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Meningite, trasmissione, sintomi e cura: le risposte ai dubbi più frequenti

Continuano a essere molti gli interrogativi della cittadinanza riguardo le malattie da meningococco.

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I cinque casi di meningite nel Basso Sebino continuano ad allarmare i cittadini bergamaschi: in centinaia giovedì vi siete sintonizzati con la nostra diretta in compagnia del direttore sanitario di Ats Bergamo Carlo Alberto Tersalvi, per chiarire i dubbi che ancora rimangono sulla malattia.

medico

Proprio per fornire alla cittadinanza una corretta informazione, che metta al riparo da psicosi o false informazioni che da un mese circolano soprattutto sui social network, l’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo ha diffuso un vademecum con tutte le risposte alle domande più frequenti, sotto forma di scheda informativa.

Si parte dalla definizione della malattia, che può manifestarsi con un’infezione delle membrane che avvolgono il cervello e del midollo spinale.

“Il Meningococco è un microrganismo rotondeggiante che al microscopio appare riunito in coppia, con un aspetto che ricorda un chicco di caffè”.

Come si trasmette?

Da persona a persona per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla. Affinchè il contagio avvenga è comunque necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in ambienti affollati. L’essere esposti al batterio non comporta necessariamente lo sviluppo della malattia.

In ambiente esterno il batterio non sopravvive.
Il batterio può manifestarsi in forme diverse.
Se si limita ad attaccare le meningi si parla di meningite.
Se si diffonde a più organi, per esempio fegato o reni, si parla di sepsi.

Quali sono i sintomi?

I sintomi principali sono: cefalea, febbre elevata, malessere generale, vomito, alterazione di coscienza e in molti casi presenza di rigidità nucale. Nelle forme fulminanti ci può essere anche la comparsa di petecchie (macchie rossastre o violacee).

Cosa fare?

Rivolgersi al medico di Medicina Generale o al Pronto Soccorso per stabilire la terapia più appropriata.

Come si cura?

Il trattamento deve essere tempestivo. La malattia viene trattata con antibiotici. É importante anche la profilassi dei conviventi e delle persone che hanno avuto contatti stretti con chi ha contratto la malattia.

Come si previene? 

La vaccinazione è, sicuramente, lo strumento più efficace per la prevenzione della malattia perchè crea anticorpi che proteggono l’organismo.

Altre precauzioni

I batteri che causano la meningite, in particolare il meningococco, non possono vivere a lungo fuori dall’organismo umano e sono molto sensibili ai comuni disinfettanti e alla luce del sole.

Essendo il contagio interumano, si possono adottare misure di igiene e protezione individuali:

– lavarsi le mani con cura e più volte al giorno con acqua e sapone, in particolare dopo aver tossito, starnutito o essersi soffiato il naso;

– evitare luoghi molto affollati: la propagazione dell’agente patogeno generalmente non supera il raggio di 2 metri dalla fonte;

– arieggiare spesso i luoghi dove si vive e si lavora;

– non scambiare oggetti di uso personale (bicchieri, sigarette, spazzolino, posate, ecc.);

– mantenere pulite le superfici (interruttori, telefoni, tastiere, maniglie, rubinetti, pulsantiere dei citofoni o dell’ascensore, tavoli e scrivanie) perchè possono venire contaminate.

Per tutte le altre risposte pratiche, calate sulla realtà bergamasca, vi rimandiamo al video all’inizio della pagina con le parole del direttore sanitario di Ats Bergamo Tersalvi.

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