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Il giornalismo ai tempi dei social network: Luca Bassi all’Academy di Bergamonews

Com'è cambiato il modo di trovare, verificare, approfondire e divulgare una notizia ai tempi di Facebook, YouTube, Twitter e Instagram?

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Il giornalista di Bergamonews Luca Bassi ha tenuto una lezione sul rapporto fra social e giornalismo online ai giovani ragazzi dell’Academy.

Ha esordito con la premessa che Bergamonews è considerato uno dei migliori giornali locali online, rientrando nei primi 50 posti della classifica dei media online italiani più letti e attivi sui social. Inoltre, è stato l’unico giornale ad essere contattato del Team di Facebook per un confronto, alla fine del 2019.

Ormai, si deve tenere il passo con i tempi odierni e tener conto che un italiano in media passa 1 ora e 50 sui social e 6 ore al giorno in internet. I social più utilizzati sono Youtube (che attira l’87% degli utenti), WhatsApp (84%), Facebook (81%), Instagram (55%). Quindi, vista la grande percentuale di utenti sui social network, i giornali devono avere per forza un proprio account per ottenere più visualizzazioni e aumentare il pubblico.

Ovviamente, si deve sfruttare ogni tipologia di media per attrarre diversi utenti, per esempio Facebook è usato da un pubblico di età media 27-60 anni, mentre Instagram è usato dai più giovani, media età 16-25 anni.

Una potenzialità del web da non sottovalutare è la giacenza degli articoli negli archivi del giornale: questo comporta il possibile aumento di visualizzazioni di una notizia, anche anni dopo la sua pubblicazione. Possiamo dire che gli articoli online hanno una vita più lunga rispetto alle notizie cartacee, che vengono invece lette al momento ma raramente conservate.

L’accoppiata giornalismo-social è nata su Twitter, in modo particolare negli Stati Uniti. In Italia, un esempio di prima notizia divulgata attraverso i social è stato il terremoto dell’Abruzzo del 2009, quando un utente su Twitter scrisse del disastro pochi minuti dopo la prima scossa, consegnando di fatto lo scoop ai giornalisti del quotidiano La Repubblica che, dopo le dovute verifiche, pubblicarono il primissimo articolo sulla tragedia.

Superato Twitter è arrivata l’era di Facebook, e ora quella di Instagram, che con le sue storie (post temporanei) ha cambiato totalmente il modo di comunicare dando più spazio a video e immagini. Questo ha comportato la pubblicazione di notizie principalmente con immagini, accompagnate da un testo più breve, visto che ormai le statistiche provano che il più del 30% degli italiani preferisce guardare le immagini che leggere le notizie.

Anche per questo è nata anche Instagram Tv in cui si possono pubblicare video che durano di più rispetto ad altri.

Per ultimo, Luca ha elencato i vari social usati da Bergamonews, meno conosciuti, ma lo stesso fondamentali per comunicare con un pubblico sempre più esigente e vasto. Il primo è Medium, altro social media, usato soprattutto dal Comune di Bergamo per report settimanali e articoli su lavori pubblici o sulla stessa Bergamo. In Telegram è presente il gruppo di BergamoNews, in cui sono inviati i link delle varie notizie pubblicate, cosi da avere subito accesso all’articolo. Infine in Spotify sono presenti varie playlist fatte dai redattori di BergamoNews, alcune volte su indicazioni di personaggi di spicco che hanno indicato la loro musica preferita.

I giornalisti di Bergamonews sono attivi 24 ore su 24 sui social: considerato che Facebook ha 1 miliardo di utenti attivi, il web è uno strumento fondamentale da usare.

Inoltre per Bergamonews è importantissimo il suo pubblico di lettori, da qualsiasi parte esso arrivi (email, commenti sul giornale, social), per questo la redazione non esita mai di rispondere a qualsiasi osservazione o commento di utenti, cercando di chiarire perplessità e dare più informazioni complete possibili.

La lezione si è poi conclusa con un buon consiglio di Luca per i giovani dell’Academy: non perdete mai il vostro spirito critico e la vostra voglia di filosofia, se farete i giornalisti, sui social ma anche nella vita di tutti i giorni.

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