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Accordo Ubi-sindacati: 300 esodi, 150 assunzioni e stabilizzati 42 precari

Le 300 uscite, che avverranno a partire dal 1 marzo 2020, si suddividono in 50 posizioni di dipendenti che già avevano presentato domanda in passato e 250 nuove domande, da formulare entro il 10 febbraio

La notte porta consiglio e, a volte, qualche accordo. Come quello raggiunto nella notte scorsa (tra il 13 e il 14 gennaio) tra Ubi Banca e i sindacati che prevede le stabilizzazioni per “42 precari strutturali”, le uscite su base volontaria di 300 lavoratori con accesso al Fondo di solidarietà e incentivi alla pensione e, infine, 150 assunzioni entro il 31 dicembre 2021.

Le 300 uscite, che avverranno a partire dal 1 marzo 2020, si suddividono in 50 posizioni di dipendenti che già avevano presentato domanda in passato e 250 nuove domande, da formulare entro il 10 febbraio, per accedere alla pensione oppure al Fondo esuberi.

Le domande dovranno essere presentate entro il 10 febbraio e per quanto riguarda la macro area Bergamo e Lombardia Ovest non potranno eccedere le 37 unità.

Ubi Banca assumerà 150 figure professionali: centro entro il 30 giugno 2020 e cinquanta entro il 31 dicembre 2021. Saranno anche stabilizzati 42 precari strutturali attualmente presenti nel Gruppo per i quali il contratto verrà trasformato in tempo indeterminato.

UBI BANCA

L’Intesa sindacale riguarda l’uscita, su base volontaria, di circa 300 risorse, incluso l’accoglimento di 50 domande di ingresso al Fondo di Solidarietà già presentate in occasione del precedente piano di esodi attivato con l’Accordo Sindacale del 26.10.2017, che aveva registrato richieste di adesione volontaria all’esodo superiori a quelle ammesse e finalizzate nelle precedenti fasi di attuazione del piano medesimo.

L’uscita delle risorse è prevista progressivamente già a partire dal mese di febbraio 2020; i relativi oneri, pari a circa 70 milioni di euro lordi (circa 50 netti), saranno contabilizzati nei risultati relativi al quarto trimestre del 2019. Le sinergie di costo sono stimate in oltre 20 milioni nel 2020, e in oltre 25 milioni annui a regime a partire dal 2021.

Prosegue, inoltre, in coerenza con le previsioni di Piano Industriale, il ricambio generazionale correlato all’iniziativa di esodo, che consentirà, a sostegno anche dell’occupazione giovanile, l’ingresso di nuove risorse oltre al consolidamento dei rapporti a tempo determinato già operanti nel Gruppo.

L’Accordo rappresenta un’ulteriore fase del processo di razionalizzazione degli organici del Gruppo che prosegue in linea con le previsioni del Piano Industriale attualmente in essere e che permetterà il raggiungimento dell’obiettivo di organico previsto da tale Piano per l’anno 2020 (circa 19.500 risorse).

FIRST CISL BERGAMO

“Pur ribadendo la nostra perplessità di fronte all’emorragia di personale che continua ad interessare il settore, nonostante la situazione economica e di redditività decisamente in miglioramento, vogliamo sottolineare – commenta la segretaria nazionale con delega per il gruppo Ubi Sabrina Brezzocome sia prioritario continuare ad impegnarci per invertire la rotta ed investire nella effettiva valorizzazione del patrimonio umano, primo ed indispensabile asset delle aziende del credito. Un  obiettivo questo fondamentale anche in vista dell’atteso nuovo piano industriale del Gruppo Ubi”.

“È positivo che ancora una volta sia stato affermato il principio che alle uscite per pensionamento o per accesso al Fondo di solidarietà debba sempre corrispondere la creazione di nuova occupazione – dichiarano Giuseppe Cassella, segretario responsabile della First Cisl del gruppo Ubi –. In questa occasione, tra l’altro, il tasso di sostituzione è di un ingresso ogni due uscite, un miglioramento evidente rispetto ai precedenti accordi, nei quali si prevedeva una assunzione ogni tre esodati/pensionati. Per questo il nostro giudizio è positivo”.

“Siamo soddisfatti che, a fronte delle uscite per pensionamento o accesso al Fondo di solidarietà si crei anche questa volta, in contropartita, nuova occupazione – dice Giovanni Salvoldi, segretario generale di First Cisl Bergamo -. Perché, in un contesto storico come quello attuale, “nuova occupazione” significa speranza per i nostri giovani”.

UILCA BERGAMO

Accolte le 50 domande di esodo anticipato rimaste giacenti rispetto all’accordo dello scorso marzo e attivato un nuovo piano per incentivare l’esodo volontario per 250 posizioni del Gruppo Ubi. Sono questi i principali punti dell’accordo sindacale raggiunto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio, dopo una lunga trattativa. Una previsione che viene applicata anche al personale dei rami Ubis ceduti a Gsd nel marzo 2019 e ad Accenture e BCube alla fine dello scorso novembre.

Al termine dell’incontro, la segreteria UILCA Gruppo UBI Banca, ha espresso la propria soddisfazione rispetto all’accordo raggiunto il quale, garantendo il carattere della volontarietà, permette alle lavoratrici e ai lavoratori di poter anticipare la propria uscita attraverso l’accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà del settore. Soddisfazione anche per gli incentivi all’esodo anticipato destinati al personale che ha già maturato il diritto alla ordinaria prestazione pensionistica AGO (“anticipata” o “vecchiaia”), così come per coloro che conseguiranno il requisito pensionistico in virtù dell’applicazione della cosiddetta “quota 100”.

In merito all’accordo, la responsabile UILCA Gruppo UBI BancaClaudia Dabbene, afferma: «Nonostante la delicatissima congiuntura economica, che da tempo vivono il paese e il settore, la tradizione positiva di relazioni sindacali ha permesso nuovamente di trovare soluzioni condivise di sostegno ai giovani contro la precarietà e, al contempo, esodi non traumatici. L’accordo garantisce infatti un soddisfacente ricambio generazionale mediante nuove assunzioni e stabilizzazioni di lavoratori assunti con contratti a tempo determinato».

 

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