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L’Atalanta mette al muro l’Inter, pareggio amaro

Se Gasperini voleva misurare la distanza con la prima della classe, ha avuto una grandissima risposta

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Uscire da San Siro con l’amaro in bocca è sicuramente motivo di grande rammarico, ma anche di orgoglio. Se Gasperini voleva misurare la distanza con la prima della classe nel match del Meazza ha avuto una grandissima risposta da parte degli orobici.

L’inizio è subito shock: prima Lukaku fa tremare il palo, poco dopo è Lautaro, servito dal belga a trafiggere Gollini. L’Inter, trovato il vantaggio, cerca di coprirsi per non lasciare nessuna via di fuga alla formazione atalantina con Zapata a sorpresa terminale offensivo.

La Dea non trova varchi per vie centrali a causa di linee interviste molto strette e ben compatte, prova a sfondare tramite traversoni dalle fasce ma i tentativi risultano poco pericolosi. Dall’altra parte l’Inter cerca attraverso ripartenze veloci nello spazio di ammazzare la gara, ma manca di lucidità negli ultimi venti metri e vanifica spesso le azioni prima di concludere verso la porta.

L’episodio chiave della prima frazione di gioco arriva sul tramonto della stessa: su una respinta goffa di Handanovic si avventa Toloi che a due passi dalla linea di porta viene afferrato per un piede da Lautaro. La logica e i replay suggerirebbero chiaramente il penalty e il rosso per chiara occasione da rete, ma la “premiata ditta” Rocchi-Irrati fanno proseguire senza nemmeno visionare le immagini. Errore clamoroso del Var, purtroppo ennesimo a sfavore dei bergamaschi durante questa stagione.

Polemiche a parte, la ripresa si apre con un’Atalanta molto più arrembante, con il passare dei minuti prende sempre più possesso della metà campo avversaria, mentre la formazione meneghina pare alle corde.

Dopo un palo fulminante di Malinovskyi e la rete di Gosens, nel finale è ancora la Dea a provare addirittura a vincere una gara a senso unico nei secondi quarantacinque minuti.

Ilicic lancia Malinovskyi, il quale viene atterrato in area dall’ex Bastoni: Rocchi fischia il rigore, ma Muriel si fa ipnotizzare da Handanovic.

I rimpianti della Dea sono enormi visto la bella lezione di calcio alla Scala del calcio. La sensazione rimasta in bocca è quella di due punti persi per strada nonostante il pareggio resti comunque un ottimo risultato. Questa Atalanta ha dimostrato di poter ancora competere tra le grandi, sicuramente di questo passo un posto nelle coppe europee sarà la giusta ricompensa.

Le pagelle

Gollini 6: Viene subito trafitto da Lautaro. La palla lo infila sotto le gambe, ma il ferrarese non ha colpe particolari. Si rivede solo nel finale con un intervento in due tempi su Brozovic.

Toloi 6,5: Non benissimo nel momento in cui perde il contrasto che porta Lautaro al gol, si riprende poi con ottimi anticipi e intelligenza tattica. È protagonista dell’episodio del mancato rigore: il “Toro” Martinez lo placca davanti alla porta.

Djimsiti 6,5: E’ il difensore libero da compiti di marcatura visto che dei due attaccanti si occupano Palomino e Toloi, si mostra diligente e molto sicuro di sé.

Palomino 7,5: Sin dal principio prende parte a una lotta senza fronzoli con il possente Lukaku, confermandosi provvidenziale il suo salvataggio sulla linea nel primo tempo.

Hateboer 6: Senza infamia e senza lode la sua prestazione che non gode di particolari sussulti in avanti, ma di molte coperture in difesa. Salterà la SPAL.

De Roon 6,5: Lì in mezzo al campo il suo lavoro lo fa sudare le sette camicie, ma l’olandese con il passare dei minuti aumenta i giri del motore, divenendo prezioso in quanto sostanza.

Pasalic 6: E’ autore della prima conclusione della serata atalantina, ma il suo mancino è fuori misura. Cresce con la squadra, anche se si vede poco. (Muriel 5,5: Il suo ingresso non è malvagio, ma quel rigore sbagliato, peraltro il primo in Serie A,gli costa la leggera insufficienza)

Gosens 7: nel primo tempo prova a sovvertire gli ordini con un paio di traversoni in mezzo, alla fine ha il grande merito di anticipare con astuzia Candreva e di insaccare un altro sigillo importante (Castagne s.v.)

Gomez 6,5: Cambia spesso posizione durante la partita per dare meno riferimenti agli uomini di Conte, perdendo qualche pallone di troppo nelle transizioni positive. Nella ripresa colpisce una traversa spettacolare (per assegnare la rete si sarebbe dovuta verificare la posizione di Gosens nell’azione).

Ilicic 6,5: Con una magia apre la possibilità per il primo tiro di Pasalic al 10′, va a sprazzi, ma i suoi lampi son sempre di pericolosità assoluta come il cross da cui nasce il pareggio e la palla per Malinovskyi dalla quale si scaturisce il rigore.

Zapata 5,5: A sorpresa viene schierato dal primo minuto. Ci prova due volte di testa ma niente di più. La condizione ovviamente deve ancora crescere (Malinovskyi 7,5: Impatto da incorniciare per l’ucraino che, con un mancino potente, scalfisce il palo, prima di conquistarsi il rigore che avrebbe potuto valere il successo)

Gasperini 8

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