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“La sonnambula” di Bellini al Sociale, un equivoco a lieto fine fotogallery

Sul podio dei Pomeriggi Musicali, Leonardo Sini, uno dei più promettenti direttori d’orchestra della sua generazione, vincitore del primo premio del Concorso Internazionale di direzione d’orchestra Maestro Solti.

Trovarsi, senza volerlo, nel posto al momento peggiore, può essere l’inizio di un equivoco difficile da spiegare. È quello che succede ad Amina, la protagonista de “La sonnambula”, una tra le più celebri opere di Vincenzo Bellini in scena al Teatro Sociale di Bergamo il 10 e il 12 gennaio. Il penultimo titolo in programma per la stagione di “Lirica e concerti” della Fondazione Teatro Donizetti ha visto sul palco giovani ma affermate voci del panorama operistico. Sul podio dei Pomeriggi Musicali, Leonardo Sini, uno dei più promettenti direttori d’orchestra della sua generazione, vincitore del primo premio del Concorso Internazionale di direzione d’orchestra Maestro Solti.

Al centro della storia un grande amore, quello tra Amina (il soprano Veronica Marini) e Elvino (Edoardo Milletti). Come tutte le sane relazioni, anche i due affrontano la bufera di crisi poco prima delle nozze. Nel piccolo villaggio in cui vivono, il classico paesino fuori dalla civiltà in cui tutti sanno tutto di tutti, la cosa non poteva non creare un gran scompiglio.

Il motivo è esilarante: la donna, dolce dovuta, soffre a sua insaputa di sonnambulismo. La notte se ne va in giro per le vie del villaggio spaventando gli abitanti che la credono un fantasma.

L’unico a non credere alla leggenda metropolitana del fantasma è un uomo di mondo, lontano anni luce dalle dinamiche della piccola comunità. Il Conte Rodolfo (Davide Giangregorio), uomo che irrompe nella quotidianità del paesino, di certo non poteva passare inosservato dalle donne del villaggio, che lo accolgono accerchiandolo come se fosse la migliore carne fresca del mercato. È lui causa e soluzione dell’equivoco della storia. La dolce amina, camminando nel sonno, si reca nella stanza del conte la sera prima delle sue nozze. Nel giro di cinque minuti tutti vengono a conoscenza del fatto e scoppia il caso: Elvino annulla il matrimonio.

Degna di menzione è il soprano Giulia Mazzola che ha vestito i panni di Lisa, la locandiera del paese che cerca in tutti i modi di ostacolare il matrimonio tra Amina e Elvino, Ruolo secondario, ma grande voce, adatta anche ai ruoli di protagonista.

La regia di Raùl Vazquez, tra luce e notte, tra sogno e realtà, è stata avvalorata dai costumi in perfetto stile anni sessanta curati da Claudio Martin. Nella notte de “La sonnambula” tutto è possibile, i cuori si infrangono, gli amori si ritrovano, “scende la pioggia” tra un cambio di scena e l’altro, con tanto di attori che si aggirano in platea armati di ombrelli nel cuore della tempesta.

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