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Il 2019 al cinema: non molte, ma qualche chicca davvero da ricordare

Un anno non particolarmente ricco, ma che ha puntato sicuramente sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Questi sono i nostri preferiti, e i vostri quali sono?

A breve saluteremo il 2019, ringraziandolo per averci regalato, almeno dal punto di vista cinematografico, qualche chicca davvero niente male. Vediamo insieme i 7 film che hanno reso questo 2019 un anno da ricordare.

Vice, l’uomo nell’ombra

Ricorderemo questo film soprattutto come l’ennesima dimostrazione delle eccezionali capacità di Christian Bale di trasformare il proprio corpo, come un camaleonte, per vestire i panni del grasso e malato Dick Cheney. Il viscido e calcolatore 46° Vicepresidente degli Stati Uniti che, prendendosi gioco e approfittando dell’ingenuità (chiamiamola così) di Bush Jr. è riuscito, all’ombra delle deboli spalle del Presidente, ad avere un ruolo chiave nella scelta di invadere Iraq e Afghanistan. Due guerre che hanno segnato per sempre la storia degli Stati Uniti. Un film piuttosto complesso, in politichese strettissimo, molto tagliente ed estremamente ironico.

La favorita

A ora, uno dei film meglio riusciti di quel pazzo di Yorgos Lanthimos. Le protagoniste, Olivia Colman (che per il suo ruolo nei panni della regina Anna ha ottenuto un Oscar), Emma Stone e Rachel Weisz, sono semplicemente sublimi. Perverso, scorretto e terribilmente vero: questo film dimostra come, in un periodo storico dominato alla luce del sole dal sesso maschile, la realtà sia ben altra. All’ombra dei banchetti e balli di gala, sono le donne che, assetate di potere tanto quanto gli uomini, manovrano mariti e amanti per ottenere ciò che desiderano, a qualunque costo.

Green book

Tratto da un’incredibile storia vera, questo film non ha lasciato un occhio asciutto in tutta la sala. Vincitore del premio Oscar come miglior film, Green book racconta della magnifica avventura, ai limiti del possibile, di due uomini: da una parte, un uomo di colore, erudito, di classe, ricco ed educato; dall’altra, un uomo bianco figlio di immigrati italiani, rozzo, maleducato e al verde. Due emarginati in una società, come quella degli Stati Uniti degli anni ’60, per i quali non c’è spazio. Insieme, attraverso il rispetto e l’amicizia, dimostrano che il progresso verso un mondo più inclusivo è possibile.

Il primo re

Unico film italiano in classifica, è senza dubbio l’interpretazione meglio riuscita di uno dei grandi nomi del cinema italiano di oggi: Alessandro Borghi. Recitando in latino arcaico, Borghi è riuscito a raccontare con la forza del suo corpo, più che della sua voce, la brutalità degli uomini, dei primi uomini, che hanno contribuito alla nascita di Roma. Una lotta terribile, ferina, mistica, al limite dell’umano tra due fratelli, Romolo e Remo, il cui destino è segnato da una profezia che cambierà per sempre le sorti dell’umanità.

Dumbo

Proprio con Dumbo è iniziato un anno ricchissimo per la Disney, che sta ricostruendo tutto il suo repertorio con riadattamenti moderni dei classici più amati. Con una differenza: Dumbo è stato riscritto e diretto niente di meno che dal grande Tim Burton. Il suo stile inconfondibile ha fatto di Dumbo (a mio parere) il riadattamento Disney meglio riuscito fino ad ora. Maneggiandolo con rispetto, aggiungendo senza togliere, Burton ha creato un nuovo pezzo della storia Disney in grado di vivere sulle proprie gambe, libero dal confronto con l’originale.

C’era una volta a Hollywood

Oggetto di pareri discordanti da parte della critica, l’ultimo film di Quentin Tarantino, in bene e in male, ha sicuramente fatto molto parlare di sé. Ode al cinema degli anni ’60, che ha segnato la crescita del regista stesso, racconta la terribile tragedia di Cielo Drive per mano della famiglia Manson, dal punto di vista di un divo hollywoodiano ormai caduto in disgrazia. Attraverso le interpretazioni di Leo DiCaprio, fenomenale come sempre, e Brad Pitt, invece più spentino, Tarantino riscrive a modo suo un capitolo terrificante della storia americana.

Joker

Dulcis in fundo, il pezzo forte di questo 2019. Una vera e prioria bomba che ha deluso tanti fan DC e incantato chi è invece riuscito a guardare oltre il rapporto con il mondo dei fumetti. Questo Joker non ha niente a che fare con Batman. Racconta dell’ascesa (o caduta, a seconda del punto di vista) di un uomo qualsiasi, un uomo come chiunque altro che, massacrato fisicamente e psicologicamente da una società crudele e mostruosa, è costretto a diventare a sua volta un mostro per poter sopravvivere. L’interpretazione di Joaquin Phoenix nei panni di Joker è magistrale, un vero e proprio capolavoro: riesce a raccontare alla perfezione l’agonia, fisica e mentale, di un uomo fragile, psicologicamente debole, che piano piano perde il contatto con la sua umanità, schiacciato da un mondo in cui per lui non c’è spazio.

Insomma, pochi ma buoni. Un anno non particolarmente ricco, ma che ha puntato sicuramente sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Questi sono i nostri preferiti, e i vostri quali sono?

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