisi a Doha, il sogno di Oney Tapia diventa ora il titolo olimpico. “Per conquistare l’oro è necessario affinare la tecnica, incrementare l’allenamento, ma anche aver sempre la convinzione di ciò che si vuol fare – ha confessato l’atleta di origine cubana -. Da qui a Tokyo passeranno diversi mesi, per cui la preparazione mentale sarà alla base per poter vincere la medaglia, che è soltanto una conseguenza di tutto ciò”.

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI