BergamoNews it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“8½”, quando un film del ’63 riesce a parlare a noi giovani

È davvero perfetto: la recitazione è fenomenale, la sceneggiatura è geniale pur mantenendo una parvenza di semplicità, i set sono meravigliosi e mastodontici e la storia, nel suo insieme, non è che il punto di partenza per un'Odissea così personale e densa di significato da far impallidire qualunque scrittore di romanzi di formazione

Più informazioni su

Federico Fellini è uno di quei registi che fa parte, di diritto, della categoria degli “intoccabili”, ossia di quell’antipatica sezione di persone di cui, almeno una volta nella vita, bisogna aver visto qualcosa.

A tal proposito, come proposito per l’anno nuovo, ho deciso di farmi una cultura e di affrontare i monumentali 134 minuti di ““, giusto per fare dispetto a tutti coloro che per anni mi hanno detto: “come puoi definirti cinefilo se non hai mai visto un film del Maestro di Rimini?”. Non c’è che dire, tanto antipatici quanto onesti.

Iniziamo subito col dire che la pellicola non è semplice e, non di rado, il regista farà ricorso alla via onirico-allegorica per rappresentare gli stati d’animo di Guido, il protagonista del film, ma una volta superato questo ostacolo (magari con l’aiuto di una guida online) l’opera sarà più che godibile.

La storia è semplice: Guido Anselmi (Marcello Mastroianni) è un regista in crisi esistenziale e lo troviamo alle prese con la creazione di un nuovo film che però, ben presto, diverrà lo specchio del suo disagio interiore. Spinto da questo momento di difficoltà lavorativa, che però si rifletterà anche sulla sfera personale, egli troverà rifugio nella sua immaginazione e nella sua interiorità, tornando non di rado ai momenti di spensieratezza della sua infanzia. Il film come già accennato non è semplice e, fatta eccezione per la trama più o meno lineare, molto spesso saranno presenti ellissi, flashback, sequenze oniriche, il tutto condito dall’onnipresente voce narrante del protagonista che, in ogni occasione, ci renderà partecipi delle sue riflessioni al limite del lucido delirio. Se però si va oltre a questa apparenza, ciò che ne rimane sarà un film incredibilmente moderno, capace di dire tanto al giovane millenial quanto al “boomer” che magari lo rivede dopo averlo visionato in forma originale al cinema a fine anni ’60.

8½ fellini

” è davvero perfetto: la recitazione è fenomenale, la sceneggiatura è geniale pur mantenendo una parvenza di semplicità, i set sono meravigliosi e mastodontici (vedasi l’immensa astronave che Guido fa creare come punto di partenza per il suo nuovo film) e la storia, nel suo insieme, non è che il punto di partenza per un’Odissea così personale e densa di significato da far impallidire qualunque scrittore di romanzi di formazione. È tutto impeccabile, partendo dai costumi, passando per gli attori scelti (Mastroianni, Cardinale e Milo su tutti) ed arrivando infine al significato ultimo che, con mezzi al limite del metafisico, arriverà ad indagare l’animo insoddisfatto tipico dell’uomo occidentale del dopoguerra, perennemente alla ricerca di un qualcosa che non sarà mai e condannato a dover vivere una vita che non gli appartiene.

E, come se non bastasse, al pari di un trucco di magia tutto avverrà davanti ai propri occhi in un lampo, prima che qualunque spettatore abbia la possibilità di apprezzare il meraviglioso “girotondo” di personaggi che Fellini ha creato.

Bravo Maestro.

Consigliato? In realtà no, o almeno non a tutti. Come già detto questo film è più un’esperienza sensoriale che non una normale storia da vedere con uno sguardo distratto. Il cinema però è anche questo e, a patto che lo si interpreti nel modo giusto, vi restituirà una forza incredibile.

Battuta migliore: “Mie care, la felicità consiste nel poter dire la verità senza far mai soffrire nessuno!”

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.