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L’Atalanta cala un Settebello storico: Gasp, che regalo! Tanti auguri fotogallery

Il mister festeggia oggi 62 anni e mai i nerazzurri avevano vinto in Serie A con sette gol di scarto. Ilicic Fenomeno

Chi c’era, a un certo punto quasi non ci credeva. Il gelido stadio ex Comunale e ora Olimpico, ma anche detto Grande Torino, ha assistito allo show di una Grande Atalanta.

Un’Atalanta mai vista, perché nei suoi 59 campionati di Serie A mai aveva vinto con sette gol di scarto, tantopiù se questi sette gol sono stati segnati in trasferta e su un campo molto temuto, dove i nerazzurri non vincevano dal 2007, con i gol di Bellini e Zampagna (2-1).

Ma qui siamo ben oltre, se si pensi che da quando c’è Gasperini ben sei volte l’Atalanta ha segnato almeno cinque gol in trasferta.

Qualche tifoso granata ha provato a salutare il mister bergamasco in avvio di partita con l’insulto odioso (“Gasperini figlio di…”) che gli avevano riservato a Firenze. Se lo sono rimangiato ben presto: la partita è stata un monologo, una sinfonia atalantina, aperta da Fenomeno Ilicic e chiusa da Muriel. Tanto che gli stessi tifosi hanno presto voltato pagina e cominciato a intonare ben altri cori, da “Mazzarri vaffa…” a “Te ne vai o no”, dando il benservito al loro allenatore e anche al presidente Cairo.

Certo, il Toro è stato protagonista non pervenuto della sfida. Che avremmo immaginato molto più equilibrata. Però a dargli la mazzata, una botta tremenda, è stata un’Atalanta stellare, con un primo tempo da manuale, come ha riconosciuto lo stesso Gasperini. Il tecnico di Grugliasco voleva una reazione dopo il ko con la Spal, aveva chiesto alla sua squadra una prova tecnica e morale convincente. E l’ha avuta, con gli interessi: un bellissimo regalo di compleanno, una partita che resterà nella storia atalantina.

Proprio poche ore prima Sky aveva riproposto i momenti esaltanti di Shakhtar-Atalanta, altra impresa memorabile che aveva aperto le porte degli ottavi di Champions League. Ma con Gasp i fuochi d’artificio sono una dolce abitudine, se pensiamo al doppio 5-0 riservato meno di un mese fa a Milan e Parma. Sicuri, ormai, che la partita più emozionante sarà la prossima, con altri gol capolavoro.

Vedere e rivedere, per credere, la genialata alla Maradona o Messi, fate voi, firmata da Josip Ilicic, che da metà campo beffa Sirigu, suo ex compagno nel Palermo alla sua prima stagione in Serie A (2010-11). E fa un certo effetto vedere lo stadio in piedi ad applaudire Fenomeno Ilicic quando Gasp gli concede la passerella, a venti minuti dalla fine. Però è bello constatare che il gesto tecnico supera la rivalità e viene apprezzato. Magari, perché no?, con un pizzico di invidia dai tifosi di un Toro inguardabile di fronte a un’Atalanta assatanata di gol e di punti da riconquistare.

Ilicic dà il la, Gosens non perde il vizio del gol, Zapata torna a segnare un rigore, poi di nuovo Ilicic sale in cattedra con i suoi slalom devastanti in ogni parte del campo, anche con un assist del Papu Gomez. Presente, il capitano, come tutta la squadra, come Palomino che morde le caviglie a Belotti (ancora senza gol contro l’Atalanta, il bomber di Gorlago), lo stesso Gollini che un paio di parate le piazza, tenendo inviolata la porta. E il finale targato Muriel, che si rifà del rigore sbagliato a San Siro, anche se Gasp sorridendo conviene che “avrei preferito lo sbagliasse stavolta e che segnasse all’Inter”.

L’Atalanta ritrova lo spirito che le aveva consentito di ribaltare una Champions che sembrava andata o già chiusa, di mettere alle corde l’Inter a San Siro. “Poi c’è stato come un blackout”, spiega il Gasp, “a Firenze e con la Spal, però se non succedessero…saremmo alla pari con la Juve, no?”.

La conclusione è che il 7-0 fa sicuramente sensazione, tra l’altro con gol molto belli. Ma non è un’esagerazione o una mancanza di rispetto dell’avversario: se l’Atalanta non gioca al meglio non può vincere e se non tiene il piede sull’acceleratore rischia di essere raggiunta, come dal 3-0 al 3-3 all’Olimpico contro la Lazio. Il timore, ha confessato Gasp, era anche quello, perciò la squadra non si è fermata.

Questa Atalanta è una festa. Grazie Gasp. E tanti auguri per i suoi 62 anni: non poteva farsi/farci un regalo migliore.

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