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California Bakery: il marchio (da poco sbarcato in Città Alta) è in crisi

Dalla scorsa estate nei locali dell'ex Caffè della Funicolare. Dichiarata fallita la società "madre", mentre la srl che ha in asset patrimonio e sedi ha chiesto di poter accedere al concordato preventivo per tentare un rilancio

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In Città Alta ha aperto i battenti da poco, lo scorso 20 agosto, dove per decenni hanno trovato spazio i locali dello storico Caffè della Funicolare. Eppure, California Bakery sta vivendo un momento di crisi che getta più di un interrogativo sul futuro del marchio, famoso per i brunch con pancakes e uova strapazzate, le torte a stelle e strisce, i cheesecake di ogni tipo e i cesti appesi al soffitto.

Come riportato da diversi media, infatti, la società "madre" è stata dichiarata fallita dal tribunale di Milano lo scorso 17 dicembre, mentre la C.B. Italy srl che ha in asset patrimonio e sedi ha chiesto di poter accedere al concordato preventivo per tentare un rilancio del marchio nato vent'anni fa.

A Bergamo sono circa una ventina i dipendenti al lavoro negli storici locali di proprietà dell'Atb, rinnovati dopo un lungo confronto con la Sorpintendenza che ne ha ritardato (e non poco) l'inaugurazione.

 

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La maggior parte dei locali (9) si trovano comunque a Milano, nati dall'intuizione dell'imprenditore Marco D'Arrigo e della moglie Caroline. Un'intuizione che in tanti hanno copiato, con le bakery moltiplicate all'ombra della Madonnina e non solo. Negli ultimi anni, però, proprio l'originale ha iniziato ad avere problemi, certificati dalla sentenza di fallimento.

Il tribunale ha assegnato come previsto 30 giorni "ai creditori e ai terzi che vantano diritti reali e mobiliari su cose in possesso del fallito" per la presentazione delle domande di ammissione alla procedura di stato passivo, che ha come termine il 6 aprile.

Nel frattempo, la C.B. Italy srl, la società creata pochi anni fa per dividere gli asset, avrebbe già depositato una richiesta di concordato preventivo "in bianco", quindi riservandosi di produrre la documentazione necessaria ad avviare un processo di ristrutturazione che non si preannuncia indolore, visto che il patrimonio e le sedi sono nella pancia di questa società, e nulla sembra rimasto in quella già dichiarata fallita.

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