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Beppe-gol: “Atalanta, mola mia!” Auguri a Savoldi. E ora un romanzo su…

"Su Belotti, Gorlago e i miei ricordi. L'Atalanta ko? Cose che capitano, questione di attenzione"

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Buon compleanno a Beppe Savoldi, 73 anni, uno dei top bomber della Serie A e ora (scopriamo) anche poeta dialettale e scrittore. Ma ne parliamo poi. Prima, naturalmente, il calcio, giusto Beppe?

“Grazie per gli auguri, peccato che gli anni passino… Però non è un giorno felice, sono triste perché è morto un amico, Pietro Anastasi. L’ho incontrato parecchie volte da avversario ed eravamo naturalmente lontani, su aree diverse. Ma era un amico, perché con la mia famiglia siamo stati insieme in vacanza parecchie volte. Ed era un uomo vero. Mi mancherà”.

Ma Beppe-gol si ricorda di quell’Atalanta-Spal, fino a lunedì ultima sconfitta dei nerazzurri in casa con gli emiliani? “Mi fate tornare un po’ indietro nel tempo, son passati 54 anni… Sì, ricordo quella Spal con Bagnoli, Massei, Bozzao, però non che fosse allenata da Francesco Petagna, nonno di Andrea. Che storia!”.

Non è strano che l’Atalanta perda a Bergamo contro la capolista Juve e poi con l’ultima della classe? “No, succede, il calcio è questo. E poi è il classico caso in cui i giocatori pensano: metto subito la partita a mio favore e mentalmente l’attenzione si abbassa. Poi dipende dalla maturità, però certi gol…”.

A cosa si riferisce? “Dico che l’Atalanta ha il miglior attacco della Serie A con 50 reti, però se prendi gol con cinque giocatori schierati contro due, non va bene. E non è la prima volta che capita”.
Forse è mancato anche l’effetto trascinatore di un Papu che non era nelle migliori condizioni e infatti è stato sostituito? “Non so, penso che se è in dubbio allora lo fai giocare nell’ultima mezz’ora.

Poi è vero che il ragionamento è abbastanza semplice: metti Gomez, Ilicic e Zapata e chiudi la partita. Ma così non è stato. Certo, bisognerebbe ragionare in base alle condizioni fisiche, chiaro che l’allenatore conosce meglio di chiunque come stanno i ragazzi”.

A proposito di Zapata… “Non è in condizione, ma è normale se uno rientra dopo tre mesi”.

E poi trovi una Spal che arriva prima su molti palloni e contrasti come non succedeva da tempo all’Atalanta: “Ma la Spal non aveva niente da perdere: sono arrivati qui che erano retrocessi, hanno giocato contro una grande, perché tale è l’Atalanta per risultati e gioco e hanno fatto meglio. Perché arrivavano prima su tanti palloni? Si sono creati l’entusiasmo, mentre l’Atalanta considerandosi più forte pensava che prima o poi avrebbe chiuso la partita. Sono idee che ti entrano in testa mentre giochi e la testa non comanda le gambe come dovrebbe”.

Mancano anche i gol su punizione, per non parlare dei rigori sbagliati che Savoldi saprebbe bene come calciare. O i gol su azione da calcio d’angolo, un paio di volte ci ha riprovato Caldara. “Le statistiche danno sempre un segnale di qualcosa da correggere. Se l’Atalanta non segna da calcio d’angolo come avveniva prima, dalla parte opposta alla difesa, vuol dire che bisogna lavorare su questo, come sui rigori: se sbaglia uno, devi avere l’alternativa. Sono tanti dettagli, ma i dettagli determinano l’andamento delle partite in Serie A”.

C’è comunque un ottimo quinto posto alla prima di ritorno. “Infatti non cambia nulla. Anzi, questa sconfitta può dare un impulso nuovo, far riflettere. E soprattutto mai mollare. Mola mia, come si dice in bergamasco. Può essere che anche la botta di Firenze abbia lasciato qualche scoria, ma ora bisogna resettare e ripartire”.

E dopo il “Manuale tascabile per allenatori di calcio“, che cosa ha in mente di fare Beppe Savoldi? “Mi diverto a scrivere poesie dialettali, sono anche stato premiato dall’Avis di Bergamo per una poesia. E poi…”.

Sabato l’Atalanta affronta un avversario contro cui è sempre difficile giocare, il Torino. Che ha un certo Andrea Belotti: “Al quale sono molto legato perché anche lui è di Gorlago. Anzi, sto scrivendo un romanzo, che parla di lui, di Gorlago…”.

E naturalmente di Beppe Savoldi. Auguri.

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