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Il Tar: la collezione dell’esploratore Beltrami resta dov’è, no trasloco al ‘Caffi’ di Bergamo foto

Nato a Bergamo nel 1779, scoprì le sorgenti del fiume Mississippi, dove nessun pioniere era mai riuscito ad arrivare

Questo matrimonio non s’ha da fare”. Mutuando un passaggio dei Promessi Sposi si può sintetizzare così la decisione del Tar delle Marche che, accogliendo la richiesta di sospensiva avanzata dall’avvocato Maurizio Discepolo per conto del Comune di Filottrano contro il provvedimento della soprintendente delle Marche Marta Mazza, ha sospeso il trasferimento della collezione Beltrami, ricco repertorio di oggetti d’interesse antropologico raccolti dall’esploratore Giacomo Costantino Beltrami durante i viaggi nel Nuovo Mondo, al Museo Civico di Scienze Naturali “Caffi” di Bergamo.

Come riporta dettagliamente il CorriereAdriatico.it la collezione resta nella comune anconetano, città d’elezione in cui si trasferì nel 1809 il magistrato bergamasco che poi sarebbe diventato famoso per aver scoperto, nel 1823, le sorgenti del fiume Mississippi, nonostante il provvedimento della soprintendente delle Marche che il 19 dicembre autorizzava il trasferimento dell’intera collezione dal Museo Beltrami di Filottrano a quello bergamasco.

Beltrami nacque a Bergamo nel 1779 fu giudice a Macerata dopo l’annessione della Marca al Regno d’Italia, distintosi per il suo operato ricevette la medaglia d’oro istituita da Napoleone, ma indignato per la corruzione di alcuni colleghi maceratesi, nel 1814 diede le dimissioni dalla magistratura e si ritirò a Filottrano in un podere di sua proprietà.

Pezzi della collezione Beltrami
Generico gennaio 2020

Il Tar Marche – che aveva chiesto alla Soprintendenza una “relazione di chiarimenti sui fatti di causa” senza ottenere risposta – ha di fatto congelato il trasferimento, concedendo la sospensiva “in relazione al rappresentato pericolo connesso al trasporto in altra sede degli oggetti della collezione” e fissando per il 22 gennaio prossimo l’udienza collegiale per la trattazione del ricorso.

A Beltrami va soprattutto il merito di aver composto una magnifica collezione di manufatti indiani, di essere stato in grado di integrarsi con questa popolazione rispettandoli e loro in cambio gli hanno regalato il lascia passare per quelle terre misteriose.

“La collezione è soggetta a doppio vincolo – ricorda il sindaco di Filottrano Lauretta Giulioni a CorriereAdriatico.it -: è vincolato il Palazzo anche perché contiene la preziosa collezione, ed è vincolata la collezione stessa, che deve restare dov’è, in doverosa ottemperanza della volontà di Costantino Beltrami e dell’ingegner Glauco Luchetti”.

Durante i suoi viaggi, Beltrami collezionò un gran numero di oggetti tra cui un tamburo da medicina appartenuto ad uno sciamano indiano che, nel 1988, fu utilizzato come simbolo per le olimpiadi di Calgary: alcuni sono custoditi nel museo a lui dedicato a Filottrano, altri nel museo di storia naturale di Bergamo, dove, in occasione del 150° anniversario della sua morte, gli è stata dedicata un’area.

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