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Anche a Bergamo disertati i concorsi per dipendenti comunali: bisogna intervenire

Maria Carla Rocca: "Mi appello a chi deve legiferare, perché prenda in considerazione un nuovo modello di assunzione del personale, e ai tanti giovani laureati perché investano nel percorso di funzionario pubblico, perché una buona burocrazia giova alla vita di tutti e migliora l’efficienza del Paese"

La sindaca di Solza Maria Carla Rocca affronta un argomento molto attuale e lancia un appello.

Egregia direttrice

Ha avuto rilievo nazionale la notizia, uscita di recente di un giovane ingegnere di Barletta, che ha vinto un bando pubblico per netturbini: Giuseppe, questo il suo nome, ha dichiarato di aver dovuto rinunciare ai propri sogni professionali dopo anni di frustrazioni, perché desidera farsi una famiglia.

Tutti sappiamo quanto i nostri giovani laureati si debbano adattare a lavori mal pagati e precari, o rinunciare ai loro sogni come ha fatto Giuseppe, o ancora cercare futuro in un altro Paese, con tutte le incertezze che questo comporta.

Per questo mi amareggia particolarmente veder andare deserti i concorsi pubblici che i comuni bandiscono per assumere personale: si tratta di posizioni spesso dirigenziali e a tempo indeterminato, che però non attraggono giovani in cerca di lavoro.

Recentemente abbiamo dato la possibilità di partecipare a un concorso per due posti di ragioneria che i Comuni di Solza e di Suisio hanno bandito e la partecipazione è stata bassissima tanto da non coprire i due posti.

Sempre più spesso per tamponare i comuni ricorrono a richieste di ore “in prestito” da altri enti per garantire il funzionamento minimo degli uffici, per non parlare dell’annosa carenza dei segretari comunali che sono contesi come i centravanti delle squadre calcistiche, che vedono i comuni sempre in affanno per garantirsi la copertura minima.

Carla Rocca

Ma non siamo un caso isolato, il famigerato posto fisso negli enti è ormai snobbato da tutti, non si trovano laureati per la ragioneria né per gli uffici tecnici comunali, scarseggiano i vigili e gli amministrativi fanno molta fatica ad inserirsi.

Le ragioni sono molteplici: le competenze richieste sono altissime e molto specifiche, per un ruolo che non è remunerato adeguatamente e che è socialmente poco apprezzato se, non addirittura svilito. Contemporaneamente il blocco delle assunzioni, adottato anni fa, non ha permesso il turnover e il passaggio di competenze, ormai andate disperse con i successivi pensionamenti.

Sicuramente mancano corsi universitari che specializzino o corsi di formazione per riqualificare gli adulti per ricoprire il ruolo di funzionario pubblico, perché per lavorare nel pubblico serve una formazione specifica e altamente qualificata: l’immagine del dipendente pubblico senza competenza alla “Quovado” non esiste più da tempo.

Inoltre, a mio parere, neppure il metodo di selezione, il famigerato concorso, è ormai adeguato selezionare le figure professionali necessarie: molto meglio il modello ormai utilizzato per la selezione dei medici e di alcune classi di docenti, con un corso universitario dedicato alla specializzazione e poi un tirocinio presso gli enti (abbiamo già a disposizione dote comune), che possa poi trasformarsi in un sicuro inserimento negli enti che ne hanno necessità.

Per questo vorrei rivolgere un appello a chi deve legiferare, perché prenda in considerazione un nuovo modello di assunzione del personale, e ai tanti giovani laureati perché investano nel percorso di funzionario pubblico, perché una buona burocrazia giova alla vita di tutti e migliora l’efficienza del Paese.

M.Carla Rocca
Sindaca di Solza

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