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Caldara torna a Bergamo: se starà bene l’Atalanta avrà fatto un colpo clamoroso

A un anno e mezzo dall'addio il difensore di Scanzo è di nuovo in nerazzurro: da dimenticare le avventure con Juve e (soprattutto) Milan, con Gasperini avrà la possibilità di tornare ad essere uno dei migliori difensori d'Italia

Il figliol prodigo Mattia Caldara è tornato. L’enfant prodige dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini, la prima Atalanta baby boom che con Conti, Gagliardini, Grassi, Kessie, naturalmente Caldara, tutti giovani fatti in casa (i ‘figli di Zingonia’) nel 2016-17 scalò la classifica della Serie A fino ad un clamoroso quarto posto. Che oggi varrebbe la Champions League.

Diciamolo subito: se può giocare (e a questo punto non ci sarebbe motivo per dubitarne, dopo centinaia di visite mediche e controlli), Mattia Caldara è un grande acquisto. Un ragazzo che non più di un anno e mezzo fa faceva coppia con Romagnoli al centro della difesa della Nazionale. E, scusate, scambiereste il miglior Caldara con Romagnoli? Figuriamoci con Musacchio, non certo un fenomeno, eppure sia Giampaolo che Pioli hanno sempre preferito l’argentino a Mattia… Che era spesso infortunato, certo e solo con Gattuso ha fatto qualche apparizione in prima squadra. Ma lasciamo perdere il Milan.

Anche se i tifosi rossoneri sono infuriati per la cessione del ragazzo di Scanzo, che rende invece molto felici i tifosi atalantini.

Tra l’altro, piccola curiosità: in un’Atalanta molto internazionale, Caldara è con Gollini (e Masiello, quando gioca) uno dei pochi italiani, ma soprattutto torna in nerazzurro un bergamasco. Come due anni fa, quando nella rosa dell’Atalanta oltre a Caldara c’era anche Melegoni.

Mattia Caldara è nato a Bergamo il 5 maggio 1994
Mattia Caldara

Però, se abbiamo citato i tecnici rossoneri che non l’hanno considerato (alla Juve di Allegri è rimasto per pochissimo tempo), ora si volta pagina. Il ritorno al futuro di Mattia Caldara è con il suo maestro Gasperini, che l’ha fatto diventare un grande giocatore in Serie A e che l’ha fortemente rivoluto a Bergamo. Se infatti poteva sembrare strana la tranquillità di Gasp, ogni volta che si parlava di mercato, i bene informati facevano notare che un motivo c’era: cioè che sotto l’albero di Natale già c’era il regalo Caldara, allora da definire nei modi e nelle cifre e però molto probabile.

E ora che è tutto fatto, ma anche qualche settimana fa, veniva naturale una considerazione: se Gasperini ha voluto fortemente il ritorno di Mattia, non è certo solo per ragioni affettive, perché è stato lui a farlo diventare un giocatore da grande squadra. Beh, intanto anche l’Atalanta è una grande… e sta molto meglio del Milan. Poi, evidentemente, Gasp ha parlato col giocatore, si è informato sulle sue condizioni, ha visto e valutato bene.

È anche un po’ una scommessa, se vogliamo, una delle tante sfide che piacciono a Gasperini. Ma siccome il mister di Grugliasco non è un incosciente e conosce bene le qualità di Caldara, il suo ritorno non è certo un’operazione al buio. E non è nemmeno il solito teorema che quando un giocatore lascia Gasperini poi si perde: che poi non è sempre vero. Sicuramente, altri allenatori che hanno avuto Caldara non l’hanno apprezzato e stimato come ha fatto invece Gasp.

Con la maglia dell'Atalanta Caldara ha giocato 66 partite e realizzato 10 gol
Mattia Caldara

Un passo indietro. Prima di arrivare (a 10 anni) all’Atalanta, negli Esordienti dove troverà anche Conti e Gagliardini, Mattia Caldara aveva dato i primi calci allo Scanzo, nella squadra del suo paese. Più centrocampista, per poi diventare un difensore dai piedi buoni: testa alta e anche bravo a inserirsi per fare gol, la doppietta di Napoli il 25 febbraio 2017 non si può dimenticare. È uno dei momenti più belli della gestione Gasp, come la partita di andata (quella risolta dal gol di Petagna) che segnò proprio l’esordio a sorpresa della baby Atalanta.

Viene in mente anche il paragone con Scirea, esemplare per tecnica e correttezza, che l’Atalanta ha allevato e lanciato in A.

Ora Caldara merita di tornare in campo, a giocare. Forse a Firenze in Coppa Italia? Gli impegni non mancano, Champions compresa.

Comunque, bentornato Mattia.

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