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Bögn di Riva di Solto, la Sovrintendenza boccia la galleria paramassi

L'ente ha chiesto "vista l'estrema delicatezza del contesto in esame" e "l'inevitabile impatto sul paesaggio oggetto di tutela", di "approfondire le condizioni e la fattibilità di soluzioni alternative"

“L’orrido di Zorzino è salvo”. Lo annuncia l‘Associazione Amici del Sebino, spiegando come la Sovrintendenza abbia chiesto di stralciare la galleria paramassi al Bögn di Riva di Solto dal più ampio progetto di riqualificazione dell’area, circa 1 milione e 200 mila euro di investimenti. Un parere negativo decisivo, che si somma a quello espresso dalla Sezione Ambiente della Provincia di Bergamo e dal Cai di Lovere durante la Conferenza dei Servizi.

Il progetto della galleria artificiale – lunga 55 metri, formata da anelli in cemento armato precompresso – aveva scatenato il dibattito tra chi la considerava un’opera necessaria alla sicurezza (l’amministrazione di Riva) e chi, invece, non voleva nemmeno vederla raffigurata nei rendering (su tutti Legambiente e l’associazione Amici del Sebino) visto che l’orrido del Bögn è considerato tra i luoghi di maggior pregio paesaggistico e ambientale di tutto il lago d’Iseo; con le ripide pareti rocciose che si perdono nella fitta vegetazione prima di tuffarsi a strapiombo nelle acque del lago.

In particolare, la Sovrintendenza ha chiesto “vista l’estrema delicatezza del contesto in esame” e “l’inevitabile impatto sul paesaggio oggetto di tutela”, di “approfondire le condizioni e la fattibilità di soluzioni alternative”.

La Giunta comunale di Riva di Solto, attraverso una delibera, ha dato mandato all’architetto incaricato di rivedere il progetto, nonostante la galleria paramassi venga considerata dall’amministrazione “la soluzione più convincente ed efficace per garantire la pubblica incolumità”.

“Come amministrazione comunale prendiamo atto delle decisioni della Sovrintendenza e degli altri enti sovracomunali – afferma il sindaco Nadia Carrara -. C‘è la relazione di un geologo che considera molto pericoloso un tratto del Bögn e quindi vedremo se sarà il caso di chiudere al transito quella parte di area”.

il progetto della galleria paramassi
rendering galleria Bogn

GLI AMICI DEL SEBINO: “UNA VITTORIA DEL LAGO”

“Questo risultato è una vittoria per tutto il lago d’Iseo: una vittoria dell’ambiente, della natura, della bellezza, del buon senso e della sensibilità che tante persone, uomini e donne, amministratori e professionisti, associazioni e istituzioni hanno messo in campo”. È il commento dell’associazione Amici del Sebino, da sempre contraria al progetto della galleria paramassi.

“La nostra associazione esprime particolare apprezzamento per l’azione svolta dalla Sovrintendenza di Bergamo e Brescia, dalla Provincia di Bergamo Settore Ambiente, dal Club Alpino Italiano di Lovere. Con le loro prescrizioni e osservazioni queste importanti Istituzioni hanno indirizzato verso questo importantissimo risultato”. Un apprezzamento espresso anche nei confronti del Consiglio Regionale della Lombardia, che nei mesi scorsi aveva “richiamato l’amministrazione allo studio e alla realizzazione di un progetto meno impattante di quello in discussione, e maggiormente condiviso”.

In estate il presidente dell’associazione Giuseppe Meroni aveva avanzato una proposta alternativa: ” oggi caduta nel nulla – fa sapere -. Consideriamo il risultato derivante da questa Conferenza dei Servizi un’opportunità per riproporre una vera, reale e leale collaborazione per realizzare un progetto di messa in sicurezza e riqualificazione del Bögn di grande qualità e respiro. La nostra associazione propone all’amministrazione la costituzione di un gruppo di lavoro che unendo competenze e sensibilità qualificate operi in tempi brevi per raggiungere l’obiettivo che a tutti sta a cuore: fare del Bögn una meta unica in Italia e in Europa, di immutato incanto”.

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Commenti

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  1. Scritto da Francesco Giuseppe

    Come al solito i finti ecologisti, ma veri demagoghi che scambiano l’ecologia con la demagogia, preferiscono vedere i sassi che la gente viva. Meglio che i massi cadano in testa a qualcuno o sulla macchina di qualcunaltro che costruire una protezione! Meglio bloccare la strada di chi deve lavorare per vivere, evidentemente questi “amici del Sebino” non ne hanno bisogno, e spostarsi, per qualche frana che costruire protezioni.
    Ricordo che Dio diede il Creato in mano ad Adamo e non il contrario, anche se bisogna utilizzarlo bene. Prima la vita degli uomini, poi la protezione dei sassi. con questi criteri, sulla sponda bresciana non avrebbero ancora le gallerie, che tanto traffico hanno tolto ai paesi. Del resto questi amici sono gli stessi che si lamentavano della passerella di Christo…