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Black-blue Monday: la Spal passa al Gewiss Stadium

Nel giorno più deprimente dell'anno per l'emisfero boreale, la Dea mette in campo una prestazione per lunghi tratti poco brillante.

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Nel giorno più deprimente dell’anno per l’emisfero boreale, la Dea mette in campo una prestazione per lunghi tratti poco brillante. Senza ombra di dubbio la Spal, immeritatamente posizionata all’ultimo posto della classifica, ha meritato il successo per come ha saputo interpretare la gara. I tifosi dell’Atalanta dal canto loro non han potuto assistere a una prova convincente.

La squadra di Gasperini, seppur in vantaggio dopo un quarto d’ora con una rete gioiello di Ilicic, ha subito sprecato diverse chance per raddoppiare (in particolare clamorosa quella di Freuler) e alla lunga ha pagato l’atteggiamento tattico degli estensi. Grande pressing molto alto condito da continui e forsennati recuperi che dalla mezz’ora del primo tempo hanno messo in serie difficoltà l’undici bergamasco.

Al centrocampo orobico è infatti mancata spesso la capacità di contrastare i rispettivi avversari, motivo per cui ciò ha permesso agli emiliani di arrivare con estrema facilità nei pressi dell’area di rigore. A tutto ciò si aggiunge una fascia destra neroazzurra rimaneggiata per le assenze di Castagne e Hateboer; al loro posto viene messo De Roon, il quale nella prima frazione di gioco ha cercato di far quel che poteva.

Nella ripresa, nonostante qualche accorgimento tattico apportato da Gasperini con l’ingresso di Djimsiti, lo sforzo degli uomini di Semplici ha avuto modo di concretizzarsi (si concretizza lo sforzo degli uomini di Semplici: prima Petagna poi Valoti (gol viziato da fallo su Zapata, non visto dal Var) hanno ribaltato il match.

Negli ultimi venti minuti l’Atalanta per lo meno è tornata a macinare gioco, con Pasalic incapace di concretizzare un’occasionissima respinta da Berisha, ex di turno.

Quest’ultima è la fotografia di un match da dimenticare per mancanza di lucidità nelle scelte in zona offensiva.

Ed è proprio questo salto di qualità che manca all’Atalanta: le gare sporche, difficili a livello tattico, le partite in cui non è al meglio, non riesce a metterle in cassaforte come fanno le cosiddette big, le quali anche nelle giornate più storte riescono grazie a precisione e cinismo a sfruttare anche le poche occasioni che si presentano.

È una lezione da cui l’Atalanta e Gasperini dovranno trarre indicazioni per il futuro prossimo. La zona Champions rimane alla portata a patto che prestazioni come queste non si ripresentino in futuro.

In ogni caso l’obiettivo è rimanere nelle zone europee e il vantaggio sulle inseguitrici (Cagliari,Milan, Parma, Torino, Napoli e Fiorentina) è altamente rassicurante, sarebbe da folli disperderlo.

Ecco le pagelle neroazzurre

Sportiello 6: È incolpevole su entrambe le marcature ferraresi, considerato il tiro di Valoti è un gioiello del centrocampista che piazza benissimo la palla. È protagonista di due ottimi interventi su Strefezza e Dabo nei primi quarantacinque minuti.

Toloi 5: Va in sofferenza al rientro dall’intervallo dopo una buonissima prima frazione, appare poi troppo molle in occasione del raddoppio spallino. Sicuramente meno brillante del consueto.

Caldara 5,5: Seconda sfida da titolare consecutiva, conduce una prima parte di gara autorevole senza particolari sbavature, mentre con il passare dei minuti soffre con tutta la squadra. (Muriel 5,5: Tanto fumo, ma pochissimo arrosto per il colombiano che non spacca la gara ed è impreciso nelle scelte degli ultimi metri).

Palomino 5: Serata negativa per il sudamericano soprattutto nella ripresa quando va completamente fuori tempo in scivolata sul gol di Petagna, mentre non è esente da colpe sul secondo sigillo.

De Roon 6: Gioca fuori ruolo per un tempo e in qualche transizione difensiva lo si nota. Nella sua posizione fa decisamente meglio, ci mette fino all’ultimo istante grande cuore, ma gambe e fiato non bastano in questa serataccia.

Freuler 5: Sulla sua coscienza rimane sicuramente la possibilità di portare sul 2-0 la Dea e invece davanti a Berisha decide di allungarsi la palla. Nel complesso poca lucidità e molti duelli persi in mezzo al campo. (Djimsiti 5: Si fa bruciare in modo netto da Reca sull’1-1, nel finale sfiora il pareggio di testa, ma Vicari salva sulla linea).

Pasalic 4,5: Da mediano compie troppi errori in molti disimpegni perdendo alcuni palloni sanguinosi, pare che il freddo lo abbia congelato. Nella ripresa si divora un gol davanti a Berisha già sdraiato a terra. Decisivo ma in negativo nel blue monday.

Gosens 5: Poca spinta e ancor meno precisione in fase offensiva. Più di tutti, il teutonico ha mostrato stanchezza che ha causato la scarsa lucidità.

Gomez 5: Non è al top e balza subito all’occhio. La scelta di metterlo in campo a prescindere non paga. (Malinovskyi 5,5: Si potrebbe paragonare alla Penelope del poema Odissea , cuce e disfa, alterna buon cambio di passo a sbavature in tema di cross elementari.)

Ilicic 5,5: Peccato rovinare una rete così di pregevole fattura con un voto insufficiente, ma quello resta l’unico vero lampo della gara dello sloveno. Gli uomini di Semplici sono furbi e spezzano spesso le sue giocate.

Zapata 6: Serve l’assist per il vantaggio che si rivelerà solo illusione di una notte diversa. Nel duello con la retroguardia avversaria fa il suo compito e quando protegge palla fa da sponda per ottime occasioni(vedi Freuler). Prende una traversa, ci prova anche nella ripresa e nel mentre acquisisce sempre più forma fisica.

Gasperini 4,5

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