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Il Christmas match è una lezione di calcio: per l’Atalanta una vittoria d’altri tempi fotogallery

Cinque gol contro il Milan a Bergamo non si vedevano dal 1950. Il gioiello del Papu, le magie di Ilicic: rossoneri umiliati

Il regalo di Natale lo porta capitan Gomez appena seduti a tavola, quando ancora il ‘lunch match’ è agli antipasti.

Ma l’Atalanta ha fretta di dimenticare Bologna e il Papu, che in Emilia non c’era, confeziona un gol da campione, come quello che ha steso la Dinamo: tunnel a Conti e palla nel “sette” alle spalle di Donnarumma. Uno di quei gol che, l’avesse fatto Ronaldo, ne parlerebbero e lo trasmetterebbero le tv per giorni e settimane.

Pazienza, chi crede nell’Atalanta riempie il Gewiss Stadium e si spella le mani, fa la ola, invita Gasperini a saltare con la Curva: mai Christmas match è stato più bello di questo, anno di grazia 2019, con i folletti della Dea in maglia verde che si divorano il povero Diavolo.

Ed è anche difficile fare una classifica del gol più bello, dal Papu che stappa lo spumante e si beve il suo ex compagno Conti dopo appena 10′ a Pasalic che tocca quel tanto per correggere in rete una botta di Gosens, alla doppietta di Ilicic. Destro o sinistro, per lui è lo stesso: un mago, col pallone tra i piedi. Lo nasconde come vuole e poi lo spedisce in porta, lontano dalle mani del portiere. Ce ne accorgiamo quando non c’è, mancano le sue finte, le sue accelerazioni, anche le pause di Ilicic che improvvisamente riparte e fa molto male.

Il dolce arriva con speedy gonzales Muriel che si fa tutta la metà campo rossonera e infila Donnarumma. Cinquina, tombola.

Il Milan non c’è, forse non c’è nemmeno mai stato, perché l’Atalanta ha una, due marce in più. I nerazzurri corrono, hanno un ritmo, un’intensità che fin dai primi minuti manda all’aria i piani di Pioli. Che finisce incartato come un pacco regalo dalle mosse di Gasperini, da quel Malinovskyi schierato a sorpresa a fare da guastatore, oltre alla cerniera di sinistra Gomez-Gosens che manda per aria il povero Conti, mentre dall’altra parte a Rodriguez viene il mal di testa con Ilicic e viene sostituito con Calabria.

Vero che i campioni fanno i fuochi d’artificio, che Gomez va ovunque e ovunque la palla cerca lui, però tutti i Gaspboys sono da subito imprendibili, arrivano per primi su ogni pallone, vincono i contrasti. Insomma, danno spettacolo. Tirano un po’ il fiato nel primo tempo, ma poi di nuovo piede sull’acceleratore e la festa esplode.

Vince la difesa, con Gollini senza voto e imbattuto e i tiratori rossoneri non pervenuti.

Il centrocampo sovrasta i diavoletti, tanto che Bonaventura deve arrendersi dopo un’ora dopo aver visto gli incubi. Sul 3-0, ma c’è tempo per altri due gol, perché l’attacco nerazzurro è incontenibile e siamo già a 43 gol in 17 partite anche senza il Panterone Zapata che dovremmo rivedere a gennaio.

Un 5-0 al Milan è qualcosa di incredibile e un altro 5-0 in Serie A a Bergamo pochi se lo ricorderanno, visto che bisogna tornare indietro di quasi 67 anni, all’11 gennaio 1953 conbtro l’Udinese con doppietta di Brugola e tripletta di Rasmussen. Qualche anno prima, il 12 marzo 1950, la vittoria più netta contro il Milan, un 5-2 con le doppiette di Soerensen e Caprile e il gol di Fabbri (per i rossoneri Gren e Nordahl).

Ricorderete bene, però, quel 4-1 a Bergamo, del Genoa di Gasperini, il 17 maggio 2015. Una lezione di calcio, inevitabile andare a prendere quel maestro e portarlo un anno dopo a Bergamo: oggi la sua Atalanta continua a farci divertire, vera squadra europea. “La Champions ci fa bene e vogliamo dare continuità a questo 2019 straordinario: l’Europa ci ha fatto crescere tanto -, sorride Gasp -. Questa è una squadra che sa quel che vuole. E poi ci sono giocatori forti, io non li cambierei con altri”.

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