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Tronchi sui binari e soppressioni, i racconti dei pendolari - BergamoNews
L'odissea sulla bergamo-milano

Tronchi sui binari e soppressioni, i racconti dei pendolari

Uno studente: “Capisco le motivazione che spingono a protestare, ma almeno non fatelo sulla pelle di noi pendolari. È come sparare sulla Croce Rossa"

“L’odissea continua”, borbotta rassegnato un pendolare durante dopo l’ennesimo disagio sulla linea Milano-Bergamo. Il riferimento è alla protesta a favore della rivolta in Cile, che mercoledì 16 gennaio ha causato forti ritardi dalle 17 a serata inoltrata.

Il treno partito alle 17:05 da Milano infatti è dovuto tornare indietro perché i binari all’altezza di Stezzano sono stati occupati da grossi tronchi e uno striscione. Le persone a bordo hanno dovuto aspettare le navette in sostituzione della linea ferroviaria per ulteriori 40 minuti.

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Il treno successivo, quello delle 18,05, non è nemmeno partito, e senza che fossero date spiegazioni. Solo quasi mezz’ora dopo è stato annunciato l’accorpamento con il treno delle 19 in attesa della liberazione dei binari.

Finalmente alle 19,20 il treno ha compiuto regolarmente la sua corsa fino a Verdello Dalmine. Il personale di bordo, durante il tragitto, ha comunicato che a Verdello degli autobus avrebbero completato il trasporto fino a Bergamo ma senza assicurare un posto a tutti. Una volta fermato, le persone sono state fatte scendere dalle carrozze ma solo per risalirci poco dopo. Infatti nella confusione generale il treno è tornato disponibile per arrivare fino alla stazione di Bergamo.

I pendolari sono comprensibilmente arrabbiati e delusi. Come Eugenio, studente del politecnico di Milano: “Non pagherò più il biglietto per un servizio insufficiente che non merita i soldi che chiede. Quando siamo noi ad essere in ritardo l’implemento per fare il biglietto a bordo è di 4 euro, non è giusto”. Anche Caterina, sempre del politecnico, ci tiene a sottolineare che “non capita solo quando ci sono delle manifestazione, i treni vengono cancellati spesso e sono sempre così pieni da dover stare in piedi schiacciati l’ uno contro l’ altro come un carro bestiame”. Marco, studente di lettere, cerca di vedere la situazione con ironia e si sente di dare un consiglio ai manifestanti: “Capisco le motivazione che vi spingono a protestare, ma almeno non fatelo sulla pelle di noi pendolari. È come sparare sulla Croce Rossa!”

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