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Calci e pugni a un collega, condannato a 4 anni e mezzo l’ex comandante di Cividate

Laruccia è stato anche interdetto dai pubblici uffici per cinque anni e dovrà versare 10mila euro a Simeoli

Era il 26 febbraio 2014. Quel giorno l’allora dirigente della Polizia Locale di Cividate al Piano Massimiliano Laruccia entrò nel comando e aggredì a calci e pugni il collega Fabio Simeoli, provocandogli un trauma cranico e la frattura del setto nasale. A distanza di quasi sei anni, il collegio presieduto dal giudice Giovanni Petillo l’ha condannato in primo grado a quattro anni e mezzo di carcere per lesioni aggravate e per calunnia, in quanto il 46enne accusò Simeoli di essersi inventato tutto.

La sentenza è arrivata giovedì 16 gennaio. Laruccia è stato invece assolto dai capi di truffa nei confronti del Comune di Cividate, per quelle serate che l’ex comandante trascorse in versione disc jockey, dj Diego Maximo De la Vega il suo nome d’arte, alla discoteca Quien Sabe di Carobbio degli Angeli mentre era in congedo familiare per accudire la madre a Taranto, gravemente malata.

Stesso verdetto del giudice anche per due episodi di peculato. Quello dell’utilizzo dell’auto di servizio per scopi privati e l’altro dei mille euro intascati da una donna che aveva multato per l’auto in divieto di sosta. Assoluzione anche la tentata estorsione al proprietario del Bar Spritz Time di Romano di Lombardia che l’agente aveva preso in affitto, con la richiesta di 20mila euro per alcuni tavoli e delle sedie.

Il pubblico ministero Carmen Santoro aveva chiesto quasi il doppio della pena, otto anni. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Barbara Bruni, ne aveva invocato la completa assoluzione.

Per l’aggressione al collega, Laruccia, attualmente in servizio a Laterza (Taranto), è stato anche interdetto dai pubblici uffici per cinque anni e dovrà versare 10mila euro a Simeoli (nella foto sottostante).

Simeoli Fabio

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