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Il Cimitero della Gamba, un gioiello d’arte sacra al centro della Bassa

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che fa tappa a Romano di Lombardia

Sarebbe forse eccessivamente riduttivo utilizzare il termine “centro di sepoltura” per descrivere il Cimitero della Gamba, piccolo gioiello di architettura sorto nei pressi di Romano di Lombardia.

Edificato nei pressi dell’antico borgo meridionale, il camposanto venne istituito nel 1715 quando, in concomitanza con i lavori di realizzazione della nuova parrocchiale, iniziò a ospitare le salme dei defunti.

Non potendo inumare i cadaveri all’interno del sacro stabile, essi vennero trasferiti nell’area posta fuori dall’abitato, fatto più che eccezionale per l’epoca.

Adornato da una cappelletta demolita e ricostruita nel 1761, il complesso fu attivo sin da subito, anche se venne inaugurato ufficialmente soltanto il 2 dicembre 1776.

A causa dell’elevata presenza di sepolture, la struttura venne ampliata già ai primi anni dell’Ottocento con l’aggiunta di alcune cappelle laterali, fra le quali spiccò quella dedicata al celebre tenore Giovanni Battista Rubini.

Decorato con alcune statue scolpite dal milanese Luigi Gerli, il mausoleo costò all’incirca 16.000 lire austriache come confermato dal contratto stipulato nel 1854 dalla vedova del cantante lirico.

Malgrado l’ingente spesa, in occasione del centenario dalla morte dell’artista il monumento venne demolito, mentre le sculture vennero traslocate nel Cimitero Nuovo e inserite nel nuovo complesso eretto su progetto di Luigi Angelini.

Con la costruzione di quest’ultimo nel 1894, il Cimitero della Gamba andò incontro a un progressivo declino che non fermò però la devozione della popolazione che continuò a frequentarlo.

Era infatti consuetudine condurre lì per tre domeniche consecutive i bambini che tardavano a camminare i quali, al suono della Messa, venivano fatti passeggiare lungo la croce disegnata sul pavimento mentre  i genitori recitavano il “Credo”.

Nonostante il degrado, l’immobile conserva intatto il proprio fascino, come dimostrato dalle 14 stazioni della via Crucis dipinte lungo le navate laterali.

Percorrendo invece la sezione centrale è possibile raggiungere la cappella centrale all’interno della quale spiccano quattro medaglioni raffiguranti episodi biblici, mentre osservando l’affresco posto sopra l’altare è possibile scorgere la Santissima Trinità in compagnia della Madonna, di San Defendente e delle anime purganti.

Fonti

Bruno Cassinelli, Maria Cristina Rodeschini; Itinerari tra arte e storia del borgo di Romano; Romano di Lombardia; Comune di Romano di Lombardia; 1999

Bruno Cassinelli, Antonio Maltempi, Mario Pozzoni; … A una chiesa catedral granda sopra la piaza … Le chiese di Romano; Romano di Lombardia; La comunità parrocchiale di Romano; 1975

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