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“Canto su una sedia a rotelle: ad All together now ho abbattuto il muro dei pregiudizi” fotogallery

Federico Martello, cantante, siciliano d’origine e bergamasco d'adozione (vive a Verdello da tempo), commenta la sua partecipazione al talent di Canale5

“All together now è stata una delle esperienze più belle della mia vita: mi ha permesso di abbattere il muro dei pregiudizi legati alla sedia a rotelle”. Così il cantante Federico Martello, siciliano d’origine e bergamasco d’adozione (vive a Verdello da tempo), commenta la sua partecipazione al talent di Canale5.

Le doti canore e la determinazione che lo contraddistinguono gli hanno permesso di arrivare tra i finalisti della seconda edizione della trasmissione condotta da Michelle Hunziker e J-Ax. Regalando tante emozioni, è giunto a un passo dal podio e ha conquistato il cuore del pubblico: lo abbiamo intervistato per saperne di più.

Come è andata ad “All together now”?

Benissimo, non mi aspettavo di arrivare fino alla finale: sono soddisfatto di tutto il mio percorso. È stato il mio manager, Giancarlo Cicolari, a iscrivermi ad “All together now”: io non ne sapevo nulla e un giorno ho ricevuto la loro chiamata. Da anni canto in concerti, eventi televisivi e festival in tutto il mondo, per esempio in Spagna, Gibilterra, Polonia, America, Russia, Svizzera e Siberia, ma mi ero ripromesso di non fare più provini per programmi italiani dopo aver ricevuto numerose porte in faccia a causa della sedia a rotelle: gli autori di altri talent mi hanno detto tante volte che ero bravissimo e che avevo un carisma che raramente si trova ma non volevano fare pietismi in televisione.

Quando si riceve un rifiuto così assurdo prevale il dolore o la rabbia?

La delusione. In Italia pensiamo di essere tanto avanti, facciamo battaglie su tutto, vogliamo migliorare la vita di tutti però poi ci perdiamo in un bicchiere d’acqua. Spesso ci si ferma alle apparenze anzichè guardare alla persona: era dai tempi di Pierangelo Bertoli che non si vedeva qualcuno cantare sulla sedia a rotelle in prima serata tv. Le esperienze negative che ho avuto in passato mi hanno reso più dubbioso: ho creduto di poter fare un percorso ad All togheter now quando sono passato in semifinale, voleva dire che i giudici e la produzione mi avevano apprezzato davvero per quello che sono e per la mia voce, senza guardare alla sedia rotelle.

Ci racconti

Sin dalla prima audizione a Milano il cast della trasmissione mi ha messo a mio agio: la mia disabilità è palese, ma sono andati oltre lo stereotipo. Dopo questo primo step ho effettuato il call back a Roma: ho cantato alla presenza del regista e direttore artistico del programma Roberto Cenci che, subito dopo, mi guardò e disse che ci saremmo visti alla prima puntata. Ero molto contento e ho realizzato di esser stato scelto solo quando mi hanno ricontattato per la conferma. È stata una bella soddisfazione, considerando che alle selezioni si erano proposte oltre 50mila persone.

Federico Martello

Poi è iniziata la trasmissione

Ogni volta mi esibivo con la voglia di mettermi in gioco senza avere grandi aspettative. Il clima era molto bello, anche con i miei compagni di viaggio non c’era competitività e ci scambiavamo consigli. Alla prima puntata c’era con me la vincitrice Sonia Mosca, la sentii cantare durante le prove e dopo aver ascoltato le prime due note le dissi che avrebbe vinto e in un post pubblico mi ha ringraziato perchè ho creduto in lei sin dall’inizio. Ovviamente mi avrebbe fatto piacere vincere, ma non sono dispiaciuto perchè ha prevalso un altro, soprattutto considerando che lei meritava la vittoria: oltre a essere bravissima è una bellissima persona.

La sua umanità è una qualità rara

Penso che per vivere bene con se stessi si debba accettare che ci siano anche gli altri: una persona può essere più adatta per un determinato ruolo, ma non ce n’è una migliore in assoluto. Per questo a chi si affaccia a intraprendere il mio percorso consiglio di essere autentico, una qualità che fa la differenza sia nella vita personale sia nel campo musicale riuscendo a trasmettere emozioni. Sono così anche al lavoro: svolgo la professione di sales manager in un’industria alimentare di Osio Sotto, che per me è una famiglia. Grazie alla disponibilità dell’azienda ho la possibilità di svolgere la mia attività artistica.

La sua tenacia dà un messaggio positivo: com’è il rapporto col pubblico?

Molto buono: durante All together now ho ricevuto oltre 10mila messaggi in cui i telespettatori mi hanno scritto che sono d’ispirazione e mi piace pensare che, in qualche modo, con una canzone o delle parole possa essere d’aiuto per incoraggiare chi mi ascolta. È nato anche un fan club che in meno di un mese ha superato i 3500 iscritti.

Una curiosità: com’è Michelle Hunziker?

Oltre a essere bellissima, è una persona speciale. La sua gentilezza, anche solamente nel modo in cui ti parla, a prescindere dalla presenza delle telecamere, è rara. Ha un grande carisma e dal vivo è ancora più simpatica rispetto a quando la guardi in tv e pure i fuorionda sono stati molto divertenti, con tante risate e scambi di battute con Cristiano Malgioglio e Iva Zanicchi. Anche Mietta, Silvia Mezzanotte, Marica Rotondo, Melita Toniolo e tutte le persone che ho incontrato sono bellissime: quando le incontri sono come appaiono in televisione.

Federico Martello e Michelle Hunziker

E cosa le ha lasciato questa esperienza?

Partecipare ad All together now è stata e resterà una delle esperienze più belle della mia vita: mi ha lasciato tanti amici nuovi e la speranza che si possa realizzare un cambiamento all’interno della nostra società. Ho abbattuto il muro dei pregiudizi legati alla sedia a rotelle e, se sono riuscito a compiere questo piccolo grande passo, vuol dire che impegnandosi, perseverando, si può raggiungere un obiettivo. Al mio manager, Giancarlo Cicolari, ho detto che voglio tornare a propormi anche in Italia: se non venissi accettato in un programma o a un evento, farò in modo di andare in un altro.

È stato apprezzato, quindi, il suo talento

Si, e sono stato pienamente d’accordo con la scelta degli autori di raccontare la mia storia nella prima puntata dopo aver cantato e ricevuto la votazione. Parlo apertamente delle mie difficoltà e delle mie vittorie: da punto debole ho fatto diventare la mia disabilità punto di forza. Non mi arrendo davanti a nulla: se penso che qualcosa sia giusto devo farlo e grazie alla mia tenacia sono riuscito a realizzarmi nella vita quotidiana, ad andare a vivere da solo, ad avere un posto di lavoro e tante soddisfazioni con la mia attività artistica.

Qual è la sua patologia?

Si chiama tetraparesi spastica, un problema a livello dei tendini che si irrigidiscono e comportano un ipertono muscolare. È scaturita da un’asfissia da parto, poi le mie condizioni sono peggiorate in seguito a una caduta che ha avuto ripercussioni negative.

E quando è nata invece la sua passione per il canto?

Sin da piccolo. Ho avuto una famiglia canterina: i miei genitori non cantavano a livello professionale ma in casa c’era sempre musica, mia mamma faceva le pulizie e lavorava canticchiando, così come mio padre, mentre i miei due fratelli suonavano rispettivamente il basso e la batteria. All’età di 10 anni i miei genitori mi regalarono una tastiera elettronica e iniziò la passione per la musica. A 13 anni nel paese dove vivevo, San Cipirello, in provincia di Palermo, durante la festa patronale si tenne un concerto di Alex Baroni: mi trovavo sulle gradinate della chiesa con alcuni amici e, quando lo sentii cantare “Onde”, andai sotto al palco, seguii la sua esibizione e cominciai a desiderare di diventare cantante. Quando mi sono trasferito in Toscana, a vent’anni, è stata la volta dei miei primi concerti e la musica per me era una valvola di espressione e sfogo, considerando quei piccoli traumi derivanti da chi erroneamente vedeva la disabilità prima della persona.

Federico Martello

Per concludere, quali sono i suoi progetti per il futuro?

Ne ho diversi in corso. Presto andrò in Russia per uno show, nei giorni scorsi è uscito il video “Non esiste il destino“, un mio singolo presente su Youtube, e sto lavorando ad altri pezzi inediti. Inoltre, faccio parte del cast di Peba onlus, associazione impegnata per l’abbattimento delle barriere architettoniche: mi spendo volentieri per le associazioni benefiche perchè sono convinto che per cambiare il Paese sia importante attivarsi in prima persona. Più in generale, sono sempre pronto a cogliere nuove sfide e progetti.

Per avere ulteriori informazioni e seguire l’attività artistica di Federico Martello accedere alla sua pagina Facebook, al suo profilo Instagram e al suo canale Youtube.

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