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Inquinamento a Bergamo: “Avanti con gli interventi, ma ogni cittadino faccia la sua parte”

Roberto Cremaschi, consigliere comunale a Bergamo con delega ai "nuovi cittadini", con il suo gruppo Ambiente Partecipazione e Futuro lancia un appello e invita tutti a "Non abbassare la guardia" in tema di inquinamento dell'aria. 

Roberto Cremaschi, consigliere comunale a Bergamo con delega ai “nuovi cittadini”, con il suo gruppo Ambiente Partecipazione e Futuro lancia un appello e invita tutti a “non abbassare la guardia” in tema di inquinamento dell’aria.   

In questi giorni in sessantuno Comuni con polveri sottili che superano da quattro, cinque, sei e anche dieci giorni i limiti di legge sono partite le classiche limitazioni al traffico. Due terzi di questi sono nel Nord Italia: 19 in Piemonte, 10 in Veneto, 5 in Lombardia, 5 in Emilia. In generale, è stato il capodanno più inquinato dal 2005, da quando, cioè, esiste questo tipo di misurazioni.

Il 2020 si è aperto in Lombardia con condizioni meteorologiche in gran parte sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti, con alta pressione, assenza di precipitazioni, frequenti inversioni
termiche anche diurne e, generalmente, vento debole. Le previsioni meteo per i prossimi giorni evidenziano condizioni di stabilità atmosferica, favorevole o neutra rispetto all’accumulo degli
inquinanti. Pertanto, con la piena ripresa delle attività è probabile che le concentrazioni di PM10 possano ancora superare i 50 mg/m3, almeno in una parte delle stazioni della rete di rilevamento.

In questo quadro, non è consolante sapere che Bergamo, dopo due giorni di stop al traffico per superamento dei limiti, nei giorni successivi l’ha sfangata. Dopo un 2019 sotto soglia (e dire che ci lamentavamo che pioveva sempre!), il bel tempo ci ha riportato alla brusca realtà: il problema è tutt’altro che alle nostre spalle.

Le limitazioni al traffico – lo sappiamo bene tutti – oltre a non consentire una sistematica riduzione dell’inquinamento diventano un alibi per non cambiare stili di spostamento e di vita. Sono uno strumento debole ed emergenziale, di fronte a un cambiamento climatico drammatico e ormai stabile: con il 2019 si è chiuso il decennio più caldo mai registrato in Italia, con +1,9 gradi sopra la media a dicembre. Anche se va dato atto che il numero di giorni di superamento di 50 µg/m3, – benché in numerose stazioni della Lombardia ancora superiori ai 35 previsti dalla normativa – sono in costante diminuzione negli ultimi 15 anni, è certo che serve un deciso cambio di rotta che affronti il problema rispetto a tutte le fonti di inquinamento, dal trasporto di merci e persone al riscaldamento degli edifici e alle produzioni industriali (quanti negozi con riscaldamento a palla e porte spalancate sulla strada!!!!)

Per quanto riguarda la nostra città, nel programma elettorale sono indicati con precisione alcuni obiettivi, già tradotti nelle linee programmatiche e in alcuni casi nel Piano opere pubbliche e resi “prioritari” dall’approvazione della mozione sull’emergenza climatica:

In termini di riduzione del traffico privato:

 Estensione della ZTL a tutto il Sentierone allungato e pedonalizzazione di piazza Matteotti
 Riduzione dell’accesso con mezzi privati a città alta
 Rinnovo al 100% della flotta di autobus, uso di biocarburanti
 Sostituzione della flotta di Ryanair e interventi su zonizzazione acustica aeroportuale
 Nuove linee di trasporto pubblico, orari più ampi, interconnessione ferroviaria-tpl
 Nuovi parcheggi periferici di interscambio
 Sostegno al mobililty sharing, estensione della rete ciclabile, completamento del Biciplan
 Estensione delle zone 30

In termini di riduzione del riscaldamento:

 Fornitura di energia elettrica al 100% rinnovabile per gli edifici comunali, riqualificazione energetica degli edifici scolastici, installazione in tutti gli edifici pubblici di caldaie ad alto rendimento, alimentate a metano
 Sostegno all’efficientamento energetico degli edifici privati
 Agevolazioni per la realizzazione di impianti fotovoltaici o fonti rinnovabili, agevolazioni alla mobilità elettrica, estensione del teleriscaldamento
 Piano locale di adattamento ai cambiamenti climatici con utilizzo di materiali drenanti, riduzione delle superfici impermeabili, manutenzione dei corsi d’acqua
 Cintura Verde, messa a dimora di 20.000 alberi

In sostanza, le cose da fare sono ben chiare. Alcune a lungo termine, altre a medio o breve. Occorre che ogni iniziativa, ogni passo, ogni scelta sia verificata e valutata dal punto di vista della compatibilità ambientale e sociale e vada nella direzione indicata, come auspicato da Legambiente nella “lettera di Natale” al sindaco: ”È il momento di passare all’azione: accanto alle strategie a medio e lungo termine, necessarie per traguardare gli obiettivi di una Bergamo Carbon Neutral, dobbiamo cominciare da ciò che si può fare subito e che da subito può mostrare i suoi effetti, perché solo la rapidità e la determinazione con cui inizieremo il percorso di decarbonizzazione può portarci a raggiungerne le tappe in tempi efficaci e adeguati alla gravità della crisi climatica!”

Anche interventi minimali, ma capillari possono produrre effetti significativi.

Il nostro invito è ad accelerare e a dare priorità a questi interventi. E a renderli visibili, omogenei, irrevocabili.

Queste iniziative, di cui l’ente pubblico può e deve farsi carico, non hanno però risultati se ognuno di noi, cittadino/a consapevole, non modifica anche profondamente i propri stili di vita e i propri consumi: chiediamo di ridurre l’uso del mezzo privato e di mettere a disposizione quello pubblico, ma chi fa la differenza è il cittadino/a che sceglie. O non sceglie.

Non abbiamo né un altro pianeta né un altro tempo.

 

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