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La coop Serena compie trent’anni: “Ora pensiamo al welfare del domani” foto video

Il traguardo è stato l'occasione per organizzare un momento di riflessione con istituzioni e associazioni impegnate sul fronte comunitario

Compie trent’anni SEReNa, la storica cooperativa che dal 1989 sviluppa progetti e servizi di natura sociale, educativa, assistenziale e culturale per rispondere a bisogni, domande e desideri di persone, comunità, istituzioni e territori. Per l’occasione, nella sede di Celadina di via Pizzo Scais, si sono incontrati i rappresentanti delle istituzioni, del mondo cooperativo e delle associazioni impegnate sul fronte del welfare locale.

Coop Serena

Vanni Maggioni, presidente della cooperativa, ricordando il passato ha le idee chiare su come adeguarsi alle metamorfosi imposte dal futuro: “Bisogna pensare al welfare non come una somma di servizi, ma come risposte inedite a bisogni e desideri delle persone. Non siamo di fronte ad un cambiamento ma ad una vera e propria metamorfosi. Occorre pensare e dar vita a qualcosa che ancora non c’è. Per farlo chiediamo a tutti i soggetti attori e protagonisti del sistema di welfare come il Comune, la rappresentanza dei sindaci, Ats, il sindacato, Confindustria, l’Università di Bergamo, il mondo cooperativo di raccogliere la sfida della generatività e mettere a sistema competenze, progettualità, risorse liberando energie e opportunità”. Il secondo elemento è l’ adattarsi della cooperativa “alla nuova domanda di cura per le nuove fragilità: più anziani, più cronicità, più solitudine anche per i giovani. L’appello è rivolto a tutti.”

Presente all’incontro anche l’assessore allo sport e istruzione del Comune di Bergamo, Loredana Poli. La sua analisi parte dalla necessità di riorganizzare i servizi: “Uno dei primi temi affrontati nel primo mandato dell’amministrazione Gori è stato quello di rimettere al centro la relazione, lo scambio e l’ascolto tra uffici e cittadini per capirne meglio le esigenze e le richieste. L’obiettivo di efficacia nei territori non dipende solo dall’offerta dei servizi, ma anche dalla stessa domanda. La cura delle persone non deve essere messa in lista d’attesa”.

Il Comune di Bergamo collabora con altre 10 città in 3 regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna) con cui si stanno condividendo buone pratiche e nuovi approcci generativi in tema di welfare. Come sottolinea Marcella Messina, assessore alle politiche sociali: “La marcia in più è il lavoro di comunità, molto forte in questi anni. Dobbiamo uscire dalla logica della pura prestazione di servizi. Bergamo è impegnata a far fronte ai nuovi bisogni e alle nuove fragilità con risposte flessibili che superino la rigidità dell’organizzazione dei servizi e che attivino i territori. L’obiettivo è avvicinarsi sempre di più ai cittadini e accompagnare un cambiamento nella domanda prima ancora che nelle risposte, aggregando i bisogni e superando lo schema della sola domanda individuale”.

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