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Crisi Pozzoli Food, coinvolti 40 lavoratori dei 3 punti bergamaschi

La società ha 3 punti vendita in provincia di Bergamo (Boltiere, San Paolo d’Argon e Telgate) e coinvolge circa 40 lavoratori dei 185 in totale.

Anche i sindacati, in queste ore, stanno seguendo con attenzione la vicenda della crisi della catena di negozi di Pezzoli Food. A Bergamo, 3 punti vendita, Boltiere, Telgate e San Paolo d’Argon occupano una quarantina di addetti.

“Stiamo seguendo attentamente la vicenda – ha detto Stefano Galli, della segreteria regionale di Fisascat Cisl –. Siamo molto preoccupati per le possibili ricadute occupazionali. Cercheremo di tutelare al massimo i lavoratori anche attraverso l’impiego di ammortizzatori sociali”.

La Pozzoli Market (circa 185 dipendenti in tutta la Regione) è sull’orlo del fallimento e ora cerca il salvagente del concordato o di una vendita. Il Tribunale di Monza ha dato 60 giorni per la presentazione della documentazione necessaria all’istruzione della pratica.
“In un incontro dei giorni scorsi, l’azienda ci ha comunicato lo stato di crisi e il fatto di aver presentato richiesta di concordato, nella speranza di vendere, perché negli ultimi mesi c’erano stati ritardi nel pagamento degli stipendi e perché, dopo le feste natalizie, 5 o 6 negozi non avevano riaperto per carenza di merce”.

SCANDELLA, PD: “SUBITO UN’AUDIZIONE URGENTE CON SINDACATI E PROPRIETÀ”
Un’audizione urgente in IV Commissione Attività produttive con le organizzazioni sindacali, datoriali e la proprietà della Pozzoli Food Spa, che in provincia di Bergamo conta tre punti vendita a Boltiere, San Paolo d’Argon e Telgate, dopo la crisi che si è aperta nelle scorse settimane. La chiede il Gruppo regionale del Pd:Crediamo che sia necessario convocare immediatamente le parti per capire quanto sia profonda la crisi aziendale, soprattutto in seguito alla richiesta dello scorso 31 dicembre di concordato preventivo con riserva al Tribunale di Monza, sezione fallimenti – dice il dem Jacopo Scandella –. Si rincorrono di ora in ora notizie di cessione dei punti vendita ad altri marchi. Vogliamo capire come stanno le cose”.

La vicenda riguarda 18 punti vendita, tutti in Lombardia, e vede il coinvolgimento di 185 dipendenti.

“In particolare, ci sembra importante capire quale sarà il destino di questi lavoratori, se e quando verranno eventualmente attivati gli ammortizzatori sociali, che possibilità ci sono di essere ricollocati o assorbiti da altri marchi, appunto, e con quali garanzie. In sostanza, quale sarà il futuro dei dipendenti e delle loro famiglie, di fronte all’ennesima crisi di impresa che colpisce i nostri territori”, conclude Scandella.

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