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Almè, il sindaco sfiduciato: “Tanta solidarietà e stima, potrei ricandidarmi”

Le dimissioni di 7 consiglieri, di cui 3 di maggioranza, hanno fatto cadere la Giunta di Massimo Bandera: "Non mi aspettavo così tanto affetto, penserò col gruppo e la famiglia a una nuova candidatura".

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Gli ex alleati lo accusano di eccessivo protagonismo e scarsa condivisione, l’opposizione di sempre di non aver dato risposte concrete sulla linea 2 della Teb, sulla casa di riposo da realizzare all’ex Cava Ghisalberti e sul Pgt: lui si difende spiegando di aver fatto tutto nel nome della trasparenza e nell’interesse dei cittadini.

Da mesi la tensione si tastava con mano ad Almè dove, martedì 7 gennaio, è definitivamente esploso il caso: le dimissioni di 3 consiglieri di maggioranza, di cui due assessori, e dei 4 di minoranza hanno fatto decadere l’amministrazione a guida Massimo Bandera, in carica dal giugno 2016 con la lista Vivere Almè (Lega e la civica Costruiamoci il futuro).

La prima vera avvisaglia della crisi era arrivata a metà dicembre quando durante un consiglio comunale l’assessore ai Lavori pubblici, commercio e istruzione Tiziana Petrizzi e il consigliere Paolo Gritti votarono contro la variazione d’urgenza al bilancio di previsione in merito ai lavori per la pista ciclabile e il collaudo delle fognature.

E sono stati proprio loro, insieme all’assessore alla Sicurezza e Protezione Civile Ferdinando Stacchetti (che era invece assente in quel consiglio) a presentarsi martedì in Comune per formalizzare una decisione già presa con una mozione di sfiducia firmata il mese scorso.

Ma già monte, in fase di scelta del candidato per le elezioni amministrative 2016, alcuni ex consiglieri della Lega (allora all’opposizione) avevano manifestato il proprio mal di pancia: Pasquale Gilio e Marco Zambelli lasciarono il Carroccio e conclusero quel mandato da indipendenti, in piena polemica con la circoscrizione di riferimento e con la sezione, d’accordo sul proporre il nome di Bandera.

L’ex assessore dei Comuni di Seriate e Bergamo, però, allora si disse tranquillo e sicuro dell’unità della propria squadra: i risultati delle urne gli diedero ragione (sconfisse di circa 200 voti l’uscente Luciano Cornago ndr) ma a distanza di tre anni e mezzo, forse, quei dissapori sono in qualche modo riemersi.

Al diffondersi della notizia, pubblicata su Facebook dallo stesso Bandera, sono stati centinaia i messaggi di affetto ricevuti dall’ormai ex primo cittadino di Almè: in un comunicato il segretario nazionale Paolo Grimoldi, il responsabile federale Enti Locali Stefano Locatelli e il Commissario della Provincia di Bergamo della Lega Giulio De Capitani, hanno espresso il proprio sostegno e fiducia nel suo operato.

A loro si sono accodati una miriade di amministratori, sindaci, ex primi cittadini, consiglieri regionali e parlamentari: grandi attestati di stima in particolare dagli ex colleghi di Giunta a Bergamo, Franco Tentorio, Gianfranco Ceci, Cristian Invernizzi ed Enrico Facoetti.

“C’è tanta delusione per quanto successo, sapendo che questa situazione è figlia del mancato coraggio di confrontarsi – spiega Massimo BanderaIn queste ore ho il telefonino in fiamme per i tanti messaggi e chiamate che ho ricevuto da gente che ha apprezzato il mio lavoro: quello fa immensamente piacere, ringrazio tutti perchè significa che siamo stati capiti e abbiamo seminato bene. L’amarezza rimane, in questo anno e mezzo che mancava avremmo potuto concretizzare tanti progetti per i quali abbiamo lavorato durante il mandato. Chi si è sottratto ha tradito la responsabilità che gli è stata affidata. Ciò che mi preme ora è spiegare bene ai cittadini cosa è successo, probabilmente faremo un’assemblea. Sono contento di essermi messo a disposizione, poi posso aver anche sbagliato perchè solo chi non fa non sbaglia”. 

Il prefetto di Bergamo ha avviato la procedura per lo scioglimento del consiglio, nominando come commissario il viceprefetto Antonio Naccari, e il Comune andrà a nuove elezioni alla prima occasione utile: tra i sostenitori di Bandera, qualcuno si è già proposto di essere al suo fianco per la campagna elettorale e il diretto interessato ha apprezzato con il più classico dei “like”.

“Se mi ricandido? Ora mi prendo qualche momento, vorrei che fosse una scelta condivisa col gruppo e con la mia famiglia. Ma quello che sto ricevendo in queste ore mi dà la forza di pensarci sicuramente”. 

 

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