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Trocchia, il razzismo e Mattarella: “In A abbiano il coraggio di seguire il nostro esempio” video

La storia dell'allenatore napoletano di nascita e bergamasco d'adozione sarà raccontata a “Nuovi Eroi” su Rai 3 venerdì 17 gennaio: da un anno e mezzo la sua vita è cambiata completamente.

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“Non tutti diventeranno calciatori, ma tutti dovranno diventare uomini”: Igor Trocchia, attuale allenatore della Nazionale Italiana Sordi e della formazione Elite Under 17 dello Sporting Franciacorta, ne ha fatto un mantra che tiene sempre a mente.

Igor Trocchia tra i nuovi eroi premiati da MattarellaIgor Trocchia con la medaglia dell'Ordine al Merito e la coppa della Hall of Fame Figc

La sua vita, professionale e non, è cambiata nel maggio 2018, durante un torneo della categoria Esordienti a Rozzano, nel milanese: dopo gli insulti a sfondo razziale a un suo giocatore, insieme alla squadra decise di tornare negli spogliatoi e di ritirarsi dalla competizione.

Un gesto che ha sempre considerato normale: “Vista l’attenzione mediatica che ha suscitato me lo sono sempre chiesto: cosa ho fatto di così strano? – ammette – È stata una decisione sentita, condivisa coi miei ragazzi. Ho capito solo dopo alcuni mesi che, in realtà, non era così scontato come sembrava a noi: dalle dichiarazioni di alcuni politici in tv mi sono accorto che stavamo andando controcorrente, che qualcosa di straordinario c’era. In quel momento siamo stati noi da esempio a chi dovrebbe esserlo, ai giocatori di alto livello che ancora non hanno avuto il coraggio di dare quel segnale. Sarebbe bello se finalmente qualcuno lo facesse”.

Da lì in poi una serie infinita di riconoscimenti, ma anche qualche sassolino da togliersi dalle scarpe: “L’anno seguente fui riconfermato alla guida degli Esordienti – spiega – Durante un torneo fuori provincia, verso la fine del campionato, avevo notato che uno dei ragazzini che allenavo veniva emarginato, a tratti bullizzato. Ne parlai coi miei dirigenti, mi sarei aspettato più sostegno e invece non si fece nulla. Decisi di andarmene e mai più nessuno in provincia di Bergamo mi ha chiesto di allenare”.

Ma nel frattempo arriva la chiamata dalla Nazionale Sordi: “Non mi sarei mai aspettato nulla di simile – ricorda – Mi avevano dato tre giorni per decidere, lo feci in un minuto anche se all’inizio avevo un po’ paura di non riuscire ad essere empatico con questi ragazzi. In realtà è stato più facile del previsto: si comunica a un livello più alto e profondo, con la mimica e gli sguardi, diventa difficile non essere sinceri. Il calcio è la loro rivalsa, mi ringraziano sempre per la fiducia che gli ho dato, per averli fatti credere in loro stessi”.

Con loro tanti progetti, grandi e grandissimi: “A settembre ci sono i Mondiali in Corea ma a marzo iniziano le qualificazioni per le Paralimpiadi 2021. Lancio un’idea alle società professionistiche italiane: sarebbe bello giocare dopo un loro match, in uno stadio prestigioso, per avere anche una bella cornice di pubblico. E se qualcuno conosce dei giocatori che vogliono e possono giocare con noi, sarebbe bello unirli alla squadra”.

Da due mesi è iniziata anche l’avventura allo Sporting Franciacorta, alla guida degli Elite Under 17: “Un po’ più impegnativi rispetto agli Esordienti (ride ndr). La società sa che quando ci saranno le qualificazioni della Nazionale non potrò seguirli ma questi ragazzi sono talmente bravi che vanno col pilota automatico”.

Igor Trocchia tra i nuovi eroi premiati da Mattarella

Dal campo, Igor Trocchia è passato in fretta a palcoscenici più istituzionali: “Andare al Quirinale ed essere insignito dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana è stata un’emozione ancora oggi indescrivibile. La cosa più straordinaria è stata il momento della premiazione perchè il presidente Mattarella si è avvicinato e si è complimentato con me per il mio impegno pedagogico. Si era informato su di me, è stato motivo di grandissimo orgoglio”.

Venerdì 17 gennaio la sua storia sbarca su Rai3 a “Nuovi Eroi”, il programma che racconta proprio le storie dei cittadini insigniti dal Presidente Mattarella: “Mi hanno rapito per due giorni – racconta – Siamo stati nei luoghi dove sono cresciuto a Dalmine, dove ho giocato, ho raccontato della mia infanzia, della mia famiglia, del mio modo di vedere il calcio. Poi sono stati intervistati anche i due ragazzi protagonisti del famoso gesto: Yassine Sankara e il capitano di quella squadra, Francesco Berardelli. Non vedo l’ora di guardare la trasmissione, sarà una sorpresa anche per me”.

Mister Trocchia è sempre rimasto lo stesso ma non nega che, qualcosa, dentro di lui tutta questa storia l’ha smosso: “Piano piano mi sono reso conto che potevo sfruttare la situazione per far capire al calcio dilettantistico che si può fare calcio anche abbinandolo all’educazione. Che non c’è bisogno di mettere pressioni, di essere duri o ‘cattivi’. È sempre un grande orgoglio quando mi contattano associazioni o scuole che vogliono che porti la mia testimonianza: l’aspetto pedagogico è quello che mi interessa maggiormente, non ho la presunzione di voler formare dei calciatori. Ma so che tutti loro, da grandi, dovranno essere uomini”.

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