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“Chi non fuma vince”, un fumetto per tenere i più giovani lontani dalle sigarette

Tredicimila copie saranno distribuite nelle scuole primarie della provincia di Bergamo, altre cinquemila in aeroporto.

Un fumetto che insegna ai giovanissimi a star lontani dalle sigarette: è l’iniziativa presentata nella mattinata di martedì 21 gennaio da Ats Bergamo, in collaborazione con l’Associazione Cancro Primo Aiuto e l’Ufficio scolastico provinciale.

Il fumetto con i testi di Giovanni Pozzi, definito “leggero e accattivante” dall’amministratore delegato di Cancro Primo Aiuto Flavio Ferrari, racconta di una partita di calcio fra ragazzi in cui si affrontano una squadra di fumatori (data per favorita sulla carta) e una di non fumatori. L’esito della partita, però, è capovolto: dopo un primo tempo chiuso sul 3-0, i fumatori si fanno rimontare 3-4 dai non fumatori perché incapaci di resistere allo sforzo fisico.

L’obiettivo, attraverso la pubblicazione, è quello di fare prevenzione sul tema del fumo per i ragazzi di quinta elementare.

Oggi infatti le statistiche denotano un abbassamento dell’età media in cui si inizia a fumare: si parte dagli 11 anni, e quasi la metà dei 15enni dichiara di aver provato almeno una volta una sigaretta. Per questo 13.000 delle 20.000 copie totali del fumetto stampate saranno distribuite nelle scuole primarie, sia statali che paritarie, della provincia di Bergamo.

Cinquemila copie invece verranno messe a disposizione di Sacbo per dare visibilità al progetto nell’aeroporto di Orio al Serio, dimostrando quindi che “la collaborazione fra enti e istituzioni nel nostro territorio è forte”, come afferma Massimo Giupponi, direttore generale di ATS Bergamo.

chi non fuma vince

L’iniziativa vuole educare i bambini su un tema così delicato, ma anche responsabilizzarli, affinché possano poi essere “ambasciatori di buoni comportamenti da portare nelle famiglie” spiega Patrizia Graziani, direttrice dell’Ufficio Scolastico provinciale di Bergamo. “Il fumo sta diventando un comportamento usuale assunto da tutti, quasi come fare colazione la mattina. Bisogna invece invertire i termini e far capire che essere non fumatori è più intelligente” continua la dottoressa Graziani.

Non si tratta però solo di campagna anti-fumo, il pensiero dietro l’iniziativa è più grande: “Dobbiamo promuovere comportamenti corretti e uno stile di vita sano fin da piccoli nelle scuole”.

Per far ciò si è scelto la modalità del fumetto, un tipo di comunicazione “che ben si addice all’età a cui è rivolta” e che inoltre lancia il messaggio per mezzo di “un’esperienza molto vicina al loro mondo, qual è una partita di calcio, dove facilmente possono identificarsi con i personaggi del racconto”.

Alla presentazione è intervenuto anche Giorgio Gori, sindaco di Bergamo nonché vice presidente dell’associazione Cancro Primo Aiuto sul territorio. La collaborazione con Cancro Primo Aiuto è nata grazie alla moglie Cristina, che fu chiamata come testimonial della stessa. Il sindaco ha rivolto innanzitutto i complimenti all’associazione: “Sono convinto che la loro attività sia virtuosa. Da anni si spende anche per l’assistenza ai malati di cancro e alle loro famiglie, sia a livello psicologico che materiale. Ha anche raccolto fondi per regalare attrezzature sanitarie”.

A proposito del fumetto, Gori concorda sulle motivazioni – illustrate al suo interno – che spingerebbero i ragazzi ad avvicinarsi al fumo: “Lo fanno essenzialmente perché è accattivante, perché fa sentire grandi e fighi”.

Nell’appoggiare la campagna di prevenzione, il sindaco punta specialmente sul legame fra fumo e sport: “Bisogna convincere i ragazzi che fumare sia una sciocchezza e li renda meno performanti nell’attività sportiva”, perché si tratta a suo giudizio di un legame che “tocca la loro sensibilità”.

E giudica il progetto presentato nel corso della mattinata “importante” anche per il tipo di comunicazione di cui si serve: “La prevenzione di solito è fatta con immagini forti, come ad esempio quelle di tumori, ma secondo me questa è una linea di comunicazione più soft che sugli adolescenti può essere più efficace”.

Il sindaco Gori ha parlato anche in quanto ex fumatore, e rivela di aver smesso di fumare “per non essere un esempio negativo” per i suoi figli.

Il progetto presentato dai tre enti è stato anche il pretesto per affrontare le questioni legate al fumo che stanno tenendo banco negli ultimi giorni.

A Milano il sindaco Sala ha infatti annunciato l’intenzione, entro il 2030, di vietare il fumo all’aperto, e nel breve futuro di vietarlo alle fermate dell’autobus. Il sindaco di Bergamo Gori si è espresso così a riguardo: “Vediamo cos’altro può fare la nostra amministrazione comunale. Per me avrebbe più senso il divieto di fumo davanti alle scuole anziché alle fermate degli autobus. Ho avanzato questa proposta e la valuterò con il procuratore”.

E sul divieto totale di fumo negli spazi aperti ritiene che “ci si può arrivare per gradi. Ma in ogni caso negli anni sono stati fatti tanti piccoli avanzamenti”.

Durante l’incontro si è discusso anche delle attuali norme anti-fumo, non sempre osservate con rigore. In particolare, la direttrice dell’Ufficio Scolastico provinciale Patrizia Graziani ha fatto notare come “oggi sia vietato fumare anche nei locali esterni alle scuole, cosa che non sempre viene rispettata”, e lancia pertanto un appello ai presidi: “Riprendano gli insegnanti che fumano nei cortili, perché è proibito. È un buon messaggio da far passare”.

In generale la dottoressa Graziani mira al coinvolgimento degli insegnanti, in qualità di educatori dei ragazzi, in un dialogo costruttivo per far sì che le scuole si liberino il prima possibile dal fumo. Ed è convinta che “unendo le sinergie, con il lavoro di squadra si vince sempre”, perché “la sigaretta non va più di moda e chi non fuma è veramente smart, vincendo la partita di calcio e della vita”.

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