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Cinque domande all’associazione “Figli della Shoah” per capire il Giorno della Memoria

Oggi è il giorno della memoria, ma deve anche essere il giorno della riflessione per capire ciò che è accaduto ieri e cosa significhi essere ebreo oggi. A tal proposito abbiamo parlato con l'associazione "Figli della Shoah" che si rivolgono in particolar modo ai giovani.

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Oggi è il giorno in cui si ricorda lo sterminio del popolo ebraico per volontà della follia umana. Abbiamo parlato con l’associazione “Figli della Shoah”, di cui è presidente la senatrice Liliana Segre.

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” Primo Levi.

Perché tenere viva la memoria?

La memoria va tenuta viva e deve essere coltivata come un fiore prezioso affinché non si ripetano gli errori e gli orrori del passato.

Cosa significa essere ebrei oggi?

Oggi (e sempre) essere ebrei significa far parte di un popolo che ha in comune un’appartenenza religiosa e un legame fortissimo con lo Stato di Israele; tutto questo a prescindere dal livello di osservanza religiosa o di appartenenza politica.

Quali sono le attività che svolge l’Associazione Figli della Shoah?

L’Associazione Figli della Shoah da più di vent’anni si occupa di didattica della Shoah. Nei primi anni 2000 abbiamo allestito a Milano mostre molto importanti in luoghi prestigiosi della città; queste mostre, alle quali se ne sono aggiunte altre, sono diventate itineranti e vengono offerte a titolo gratuito in tutta Italia. Sin dalla sua nascita l’associazione ha permesso a migliaia di studenti di assistere alle testimonianze dei sopravvissuti alla Shoah, e ad altrettanti insegnanti, di partecipare a seminari di aggiornamento organizzati in collaborazione con i più prestigiosi enti storici a livello mondiale. L’associazione Figli della Shoah è socio fondatrice del Memoriale della Shoah di Milano, e si occupa della formazione delle guide del Memoriale e della gestione delle visite guidate per le scuole.

Cosa vi aspettate dal futuro?

Tutte le nostre attività sono rivolte al mondo della scuola e quindi ci auguriamo di riuscire a sensibilizzare e a smuovere le coscienze di studenti e insegnanti, affinché il ricordo di ciò che è stato sia di monito per il futuro e che essi stessi si assumano la responsabilità di studiare la storia e di trasmettere la memoria degli orrori della Shoah.

Si chiuderanno mai le ferite provocate dalla strage? Se si chiudessero del tutto, sarebbe un bene?

Sarà difficile che ferite così profonde si possano rimarginare anche a causa del risorgere dell’antisemitismo in tutto il mondo in forme sempre più violente. Le ferite si rimargineranno completamente quando il pregiudizio e la violenza nei confronti degli ebrei, solo perché ebrei, non esisteranno più. Vogliamo credere che questo sia possibile. Magari attraverso l’informazione corretta, lo studio e l’approfondimento, il senso critico nei confronti di quanto al giorno d’oggi ci viene spesso propinato anche dai media. La speranza la riponiamo nei giovani che hanno tante risorse per diventare i portavoce della pace e della giustizia.

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