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M5S, Di Maio si dimette, Termini: “Condivisibile, ma tempi sbagliati”; Violi: “Lascia tante riflessioni”

I commenti dei due bergamaschi dopo il passo indietro dell'ex leader

Luigi Di Maio non è più il leader politico del Movimento 5 Stelle. Una notizia, quella annunciata dallo stesso ministro degli Esteri, che non arriva come un fulmine a ciel sereno: i rumors circa un suo passo indietro, infatti, avevano iniziato a circolare da giorni.

La deputata bergamasca Guia Termini va dritta al punto: “La sua è una scelta più che condivisibile, ma per chi si sta spendendo in campagna elettorale un cambio di guida a quattro giorni dal voto non è il massimo – spiega -. Anche per chi deve ancora decidere cosa votare in Emilia Romagna e Calabria non è molto rassicurante. Temo che Di Maio si sia fatto mal consigliare: le tempistiche, con un’elezione di mezzo, contano eccome”.

Il suo giudizio sull’operato dell’ex leader è comunque positivo: “Un ragazzo di 30 anni che si prende tutte le responsabilità che si è preso Di Maio è di sicuro una persona da rispettare e ammirare – commenta la deputata bergamasca -. Ha dovuto sopportare continui attacchi da fuori e da dentro, lo ha ribadito più volte nel suo discorso togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa”.

Sul perché di questa decisione Termini non si sbilancia: “Credo si sia trattato di un gesto di responsabilità – spiega -. Ora avrà più tempo per affrontare come si deve il ruolo di ministro degli Esteri e il Movimento potrà avere una guida più presente. Di Maio ha comunque cercato di coprire sempre al meglio i ruoli che aveva”.

E sul futuro: “Ora Vito Crimi guiderà tutto il percorso verso gli Stati Generali, mentre Di Maio ha parlato della nuova identità, di ridefinire le priorità e le tempistiche. Spero che tutto questo non si faccia in ottica dei consensi – conclude la deputata -, perché quelli torneranno quando la gente capirà cos’è e cosa vuole fare davvero il Movimento”.

È più che positivo anche il bilancio del Di Maio leader che fa il consigliere regionale Dario Violi: “Ha dimostrato una grande maturità facendo questo passo indietro – spiega Violi -, e in politica non è cosa di tutti i giorni dimostrare maturità. Non ha abbandonato la guida limitandosi ad annunci e ringraziamenti, ma ha lasciato una lunga lista di idee e di riflessioni che saranno fondamentali per gli Stati Generali prima e per il rilancio del Movimento poi”.

“La sua è stata una decisione giusta, ora almeno potrà pensare al ministero senza pressioni – continua il consigliere regionale lombardo -. In questi due anni ha invece dovuto lavorare cercando sempre un equilibrio difficile, per colpa dei tanti attacchi che ha dovuto subire”.

Uno degli ultimissimi atti da leader fatti da Di Maio è stata la nomina di Violi nella squadra lombarda dei “facilitatori”: “Un segnale il fatto che abbia lasciato dopo aver portato a termine quel compito. Stiamo già lavorando per i territori. L’obiettivo principale – spiega ancora Violi – e quello di tornare ad avvicinarci alla gente, ai consiglieri comunali e a chi negli anni ha dato tanto al Movimento ricevendo poco in cambio”.

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